POLLO ALLA BIRRA

POLLO ALLA BIRRA

 

Ingredienti per 4 persone

  • 1 pollo o in alternativa 600 gr. di petto di pollo
  • 1 birra da 33 cl
  • Rosmarino q.b.
  • Salvia q.b.
  • Timo q.b.
  • Pepe q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • 3 spicchi d’aglio
  • 3 scalogni
  • 40 g di burro

Preparazione

Cominciamo dalla ricetta del pollo in padella. Per prima cosa marinate il pollo. Se ve ne siete procurato uno intero già pulito, tagliatelo in parti più piccole dividendo ali, cosce, sovracosce, petto e tutte le altre parti. A questo punto mettete i pezzi in una ciotola capiente e aggiungete sale, pepe, gli spicchi d’aglio e tutte le erbe aromatiche. Versate dunque la birra e lasciate in frigo per almeno un’ora e mezza, così che la carne si insaporisca a dovere.

Una volta trascorso il tempo necessario, filtrate la marinata e tenete il liquido da parte. Prendete una padella larga e fate rosolare a fuoco vivace i pezzi di pollo con un filo di olio extravergine, gli scalogni interi e sbucciati e l’aglio che avete utilizzato per la marinatura. Inserite il burro, che servirà a far dorare per bene il pollo, e poi cominciate a bagnare i pezzi di carne con il liquido tenuto da parte.

Quando sarà trascorsa una mezz’ora e il pollo sarà pronto, levatelo dalla padella e inserite tutto il liquido della marinata. Fatelo restringere a dovere e quando sarà diventato una salsa densa, spegnete il fuoco. Condite il pollo con il sughetto e servite.

In alternativa al pollo intero si può realizzare la ricetta utilizzando il petto di pollo al peso di 150 gr. per persona tagliato a cubetti. Oltre ad essere più semplice richiede anche tempi di cottura più brevi ovvero 15 minuti.

 

 

 

Indicazioni nutrizionali

Non si sa con certezza dove sia nata la prima birra; si ritiene che sia originaria della Mesopotamia anche se, probabilmente, il fenomeno della fermentazione è stato scoperto per caso in diverse parti del mondo più o meno nello stesso periodo ovvero circa 10.000 anni fa.

Per la legge italiana la denominazione ”birra” e’ riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica con ceppi di saccharomyces carlsbergensiso di saccharomyces cerevisiaedi un mosto preparato con malto, anche torrefatto, di orzo o di frumento o di loro miscele ed acqua, amaricato con luppolo o suoi derivati o con entrambi.

La birra ha quattro ingredienti principali: acqua, malto, luppolo e lievito. Il cereale più diffuso da sempre per la sua preparazione è l’orzo, anche se, a tutt’oggi, esistono birre di frumento, di segale, di riso e di mais.

Gli estratti di questi ingredienti, in particolare il luppolo, contengono polifenoli come il kemferolo, la quercetina, il tirosolo ecc. che hanno dimostrato possedere vari effetti anti-batterici, anti-infiammatori, anti-ossidanti, anti-osteoporotici. La birra è ricca di xantumolo, un altro composto fenolico, che inibisce la proliferazione delle cellule tumorali presenti nei carcinomi mammari, ovarici e del colon. Non tutte le birre, tuttavia, contengono gli stessi livelli di xantumolo; meglio, quindi consumare quelle con un più alto livello di luppolo che, se da una parte, conferisce un sapore amaro alla bevanda, dall’altra apporta tanti benefici.

L’estratto secco della birra contiene diverse sostanze nutritive come zuccheri, amminoacidi e vitamine del gruppo B. Tra queste ultime la B6 (o piridossina) e soprattutto l’acido folico sono molto importanti per neutralizzare gli effetti negativi dell’omocisteina, un amminoacido il cui eccesso favorisce la comparsa delle malattie cardiovascolari, mentre la B12 potenzia la memoria e previene l’anemia.

In generale è da preferire la cosiddetta birra cruda, ovvero la tipica birra artigianale, in quanto non essendo esposta a temperature troppo elevate, presenta i microrganismi fermentanti, i saccaromiceti, ancora vivi e dunque in grado di favorire le funzioni intestinali.

Inoltre, per produrre la birra a livello industriale, frequentemente con materie prime fra le quali non sempre compare il luppolo, si ricorre a dosi massicce di lievito allo scopo di forzare la fermentazione e abbreviare i tempi di produzione, che potrebbe non esaurirsi completamente durante il processo. Questo spiega il perché molti individui che consumano birra lamentano gonfiore addominale, difficoltà digestive, aumento di peso e talora riacutizzazione di patologie allergiche latenti.

È importante sottolineare che la birra apporta i benefici sopraesposti se consumata in quantità moderate (pari a una lattina di birra da 330 ml di media gradazione) mentre, al contrario, un consumo eccessivo è associato ad un aumento di morbilità e mortalità.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *