LINGUINE AI GAMBERI CON MELONE E CURRY

LINGUINE AI GAMBERI CON MELONE E CURRY

Ingredienti per le (per 4 persone)

  • 400 gr di linguine
  • 300 gr di gamberi o code di mazzancolle freschi
  • 1/4 melone di Cantalupo
  • 2 scalogni
  • 1 peperone giallo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di curry in polvere
  • foglie di basilico e/o menta
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

 

Procedimento

Per preparare le vostre linguine ai gamberi con melone e curry, come prima operazione dovete pulire i gamberi o le mazzancolle, togliendo i filamenti neri e ovviamente il carapace. Sciacquateli sotto l’acqua corrente e tamponateli con della carta assorbente. Sminuzzate gli scalogni e il peperone giallo.

Fate a pezzettini il melone giallo e poi mettete da parte.

Fate rosolare in qualche cucchiaio di olio gli scalogni e il peperone giallo fatto a striscioline. Versate in padella, quando i peperoni saranno morbidi, anche i gamberi, sfumando con il vino bianco e poi aggiustando di sale e di curry.

In una pentola a parte lessate le linguine. Quando la pasta è cotta, fatela saltare in padella insieme al sugo ai gamberi e al peperone. Unite ora i dadini di melone, tanto non devono cuocere. Spegnete il fuoco e spolverizzate con le erbe aromatiche.

Servite le vostre linguine ai gamberi con melone e curry ben calde.

 

Considerazioni nutrizionali.

La parola curry è un termine occidentalizzato che significa zuppa o salsa. Il curry, o più precisamente masala, è un mix di spezie ottenuto dal pestaggio con mortaio di diversi ingredienti quali il cumino, pepe nero, cannella, curcuma, coriandolo, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino e pepe nero.

Le percentuali degli ingredienti variano a seconda dei paesi in cui si produce, creando miscele con diversi gradi di piccantezza che vengono identificati con i termini mild (mediamente piccante) e sweet (molto piccante).

L’ingrediente principale del curry, quello che gli dà il colore giallo, è la curcuma, una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Zingiberaceae.

Nella curcuma c’è una sostanza, la curcumina, che secondo numerose ricerche sembra possedere proprietà antinfiammatorie, anticancerogene (soprattutto nella prevenzione delle neoplasie intestinali) e antiossidanti.

In particolare, l’azione antiossidante del curry è stata confermata anche contro malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Il curry, grazie appunto alla curcumina che contiene, contribuisce ad alleviare l’affaticamento del fegato sostenendone le funzioni. Questa spezia ha inoltre effetti benefici sul funzionamento dello stomaco e dell’intestino, riducendo fenomeni fastidiosi come il meteorismo, la dispepsia (cattiva digestione) e l’irritazione del colon oltre a ridurre i fastidi collegati all’artrite e ai reumatismi.

In più regola il metabolismo e fa bruciare grassi, stimolando al contempo la secrezione di acidi biliari.

Per questo motivo coloro che soffrono di malattie ostruttive alle vie biliari come i calcoli renali non dovrebbero fare uso di curry.  Il curry, inoltre, andrebbe evitato durante l’allattamento.

Ricordiamo tra l’altro che nel curry la curcuma è accompagnata da zenzero e pepe nero, due alimenti che ne potenziano le proprietà benefiche.

La stessa azione antinfiammatoria e antiossidante della curcumina sarebbe efficace anche per ridurre il rischio di subire un infarto. A questo proposito, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology nel 2012, la curcumina si è dimostrata in grado di proteggere il cuore riducendo il rischio di attacco cardiaco dopo intervento di bypass aorto-coronarico e di favorire un corretto flusso sanguigno.

In generale, siccome la curcumina è poco biodisponibile, si consiglia di non consumarla cruda ma di aggiungerla a fine cottura della vostra preparazione e insieme al pepe che contenendo la peperina ne favorisce l’assorbimento.

Dott. Enrico Magini
biologo nutrizionista
esperto in counseling nutrizionale
nutrizione nelle varie discipline sportive

 

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