PAPAVERO [papaver rhoeas]

PAPAVERO [papaver rhoeas]

 

Si chiama scientificamente Papaver rhoeasquella piantina (alta anche fino a 60 cm) di papavero (chiamata anche rosolaccio e barosola) con fiori rossi (che hanno quattro petali arrotondati con una macchia scura alla base) e foglie pelose con lobi allungati e dentati che si notano tra le coltivazioni di grano ma anche ai bordi delle strade e persino nelle discariche.

E’ un’erba annuale che cresce spontanea. La fioritura avviene tra maggio e giugno ma può continuare anche in agosto e settembre. Una sola piantina può produrre oltre 400 fiori in una sola estate.

Con i petali essiccati si confeziona un infuso che, unito ad un cucchiaio di miele, serve per calmare la tosse e persino le bronchiti. I semi (che si trovano nei frutti del papavero entro delle capsule che ne contengono moltissimi) spesso vengono inseriti come decorazione ma anche per aromatizzare nei pani speciali e sulle torte; mescolati con il miele si usano come ripieno per pasticcini; possono essere inseriti anche nei piatti di riso o di pasta asciutta. I petali rossi possono essere impiegati per colorare bevande e sciroppi.

Nella maionese qualche buongustaio usa aggiungere olio di semi di papavero che conferisce un particolare sapore (anche se un po’ costoso). Il succo di papavero da sempre lo si è usato come sedativo (anche per combattere l’insonnia) e, in campagna, una volta, veniva inserito nelle pappe dei bambini prima di mandarli a letto (da qui il nome che deriva da “pappa” come anche dalla dialettale “papagna” per indicare la sonnolenza).

 

La piantina, mescolata con altre erbe di campo, può essere lessata e condita come contorno. Anticamente boccioli e petali rossi erano usati dalle ragazze, di nascosto, per colorare le labbra. In alcune località i boccioli di papavero si aggiungono all’insalata mentre in diversi Comuni delle Marche i petali rossi sono mescolati con petali di altri fiori per la tradizionale “infiorata” delle strade in occasione del Corpus Domini.

 

I germogli di papavero possono essere impiegati nelle minestre, nelle zuppe, nelle frittate, oppure lessati e conditi con il burro.

Spesso si parla di “alti papaveri” per indicare grosse personalità nel mondo della politica in particolare. Ciò lo si deve al fatto che Tarquinio il Superbo, per insegnare al figlio come sconfiggere i nemici eliminando i loro capi, si recò in un campo di grano e con un bastone decapitò tutti i fiori di papavero più alti.

Ugo Bellesi

 

 

Ecco alcune ricette:

Fegato al papavero

Ingredienti:

  • mezzo etto di burro,
  • due cipolle,
  • quattro fette di fegato di vitellone, 
  • mezzo bicchiere di vino bianco,
  • tre etti e mezzo di germogli di papavero,
  • sale e pepe q.b.

Esecuzione:

Dopo averle affettate far appassire le cipolle nel burro, e aggiungere le fette di fegato rosolandole sotto e sopra. Unire il vino facendolo evaporare. Intanto preparare i germogli di papavero lessandoli alla svelta in acqua salata bollente. Eliminare poi l’acqua superflua strizzandoli. Unire i germogli al fegato e ultimare la cottura regolando sale e pepe.

 

 

Polenta con i papaveri

Ingredienti:

  • 1/2 Kg. di farina di mais,
  • mezzo etto di burro,
  • 200 gr. di formaggio,
  • tre etti di rosette di papavero,
  • sale e pepe q.b.

 

Esecuzione:

Cuocere la polenta secondo tradizione e lavare le rosette di papavero e lessarle in acqua bollente salata. Poi tritarle immergendole nella polenta quasi a fine cottura. Regolare il sale e il pepe e infine versare sulla polenta il burro e fettine di formaggio.

 

 

Patate al papavero

Ingredienti:

  • quattro cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • mezzo chilo di patate,
  • quattro fiori di papavero,
  • sale e pepe q.b.

Esecuzione:

Le patate, dopo averle lavate e fatte a tocchetti, vanno lessate in acqua salata. Quindi, dopo averli puliti, sbollentare in acqua salata i petali dei fiori di papavero, per poi strizzarli e tritarli. Le patate, condite con olio, sale e pepe, vanno servite in tavola cosparse con i petali di papavero.

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