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L’ORTO DI TITTI e p’Orto Franco CONSIDERAZIONI SULLA FRUTTA E VERDURA DI DICEMBRE [2018]

L’ORTO DI TITTI e p’Orto Franco CONSIDERAZIONI SULLA FRUTTA E VERDURA DI DICEMBRE [2018]

la prima settimana di Dicembre 

l’elenco di quello che ha raccolto p’Orto Franco, in questo inizio del mese, certo sembrano mancare tante cose a cui i nostri occhi sono abituati, questo è quello che la terra produce nel naturale ciclo delle stagioni, con le ovvie differenze di latitudine e microclima. 

  • CACHI
  • MELE
  • ZUCCA
  • FINOCCHI
  • TOPINAMBUR
  • RADICCHIO
  • CAVOLO CAPPUCCIO
  • VERZA
  • CAVOLO NERO
  • BROCCOLI
  • CAVOLFIORI
  • CIME DI RAPA A CAVOLO
  • CICORIA PUNTARELLE
  • CICORIA
  • BIETA
  • INSALATA
  • PATATE
  • AGLI
  • CECI
  • FARINA DI MAIS
  • FARINA DI CECI
  • FARINE [AZIENDA AGRICOLA SPIGAVERDE]
  • PEPEROCINO IN POLVERE
broccolo

topinanbur
verza
cavolfiore
zucca
cavolo cappuccio
finocchi
radicchio
patate
bieta, cavolo nero e cicoria

cime di rapa a cavolo
aglio
insalata
ceci rossi
ceci
UNDER THE BAMBOO TREE

UNDER THE BAMBOO TREE

Sabato 13 e Domenica 14 Ottobre 2018UNDER THE BAMBOO TREE
 Due giorni alla scoperta di questa pianta dalle mille virtù, con esposizioni, laboratori, convegni di esperti internazionali e sorprese gastronomiche e musicali a tema. Sabato 13 la premiazione del concorso internazionale “Bamboo Rush” dedicato alla progettazione e realizzazione di oggetti di design in bambù. I lavori selezionati saranno esposti nella sala Calvino del Labirinto della Masone.
 PROGRAMMAFino al 14 Ottobre 2018TESORI D’ORIENTE
La Camera delle meraviglie di Garcia de Orta
La mostra Tesori d’Oriente, a cura di Pedro Moura Carvalho e Fondazione Franco Maria Ricci, propone un’accurata selezione di straordinari esempi dell’arte decorativa del Cinquecento e Seicento, oggetti rari e preziosi, alcuni esposti per la prima volta, provenienti da prestigiose collezioni private italiane e portoghesi e da alcuni musei.
 INFORMAZIONISabato 20 Ottobre 2018FORSI CHE SI, FORSI CHE NO Un filo di poesia musicale nel Labirinto della Masone

Sarà un concerto itinerante quello che la Cappella Musicale “Adolfo Tanzi”, complesso corale a voci miste nato dall’unione del coro nocetano “Cantori del Mattino” con il coro della Basilica di San Benedetto Po, terrà al Labirinto della Masone sabato 20 ottobre dalle ore 17. 
 INFORMAZIONI Mercoledì 31 Ottobre 2018LUX PERPETUA
La notte di Halloween al Labirinto della Masone gli inferi si trasferiranno dalle viscere della terra al firmamento del cielo. Inghiottiti nel buio della Corte Centrale, neon, fari, laser luminosi risplenderanno in una sinfonia stroboscopica orchestrata dai Quiet Ensemble. Il riverbero di luci e suoni continuerà poi nelle sale della Corte dove la musica elettronica farà ballare fino a notte fonda.
Il programma dettagliato e tutte le informazioni sull’evento saranno presto annunciati sul sito web del Labirinto.
 I LIBRI DI FRANCO MARIA RICCI EDITOREGRAZIE AL CIELORepertorio di ex voto messicani
Un’importante ricerca sulle pitture votive, per lo più anonime, che da secoli danno forma e contenuto alla devozione popolare dei messicani. Il “Repertorio” si aggiunge e integra gli studi di Elin Luque Agraz. Completa il volume un’introduzione di Giorgio Antei e un saggio dello stesso autore intitolato “Ave Maria. La stagione dei miracoli”, dedicato agli ex voto fiorentini fra tardo Medio Evo e Rinascimento.
 VISITA LO SHOP ONLINETESORI D’ORIENTE
La camera delle meraviglie di Garcia de Orta (ca. 1500-1568)

Catalogo dell’omonima mostra estiva del Labirinto della Masone, il volume un propone un’accurata selezione di straordinari esempi dell’arte decorativa del Cinquecento e Seicento provenienti da collezioni italiane e portoghesi. Ad accompagnarli i testi di Pedro Moura Carvalho e le immagini di Massimo Listri.
 VISITA LO SHOP ONLINE
Labirinto della Masone
di Franco Maria Ricci
Strada Masone, 121
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Primo ospedale di Medicina Integrata

Primo ospedale di Medicina Integrata

In Toscana è nato il primo ospedale di medicina integrata. La Regione Toscana ha infatti stanziato nei mesi scorsi 100.000 euro per la realizzazione del primo ospedale di medicina integrata.
A questo scopo è stato scelto l’Ospedale Petruccioli di Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove è possibile curarsi con agopuntura, fitoterapia, omeopatia e medicina tradizionale cinese accanto alla medicina classica. In questo modo, come ha dichiarato Fabio Roggiolani, Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale “finisce una guerra tra la medicina classica e le medicine complementari, che ha causato vittime solo tra i pazienti”.
L’Ospedale sta quindi subendo una graduale trasformazione con l’inserimento di assistenti ospedalieri esperti nelle medicine complementari. I cittadini hanno la possibilità di scegliere, sia in corsia che nei servizi ambulatoriali, tra la medicina tradizionale e quella alternativa. Inoltre tutti potranno raccogliere le evidenze scientifiche di efficacia terapeutica delle medicine complementari e delle discipline bionaturali consultando i testi della biblioteca-Internet.

Questa alleanza terapeutica è frutto di tre anni di impegno. Un patto virtuoso tra politica, strutture sanitarie e società civile, al quale Pitigliano ha risposto perfettamente. Con l’inizio dell’anno uno staff di medici qualificati ha formato una equipe complessa in grado di assicurare una straordinaria offerta di salute ed efficaci soluzioni a tante patologie. Non si toglie nessuna cura, semmai si aggiungono possibilità terapeutiche.
Hospital
Sin dall’inizio Roggiolani ha espresso la convinzione che la struttura sarebbe risultata attrattiva per pazienti di tutta Italia e che la nascita del nuovo ospedale di medicina integrata avrebbe portato anche una rete sul territorio, con l’utilizzo dei centri termali di Sorano e Saturnia e con l’avvio del primo Master di Medicina Integrata all’Università di Siena, che è iniziato lo scorso gennaio, per dare una formazione teorico-pratica a laureati in medicina, farmacia, veterinaria e odontoiatria.
E molti infatti sono stati i consensi per l’integrazione della medicina alternativa a quella tradizionale: la Toscana ha saputo unire Università e ospedale per ricondurre omeopatia, fitoterapia, agopuntura nel posto che devono occupare nella medicina.
Ospedali e cliniche universitarie che erogano prestazioni di medicina complementare a fianco della medicina classica sono presenti in tutto il mondo, in oriente e in occidente. Lo scopo di Pitigliano, peraltro, è proprio quello di avviare sperimentazioni utili a misurare l’efficacia di queste medicine in termini di miglioramento della qualità della vita e di miglioramento della salute dei cittadini, particolarmente di quelli affetti da malattie croniche, cosiddette proprio perché inguaribili con la sola medicina convenzionale. Agopuntura, omeopatia e fitoterapia sono state riconosciute medicine complementari sulla scorta delle definizioni date dalla stessa comunità scientifica.
Terapia a scelta.

Nel centro l’omeopatia ed agopuntura vengono praticate insieme alla medicina tradizionale, sia in ambulatorio che per i pazienti ricoverati. Questi ultimi, in accordo con i medici ospedalieri che li hanno in carico, possono decidere se seguire solo la terapia tradizionale o integrarla con le medicine complementari, praticate sulla base di «un approccio interdisciplinare, diagnostico e terapeutico, finalizzato alla scelta terapeutica più appropriata ed efficace in termini di qualità della vita, benessere e salute», come sta scritto nel progetto costitutivo del centro.
Quali malattie.

Ci si può rivolgere alla struttura di Pitigliano per il trattamento di malattie reumatiche croniche, per gli esiti di traumi e di ictus, per la riabilitazione ortopedica e neurologica, per la cura della psoriasi e per le dermatiti allergiche, per l’asma e l’insufficienza respiratoria, per le patologie gastrointestinali, per contenere gli effetti collaterali della chemioterapia e della radioterapia in oncologia e nella terapia del dolore cronico e nelle cure palliative. La visita specialistica può essere prenotata direttamente dal cittadino, anche senza richiesta medica, attraverso il sistema di prenotazione Cup (Centro Unico di Prenotazione).
La legislazione.

Una legge regionale (la n. 9 del 2007) garantisce il principio della libertà di scelta terapeutica del paziente e la libertà di cura del medico, e tutela l’esercizio delle medicine complementari. In particolare, la legge riconosce omeopatia, agopuntura e fitoterapia come parte integrante del Servizio sanitario regionale. In base alla legge, gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, dei veterinari e dei farmacisti istituiscono elenchi di professionisti che esercitano le medicine complementari e rilasciano una specifica certificazione sul possesso dei requisiti. La legge istituisce anche una commissione per la formazione nelle medicine complementari.

Monica Vada

*fonti

www.toscanaoggi.it
www.medicinalive.com

Cestini di Polenta con Funghi e Taleggio 

Cestini di Polenta con Funghi e Taleggio 

“Sfiziosi e gustosi questi cestini di polenta che oggi ho portato sulla mia tavola. Molti di voi sanno quanto amo la natura e i frutti che ci dona, così quando è il loro tempo vado a raccogliere funghi,  asparagi, erbette campagnole ecc…ecc…Naturalmente non possono essere consumate tutte insieme, quindi molto spesso congelo. In questo caso ho utilizzato dei funghi pioppini trovati in una delle mie passeggiate ma essendo poco reperibili, potete tranquillamente utilizzarne degli altri, come porcini o champignon. Dipende dal vostro gusto. “

Tiziana Famoso

 

 

Ingredienti:
per 6 Cestini

 

  • 190 g di Polenta Precotta
  • 350 g di Funghi (Pioppini, Porcini, Champignon)
  • 190 g di Taleggio
  • 1 Spicchio di Aglio in Camicia
  • Prezzemolo q.b.
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale e Pepe b.

 

Procedimento:

 

Cuocete la Polenta seguendo la quantità di acqua e il tempo riportato sulla confezione; In una pentola portate a bollore l’acqua, aggiungete il sale e un cucchiaio di olio. Quindi versate a pioggia la farina di mais mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. Abbassate il fuoco e portate a cottura continuando a mescolare.

 

Non appena la polenta sarà pronta, prelevatela con un cucchiaio e riempite degli stampini in alluminio da muffin precedentemente oliati. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo per almeno sei ore, fino a quando si sarà solidificata per bene.

Nel frattempo pulite e mondate i funghi. In una padella versate un filo di olio e lo spicchio di aglio in camicia. Fate scaldare leggermente per poi unire i funghi tagliati a piccoli pezzetti. Condite di sale e pepe, coprite con un coperchio e portate a cottura, solo alla fine aggiungete del prezzemolo tritato finemente.

Trascorso il tempo, prendete i vostri cestini di polenta e aiutandovi con un cucchiaio bagnato, scavate l’interno.

Tagliate a piccoli cubetti il taleggio e unitelo ai funghi ormai freddi. Riempite i cestini e adagiate su una placca rivestita di carta forno. Infornate in forno preriscaldato a 220°C per circa 20/25 minuti. Sfornate e cospargete la superficie con dell’altro prezzemolo. Servite subito.

 

ricetta e foto Tiziana Famoso curatrice del blog LIMONE e LIQUIRIZIA 

 

consigli nutrizionali

La polenta è un piatto tipico delle regioni settentrionali italiane le cui origini sono assai antiche. La ricetta inizialmente variava a secondo del luogo, del tempo e delle persone e i primi ingredienti (orzo, farro, piselli, fagioli, eccetera) erano locali.

Con la scoperta dell’America e l’introduzione in Europa del mais questo cereale è diventato nel tempo l’ingrediente principale nella preparazione della polenta.

Durante la cottura la farina di mais assorbe fino al 300% d’acqua, alleggerendo notevolmente il carico glicemico e l’apporto calorico complessivo. Inoltre il mais, al pari di altri cereali come il riso e il miglio, non contiene glutine, pertanto è un alimento permesso nella dieta dei celiaci.

I funghi da un punto di vista nutrizionale non hanno nulla da invidiare agli altri alimenti. Infatti sono alimenti discretamente ricchi in proteine. La caratteristica dei funghi è che sono gli unici vegetali a non presentare la cellulosa a livello della parete cellulare. Nonostante ciò essi hanno il potere di stimolare la peristalsi intestinale favorendo una vera e propria azione lassativa particolarmente utile

in chi soffre di stipsi. I funghi sono anche un’ottima fonte di selenio, che esplica varie funzioni nel nostro organismo, fra le quali contrasta i processi di invecchiamento e favorisce il buon funzionamento della tiroide.

Il taleggio è un formaggio semi-stagionato ricco di grassi saturi, colesterolo e sodio per cui non è un alimento ottimale per chi soffre di ipertensione. Inoltre, come in tutti i formaggi, è presente la tirosina, molecola precorritrice delle catecolamine, che fanno alzare lo stato di veglia e di attenzione, per cui sarebbe consigliabile evitare di mangiare formaggi al pasto serale.

Dott. Enrico Magini
biologo nutrizionista
esperto in counseling nutrizionale
nutrizione nelle varie discipline sportive

 

 

Passato, presente e turismo.

Passato, presente e turismo.

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Oggi il viaggio, come un buon rhum invecchiato, si fa più intenso e deciso.
E si biforca in due direzioni. Quella della solidarietà e quella del turismo. Legate tra loro. Fortemente.
Anzi, l’una non può fare a meno dell’altra.

Stiamo assistendo infatti, in questo periodo, ad un atto rivoluzionario, che deve farsi concreto. Intendo investire sul turismo. E sulla sua promozione. Quello di cui si parla da tanto tempo, quello che caratterizza la nostra regione, quello che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo. Prima, sommessamente c’erano le Marche, una regione del centro Italia, famosa per il suo cibo e per somigliare, nelle fattezze, ad una piccola Toscana. Meta di visite e trasferimenti di turisti stranieri. Ora, è la Terra di Marca, quella che, purtroppo è salita per infausti motivi, agli onori della cronaca. Ma che, guardando il lato positivo della vicenda, è ascesa ad un alto livello di considerazione e di riscoperta sotto tanti aspetti.

Conosciuta sempre per metà e vagamente, adesso ha iniziato ad urlare. Di dolore e di riscatto. Il dolore lo lasciamo da parte, perché non ha bisogno di parole, almeno in queste pagine. Il riscatto invece è quello di vero e concreto che si sente, tangibile. In ogni azione, in ogni parola. Di ognuno. Dal più colpito dalla tragedia, a quello che può solo cercare di dare un aiuto.

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Parlo di atto rivoluzionario perché a differenza di qualche tempo fa, ora è facile trovare sui social, anche chi, prima non aveva una voce nella rete. Ed è bello trovare le foto ed i racconti di chi da sempre lavora la propria terra e alleva le sue bestie. E non si sposta dalle sue zolle nonostante tutto sia crollato. Ed anzi, trova la forza, tutta quella di cui ha bisogno per dormire in una roulotte e svegliarsi vicino alle rovine. Supportato dai social stessi, da chi li vive, da chi ci lavora, da chi li usa per raccontare.

Ecco la rivoluzione. Instagram. Facebook. La nuova e la vecchia generazione insieme. Al lavoro per la rinascita. La ricostruzione. Non la dimenticanza e la scomparsa. Un lavoro arduo. Quello di capire cosa sarà. Nel futuro dei borghi crollati. Che forse moriranno o forse no. Ma che esistono. In ogni evento, manifestazione virtuale e non. In ogni singola parola di Sindaco, nelle foto e nelle donazioni.

Qui la parola turismo deve essere urlata a gran voce. Perché è adesso che la Marca non solo ha bisogno, ma deve ricordare ancor di più che cosa è. Solo attraverso un percorso che va oltre la ricerca di aiuto, ma che si ramifica in tutto ciò che ha da offrire, e che ha offerto sussurrando la propria anima nel turbine della bellezza italiana, le Marche continueranno ad essere, anzi si identificheranno definitivamente e con forza nel panorama artistico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico.

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Ecco che ora più che mai, manifestazioni e convegni incentrate sul turismo, acquistano maggior risalto ed importanza. Ciò che prima era scontato, ora non lo è più. Viaggiate. Visitate posti nuovi, visti e dimenticati, o solo sentiti dire. A due passi da casa. E portate ogni luogo con voi. Come lui fa con voi. Non si grida più di paura, ma di riscossa.

Ecco che, domani, inizierà la due giorni sul Turismo, la terza Edizione di Like Tourism, in Ancona, manifestazione di rilievo nazionale nell’ambito dell’educazione alla ricezione turistica in tutti i suoi livelli, e che esordirà proprio con il tema della ricostruzione. La promozione turistica come destinazione per la ripartenza.

Petra Feliziani

 

 

 

 

 

 

 

OLIO ESSENZIALE DI YLANG YLANG

OLIO ESSENZIALE DI YLANG YLANG

 

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Denominazione botanica: Cananga odorata 
Sinonimi: Unona odoratissima (Unona odorantissimum) 
Famiglia: Anonacee 
Provenienza: Madagascar, Sumatra, isole Comore, Giava. 
Parti usate: fiori 

L’ylang ylang è uno splendido albero di notevoli dimensioni, raggiunge infatti i 18 metri di altezza. Il nome della pianta, Ylang ylang, deriva dagli splendidi fiori che essa produce, infatti ylang ylang significa “il fiore dei fiori”. Questi sono di colorazione gialla o bianca con sfumature verdi sui bordi e la forma a stella.
Le coltivazioni nelle diverse località danno vita a olli essenziali di qualità diversa; infatti non tutti concordano che cananga odorata e ylang ylang siano la stessa pianta ma piante molto affini.

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La profumazione dell’olio essenziale è calda e afrodisiaca. Già i coloni francesi la definirono “profumo afrodisiaco”. Infatti l’ylang ylang è un olio essenziale con un piacevole profumo, può essere utilizzato proprio come vero e proprio profumo afrodisiaco. E’ euforizzante, e può essere impiegato come profumazione per risvegliare i sensi, di lui e di lei (impotenza psicogena leggera, frigidità).

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Indicazioni
L’olio di Ylang ylang viene indicato come afrodisiaco, antidepressivo, antisettico, sedativo, per la cura della pelle facciale (massaggi).

Avvertenze
Come detto sopra, l’olio essenziale di Ylang ylang è dolce e afrodisiaco, può essere utilizzato come profumo naturale, ciò nonostante, non si dovrebbe eccedere nell’utilizzo in quanto la sua “potenza” può dare nausea o mal di testa.

OLIO ESSENZIALE DI ROSMARINO

OLIO ESSENZIALE DI ROSMARINO

 

tumblr_mt0ojcibbs1qjwd8go1_1280Denominazione botanica: rosmarinus officinalis 
Nome Comune: rosmarino officinale 
Sinonimi: ramerino, rosamarina 
Nomi stranieri: tedesco Rosmarini krankrauk,  francese romani, inglese rosemary 
Tempo balsamico: i giovani rametti con foglie vengono raccolti a primavera, tralasciando quelli lignificati 
Provenienza: Italia, Africa settentrionale, spontaneo o coltivato
Metodo di estrazione: corrente di vapore 
Colore: chiaro 
Descrizione dell’aroma: fresca, erbacea, dolce, leggermente medicinale 
Utilizzi possibili: dolori articolari, artrite, cura dei capelli, crampi muscolari, reumatismi 

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Il Rosmarino é una piccola pianta arbustiva spontanea la cui altezza può arrivare fino a 2 metri, perenne, molto diffusa nelle regioni mediterranee fino a regioni medio asiatiche. Ha i rametti dritti legnosi, presenta piccole e rigide foglie larghe 0,5cm e lunghe non più di 4-5cm, alla sommità si sviluppano i fiori di colore blu-lilla i quali sono riuniti in grappoli fitti. L’impollinazione avviene grazie agli insetti pronubi, entomofila. Il suo habitat preferito sono i terreni calcarei su colline di media altitudine, prediligendo un posizione soleggiata, terreno leggero e ben drenato.
Irametti vengono utilizzati interi in cucina come aroma. Il suo sapore è caratteristico e si può dire che caratterizzi anche la cucina Italiana. Con i rametti si ottengono anche interessanti liquori.

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Indicazioni

In cosmetica…
Per la capacità di stimolare il microcircolo, l’olio essenziale di rosmarino viene favorevolmente impiegato come olio da massaggio – miscelato con altri oli vegetali come mandorle dolci o jojoba – per il trattamento degli inestetismi dovuti alla cellulite. Lo stesso impiego può essere applicato al cuoio capelluto per migliorare la crescita dei capelli.

Avvertenze
Neurotossico. Evitare in gravidanza.

 

OLIO ESSENZIALE DI PINO SILVESTRE

OLIO ESSENZIALE DI PINO SILVESTRE

Pine, Scots (Pinus sylvestris) B4114 near junction with Leicester Road Sapcote SP 5019 9299 (taken 27.8.2007)

Denomiazione botanica: Pinus sylvestris 
Sinonimi: Pino selvatico, pino scozzese (o di Norvegia) 
Famiglia: Pinaceae 
Habitat: Europa, Asia, da 100m fino a 1700m s.l.m

Olio essenziale
Metodo di estrazione: distillazione in corrente di vapore 
Parti utilizzate: foglie (aghi) 
Colore: chiaro 
Descrizione dell’aroma: fresca, legnosa, terrestre, balsamica 
Utilizzi possibili: raffreddore, reumatismi, sinusite. 
Costituenti: Pinene, Limonene, Borneolo, Cineolo 

Il Pino silvestre, detto anche marittimo o montano, è una pianta di notevoli dimensioni, raggiunge infatti anche i 30 metri di altezza, tipica dei paesi mediterranei, diffusa in particolar modo in Italia, ma facilmente trovabile anche in Asia o in nord Europa. Può raggiungere i 300 anni di vita.
La corteccia è marrone con tendenza al rossastro, le foglie per la forma sono dette aghi, infatti sono lunghe 10-15cm e sottili, meno di 1 cm raggruppati a coppie. Queste venivano utilizzate nella medicina popolare come balsamico e fluidificante delle mucose. Venivano messe in acqua a bollire, e l’ essenza sprigionata dava un’ aroma fresca e balsamica.
L’albero del pino ha portatura eretta, ma adattandosi a tutte le condizioni del terreno, non è raro vedere il tronco uscire verticalmente dal terreno.

Il nome della pianta deriverebbe dalla ninfa Piti la quale si trasformò in un albero per sfuggire al dio Pan.

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Indicazioni
Pino silvestre olio essenziale e applicazioni
L’olio essenziale di Pino silvestre viene consigliato per una serie di problematiche come:

Analgesico:
nei dolori all’intestino si massaggia il ventre con 1-2 gocce di olio essenziale diluito in olio di mandorle.

Balsamico:
nei casi di raffreddore o chiusura nasale, può essere utilizzato un diffusore di fragranze per ambiente, bruciando alcune gocce in un pò di acqua, oppure sempre con alcune gocce in acua, fare bollire. I vapori emessi renderanno l’ambiente balsamico e fluidificante.

Antistress:
Utilizzare 10-15 gocce nellavasca da bagno per effettuare bagni rilassanti.

Per le sue caratteristiche può essere utilizzato con altri oli essenziali:

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cipresso

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Avvertenze
Da utilizzare solo diluito in quanto l’utilizzo puro può dare irritazione.

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OLIO ESSENZIALE DI NIAOULI

OLIO ESSENZIALE DI NIAOULI

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Denominazione botanica: Melaleuca Quinquinerva / Veridiflora 
Famiglia: Myrtaceae 
Parte impiegata: foglie e getti 
Origine: Nuova caledonia e Australia. 
Descrizione della fragranza: la profumazione é fresca, simile all’ eucalipto 

In aromaterapia l’olio essenziale di Niaouli è importante. La sua aroma fresca, simile ad altri oli essenziali, come ad esempio l’eucalipto, lo rendono ideale come espettorante, o semplicemente per rinfrescare ambienti chiusi, quindi utile anche per rinvigorire la casa durante la stagione invernale.
L’alberdo di Niaouli è sempreverde dalle foglie aguzze ed i fiori gialli allungati. Le foglie sono molto profumate ed una volta schiacciate rilasciano subito la caratteristica fragranza.

 

Indicazioni
Come impiego tradizionale, l’olio essenziale é particolarmente ricercato per le caratteristiche che lo rendono un ottimo antisettico naturale. Viene inoltre indicato come stimolante fisico e mentale.
L’olio essenziale di Niaouli, impiegato direttamente sulla pelle con le dovute cautele, mostra una interessante azione antisettica e protettiva, migliora inoltre la microcircolazione e per questo in medicina naturale riveste una posizione speciale.

L’olio di Niaouli viene estratto dalle foglie e dai ramoscelli giovani per corrente di vapore dal sanitization del vapore. I componenti chimici principali dell’olio di niaouli sono 1,8-cineole, y-terpineolo, limonene, a-phellandrene, pinene di b e di a, linalolo e piperitone. L’olio di Niaouli è preso come olio sicuro, poiché è non tossico, non-irritante e non-sensibilizzare.

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Avvertenze
Come per tutti gli oli essenziali, l’utilizzo interno è sconsigliato, si consiglia di consultare il naturopata o un medico per l’utilizzo dell’essenza.

OLIO ESSENZIALE DI MALALEUCA

OLIO ESSENZIALE DI MALALEUCA

Melaleuca alternifolia

Denominazione botanica: Melaleuca alternifolia
Metodo di estrazione: corrente di vapore
Parte utilizzata: foglie e ramoscelli
Colore: giallo chiaro
Consistenza: fine
Descrzione dell’aroma: fresca, legnosa, erbacea
Possibili utilizzi: acne, candida, influenza, emicranie, pelle grassa, sinusiti 

La Melaleuca o Tea Tree per gli anglosassoni (albero del te), é una piccolo arbusto appartenente alla famiglia delle Myrtacee una famiglia diffusa nel continente oceanico, con particolare diffusione in Australia e che comprende molte specie, tra cui anche la Melaleuca leucadendron, dallaquale viene estratto il noto olio essenziale di Cajeput.
James Cook, durante le sue esplorazioni nel continente sud, annotò nei suoi diari le proprietà di questa pianta e l’utilizzo che già gli Aborigeni australiani ne facevano.
Alcuni studi recenti avrebbero dimostrato l’efficacia che l’olio essenziale della melaleuca ha contro le infezioni, da funghi e virali.Sarebbe inoltre in grado di aiutare nel caso di raffreddore e influenza, nei casi di infezioni all’apparato respiratorio e, per la sua capacità di stimolare la sudorazione, agirebbe in modo naturale abbassando la febbre.
La sua profumazione non è gradita a tutti, è leggermente canforata, per cui non viene utilizzata come profumazione d’ambiente,utilizzo che sarebbe invece da consigliare per la sua capacità di ridurre la carica batterica.
Viene indicato come antisettico, utile nelle infezioni, nei piccoli casi di funghi o problemi virali.

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Indicazioni
L’olio essenziale di melaleuca si presta bene per piccoli problemi alla pelle, in particolar modo per foruncoli, acne, pelle grassa e sopratutto, data la notevole capacità di favorire la guarigione di piccoli tagli e di piccole ferite, si presta bene per la disinfezione da punture di insetti.
Per la capacità di stimolare la sudorazione viene impiegato anche per abbassare la febbre.

Avvertenze
L’olio essenziale di melaleuca è considerato uno tra i più sicuri.L’olio essenziale risulta tossico se ingerito in grandi quantità,e per applicazioni dirette sulla pelle può causare irritazione solo ad alte concentrazioni. si ricorda infatti che gli oli essenziali sonoda utilizzarsi diluiti in oli vegetali.

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