Gérard de Nerval

Gérard de Nerval

“In Africa si sogna l’India, come in Europa si sogna l’Africa; l’ideale risplende sempre al di là del nostro orizzonte attuale.”

Con questo pseudonimo viene conosciuto lo scrittore francese Gérard Labrunie (Parigi 1808, – ivi 1855). Viene considerato un precursore delle successive riflessioni decadentiste, grazie alle sue opere ricche di riferimenti simbolici, onirici ed esoterici.

Dopo aver lavorato nel campo del giornalismo e in collaborazioni teatrali, e alcuni viaggi condotti in Italia, in Germania e in Belgio, ebbe una prima crisi di follia nel 1841. La morte dell’amata attrice Jenny Colon, nel 1842, può esse considerata una delle cause che lo portò a intraprendere un viaggio in Oriente.

Nel dicembre del 1842, de Nerval lasciò Parigi per Marsiglia “già famoso e ancora povero“, per salpare verso l’Egitto, il Libano e la Turchia. Si tratta anche di una sorta di viaggio di convalescenza, effettuato a causa del suo attacco di follia che descriverà così in una lettera alla moglie di Alexandre Dumas:

“(…) un’affezione definita dai dottori e chiamata indifferentemente Teomania o Demonomania nel dizionario medico. Con l’aiuto di definizioni incluse in questi due articoli, la scienza ha il diritto di far sparire o di ridurre al silenzio tutti i profeti e veggenti predetti dall’Apocalisse, cui mi illudevo di far parte.”

Questo viaggio ha due caratteristiche originali che lo distinguono dai suoi predecessori: la sua povertà, che lo spinge a stringere spesso i cordoni della borsa, e l’attenzione che riserva non tanto ai monumenti storici, ma piuttosto alle tradizioni e alla cultura degli autoctoni, immergendosi nella vita reale e quotidiana delle città che visita. In realtà, questa originalità scaturisce anche dalla decisione di romanzare il suo viaggio: oltre alle descrizioni di città mai visitate, omette completamente l’esistenza del suo compagno di viaggio, l’egittologo dilettante Joseph de Fonfride. 

Uno dei fili conduttori che attraversa il romanzo è quello del matrimonio, dal Cairo, dove gli viene spiegato che avere una donna in casa è d’uopo per un uomo scapolo che non vuol destare scalpore nel vicinato, al Libano dove il colpo di fulmine provato per la drusa Salema lo spinge ad enunciare:

“Poiché è stabilito che ci sono solo due tipi di epiloghi, il matrimonio o la morte, miriamo almeno a uno dei due.”

Nonostante ciò, non si sposerà mai con Salema, a causa di forti febbri che colpirono il narratore, costringendolo ad imbarcarsi il più velocemente possibile per Costantinopoli.

Sebbene Gérard acquisì importanza nei circoli letterari parigini sia con la traduzione del Faust di Goethe sia con alcuni scritti (Fra cui citeremo: Le voyage en Orient, Les illuminés, Les filles du feu, Aurélia), il suo male gli rese sempre più insostenibili le difficoltà della vita, tanto da spingerlo ad impiccarsi, nel 1855.

 

Fonti:

https://www.britannica.com/biography/Gerard-de-Nerval

L’harem, Gérard de Nerval, Passigli Editori

 

Domiziana Rossi – ideatrice e curatrice del blog  UN ORIENTE A ORIENTE DELL’ORIENTE

 

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