ZUPPA DI VERZA

ZUPPA DI VERZA

Ingredienti per quattro persone

  • 400 g di cavolo verza
  • 200 g di pasta piccola
  • 100 g di speck
  • 2 patate piccole
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 4 foglie di salvia
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extravergine di oliva

Preparazione.

Innanzitutto, affettate finemente la cipolla e lo speck e rosolateli in una casseruola con 3 cucchiai di olio a fuoco lento. Nel frattempo, tritate la salvia, ben lavata e asciugata, con l’aglio e inseriteli nella casseruola con la cipolla e lo speck e continuate a rosolare il tutto ancora per qualche minuto.

Sbucciate patate e carote. Tagliate le prime a dadini di circa un centimetro, le seconde a fette di mezzo centimetro. Mettetele nella casseruola e fatele insaporire qualche minuto con i profumi. Coprite con 1,5 l di acqua, aggiungete un cucchiaio di sale grosso e portate a bollore. Pulite ora il cavolo verza, rimuovendo le foglie rovinate, quindi affettatelo in strisce di circa un centimetro. In questo modo cuocerà in tempi ridotti. Quando l’acqua avrà ripreso bollore, aggiungete la verza e proseguite la cottura della minestra finché le patate non saranno tenere. Indicativamente ci vorranno 20 minuti. Unite quindi la pastina e cuocete per il tempo indicato sulla confezione.

Distribuite nei piatti e completate con una macinata di pepe fresco e un giro di olio a crudo. A piacere aggiungete anche dei crostini di pane in alternativa alla pasta.

 

Indicazioni nutrizionali.

Il cavolo verza (Brassica oleraceavariante sabaudia,nome che deriva dalle prime testimonianze della verza risalenti alla prima metà del XVI secolo nella Savoia) appartiene alla famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae ed è coltivato soprattutto nelle regioni centrosettentrionali d’Italia.

Come tutte le Crucifere, la verza contiene delle sostanze antiossidanti che svolgono una dimostrata azione antineoplastica e antimutagena. In particolare, i ditioltioni e gli indolo-glucosinolati favoriscono la formazione di glutatione, fondamentale per i processi di depurazione di tutte le scorie tossiche, tanto che alcuni esperti in Tossicologia ritengono i ditioltioni i più potenti antitumorali presenti in natura.

La verza viene impiegata prevalentemente cotta in quanto cruda risulta di difficile digeribilità. A differenza di altre piante appartenenti alla stessa famiglia delle Crucifere, la verza non esplica una diretta azione diuretica ma, in virtù del suo contenuto di iodio, agisce stimolando la tiroide e quindi la circolazione del sangue con conseguente aumento del filtrato a livello dei reni. Inoltre, lo stimolo della tiroide si traduce in un aumento di tutte le funzioni organiche, compreso il transito intestinale. A questo proposito la verza impiegata con olio e limone, dopo averla sbollentata senza arrivare alla cottura completa, esplica una diretta azione lassativa per via del suo elevato contenuto di clorofilla.

La verza, sempre per il suo effetto stimolante sulla tiroide e per l’equilibrio ottimale di iodio, fosforo, ferro e vitamina C, facilita l’assorbimento del calcio e la sua precipitazione nella struttura ossea. Tali azioni rendono questo ortaggio particolarmente utile nella dieta della donna in menopausa.

La verza, oltre alle sostanze sopracitate, contiene anche isotiocianati come il sulforafano, che è risultato capace di inibire la crescita delle cellule cancerose e riparare i danni all’apparato cardiovascolare provocati dell’iperglicemia nei diabetici.

Infine, la verza è ricca di vitamina A essenziale per il buon funzionamento della vista e per mantenere sana la pelle, vitamina C che è fondamentale per rinforzare il nostro sistema immunitario e vitamine D e K, molto importanti per la coagulazione del sangue. Per lo stesso motivo, ovvero per la presenza di vitamina K, la verza deve essere consumata con particolare attenzione dalle persone in trattamento con anticoagulanti.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

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