Categoria: Menù

Il caffè fa male oppure no? Da’ davvero energia o è solo un’illusione? [Dott. Giuseppe Cocca]

Il caffè fa male oppure no? Da’ davvero energia o è solo un’illusione? [Dott. Giuseppe Cocca]

Oggi parliamo di un argomento molto sentito dagli italiani: il caffè fa male oppure no? Da’ davvero energia al nostro corpo o è solo un’illusione della nostra mente?

Un argomento che gira molto sul web, uno strumento, il caffè, che viene da alcuni demonizzato da altri santificato.

Quindi scopriamo se il caffè fa male oppure no, basandoci su quello che è il modello igienista.

 

Cos’è il caffé?

Il caffè è una bevanda che viene utilizzata per fini voluttuari, cioè per piacere e non solo. Ma la maggior parte delle persone quando usa il caffé dice: “Il caffé mi fa sentire meglio. Mi tira su. Mi da’ energia.

Noi invece dobbiamo comprendere che il caffé come prodotto è uno stimolante, cioè è un prodotto che stimola le nostre energie interne. Cioè non è il caffé che da’ energia, ma fa in modo da stimolare le nostre energie per gestire una situazione.

 

Quando il caffè potrebbe essere utile?

Sto guidando. È mezzanotte. L’una. Voglio arrivare a casa entro un’ora. Mi sta venendo sonno. Posso utilizzare lo strumento caffé per stimolarmi, per rimanere sveglio più delle capacità del mio organismo.

Cioè il mio organismo ha sonno e io lo stimolo, lo forzo a rimanere sveglio. Questo è l’utilizzo del caffé che mi può essere utile, se voglio arrivare a casa entro una determinata ora.

Chiaramente so che ho preso il caffé e tornando a casa dovrò fare in modo di recuperare. Mentre la maggior parte delle persone lo prende come abitudine, si sveglia la mattina e dice: “Io prendo il caffé senno non mi sveglio, per tirarmi su.

 

Energizzanti e stimolanti

Quando noi parliamo di alimenti, bevande e cibi, dobbiamo tener presente che esistono dei cibi energizzanti e dei cibi stimolanti.

Energizzante è quando prendo da quel determinato cibo l’energia che poi utilizzerò nella vita di tutti i giorni.

Invece un alimento stimolante è quello che stimola la mia energia interna.

 

Una frustata per l’organismo

Dal punto di vista dell’igiene naturale non vi è quasi nessuna differenza fra una frustata e un caffé.

Perché se una persona si sta addormentando e riceve una frustrata si sveglia completamente, in quanto si determina all’interno del corpo una scarica di adrenalina.

In questo video, faccio un esempio classico che rende bene l’idea di cosa vuol dire prendere il caffé, qual è la sua utilità e nello stesso tempo come esso può esaurire le nostre energie interne:

Dott. Giuseppe Cocca

Igienista e digiunoterapeuta.
Ha ideato l’Eft Evolutivo e predilige un’alimentazione sana, crudista e vegana.

© 2018 Dott. Giuseppe Cocca ||  Marketing & Design by Cosimo Melle.

Il digiuno terapeutico “igienista”: come, quando e perché farlo?

Il digiuno terapeutico “igienista”: come, quando e perché farlo?

Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti “malati”, dagli accumuli di scorie e tossine.

Il nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio: l’anabolismo (costruzione)
e il catabolismo (distruzione di materia organica) che produce scorie (tossine), teoricamente eliminate ogni giorno attraverso gli organi escretori (reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie, ecc.)

In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule e queste eliminano in seguito le scorie metaboliche (catabolismi).

Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione, per questo mangiare in continuazione paradossalmente toglie energie al nostro organismo e diminuisce la quantità di energie a disposizione, per eliminare tutte le scorie metaboliche prodotte dall’attività catabolica.

L’accumulo di queste scorie determinano la tossiemia.

Durante il digiuno si recuperano le energie che normalmente utilizziamo per i “processi digestivi”, si recuperano anche quelle utilizzate normalmente per la “vita di relazione” .

Quasi tutta l’energia dell’organismo viene utilizzata per lo “smaltimento” dei rifiuti, le tossine.

Non assumendo cibo dall’esterno, il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell’autolisi (digestione dei propri tessuti).

Essa è sempre guidata dalla nostra meravigliosa vis medicatrix naturae.

I tessuti sono persi in ragione inversa alla loro utilità, viene metabolizzato prima il grasso, il glicogeno epatico e cisti, tumori, ascessi, cellulite, edemi, trombi, etc.

Le strutture “nobili” fondamentali per la sopravvivenza sono utilizzati solo nell’ultima fase, quando inizia “l’inedia”.

Controindicazioni al digiuno

Il digiuno terapeutico “igienista” è da escludere tassativamente solo in pochissimi casi:

a) la carenza nutritiva “reale” (assai rara nella nostra società);

b) la ‘paura ossessiva’ è controindicazione assoluta;

c) la gravidanza è controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni molto brevi (nei primi mesi potrebbe essere in relazione con aborti spontanei);

d) Persone che hanno subito “trapianti”. Non ho esperienze dirette, è una mia presupposizione, durante il digiuno si rafforza in genere il sistema immunitario e in persone con trapianto, invece, per evitare il rigetto si cerca di sedarlo (bloccarlo).

e)Magrezze eccessive.

f) Persone sotto terapia farmacologica (valutare attentamente.)

g)Insufficenze renale, cirrosi, etc.

L’esperto igienista può sempre valutare caso per caso l’utilità e la durata del digiuno secondo la propria esperienza.

 

Cosa succede durante un digiuno terapeutico “igienista”?

Durante il digiuno igienista (riposo fisiologico) l’organismo inizia ad eliminare tossine.

Diminuisce il peso e un senso di fame si può mantenere solo per i primi giorni, per poi sparire quasi completamente.

Gli organi sensoriali si affinano:

  • l’odorato è più sensibile,
  • gli occhi diventano più chiari e brillanti,
  • la vista e l’udito possono migliorare e con la rialimentazione ci si accorge di una migliore, “eccezionale” sensitività gustativa,
  • in genere ci si sente più tranquilli e rilassati,
  • le facoltà mentali – intorpidite nei primi giorni – si potenziano,
  • il desiderio sessuale può diminuire,
  • le mestruazioni generalmente arrivano in anticipo e possono essere anche più abbondanti,
  • il sonno migliora, e bastano meno ore per sentirsi riposati,
  • le forze possono diminuire ma molti si sentono pieni di energie,
  • la lingua diventa patinosa e spesso avverte un “orribile” sapore in bocca,
  • l’alito e il sudore possono diventare anche “fetidi”,
  • le urine diventano più abbondanti e si possono colorare di scuro (spesso diventano più dense ed emanano un cattivo odore.)

Quelle che vengono chiamate “abitualmente” tossine sono scorie metaboliche, “sostanze” tossiche e fetide.

Molti “digiunanti” hanno paura di “puzzare”, ma questo è uno scotto spesso necessario. Quando si pulisce in casa si produce egualmente “sporcizia” e nessuno si vergogna di riempire “buste” e “buttarla”.

Durante il digiuno terapeutico non esistono regole che valgano per tutti. Vi è chi si sente forte e chi debole, chi è euforico e chi triste, chi ha fame e chi no, chi ha malesseri o crisi di eliminazione e chi sta bene, a volte benissimo.

 

La crisi di dintossicazione

Durante i primi giorni del digiuno, e qualche volta a digiuno inoltrato, si possono avvertire dei malesseri e dei disturbi interpretati come crisi.

Queste “crisi” sono “fisiologiche”, dovute all’eliminazione della tossiemia. L’organismo rivive le malattie del passato e disintossica gli organi che ne hanno “bisogno”.

Vi è una rivisitazione a ritroso delle “malattie” vissute dal paziente. Si inizia con le patologie più recenti per arrivare a quelle della prima infanzia e ancor prima.

In omeopatia questo meccanismo è chiamato “Legge di Hering”. Il mal di testa può essere frequente in persone che abusano di caffè e di sigarette, la debolezza è in genere più marcata nelle persone che consumano poca frutta e verdure crude.

Negli anni ho scoperto che le crisi di disintossicazione non dipende solo dalla “tossiemia”, molto spesso i primi responsabili sono i cosidetti “conflitti” emotivi. Bisogna comprendere che le malattie sono sia espressione della “tossiemia” sia di qualcosa di più profondo.

Durata del digiuno terapeutico

Il digiuno igienista è una pratica terapeutica semplice e anche piacevole, ma prima di intraprenderlo è meglio studiare a fondo l’argomento.

E’ meglio infatti che i digiuni autogestiti non durino più di uno-tre giorni e solo dopo aver studiato bene, sia la preparazione che la ri-alimentazione. Conviene applicare bene le “regole del gioco”.

I digiuni igienisti usati come mezzo per recuperare la salute, in genere durano anche diverse settimane, salvo le diverse valutazioni del singolo caso.

Attualmente in Europa si tende a fare dei digiuni terapeutici medi di cinque-quindici giorni, ripetuti e intervallati da periodi di “buona” alimentazione.

In questo campo, però, non esistono regole prestabilite.

 

H.M. Shelton consigliava di portare avanti il digiuno sino al ritorno della fame per avere una totale disintossicazione. Attualmente io e altri professionisti seguiamo un’altra linea. I tempi sono cambiati e l’uomo vive una “tossiemia” completamente diversa da quella presente ai tempi dei caposcuola dell’Igiene Naturale.

Molte persone sono a tal punto intossicate e povere di “energie” da esaurire in soli pochi giorni di digiuno le proprie riserve di vitamine, sali minerali, oligoelementi, etc (le proprie riserve alcaline.)

Pochi giorni di “digiuno” e “cure di frutta” (almeno come inizio.)

 

Preparazione al digiuno

Volendo intraprendere un digiuno autogestito, consigliati e seguiti da un esperto in Igienismo, è fondamentale una preparazione di almeno 3-30 giorni.

Esempio di preparazione lunga

Prima settimana (a casa): seguire le combinazioni alimentari. Meglio alimentazione sequenziale.

Seconda settimana (a casa): aumentare gradatamente alimentazione con cibo crudo. Poi dipende, molti autori danno le indicazioni più o meno precise rispetto alla preparazione, ma ciò non è dal mio punto di vista non corretto.

Enzo Biagi, grande giornalista, affermava che nelle sue interviste poteva garantire esclusivamente la prima domanda, gli altri suoi interventi dipendevano dalle risposte.

Molti operatori della salute hanno dei protocolli, cioè delle procedure fisse da seguire. Ciò oltre a essere stupido è anche pericoloso. Essere in relazione “terapeutica” vuol dire che dopo ogni consiglio/intervento, è importante adeguarlo alle “risposte” del “cliente”.

Non seguire una procedura standard per tutti!

 

Condotta durante il digiuno “Igienista”

Il digiuno si vive senza tensioni, in un ambiente calmo, tranquillo. Durante il digiuno si diventa più sensibili alle influenze “esterne”. Non potendosi più nutrire di cibo materiale, i “digiunanti” si nutrono di emozioni, informazioni e di tutto ciò che l’ambiente offre.

Le scuole della Salute Igieniste se ben condotte, sono i posti migliori per condurre un buon digiuno, con professionisti che ci aiutano ad intraprendere un viaggio che porta alla salute e ad interpretare in modo funzionale ciò che “accade” durante questo cammino.

Il digiuno ci può aiutare a liberarci anche dai condizionamenti psicologici (questi molte volte riaffiorano come “tensioni”, crisi emotive, ect. ed è importante saperli ben gestire.)

Il periodo migliore per digiunare è quello estivo, dalla primavera all’autunno, ma all’occorrenza va bene qualsiasi periodo dell’anno. Non si prendono farmaci, non si fuma né si beve caffè. Per digiuno si intende esclusivamente una dieta idrica. Si beve acqua (orientativamente sino a 2 litri al giorno).

E’ importante seguire attentamente i desideri e bisogni del proprio corpo.

Ci si lava usando solo l’acqua ed eliminando in genere qualsiasi tipo di “sapone”. I denti si puliscono possibilmente senza usare il dentifricio.

E’ fondamentale entrare in uno stato d’animo di amore e di fiducia, vivere l’esperienza come se fossimo degli spettatori di ciò che succede, e fidarsi della “vis medicatrix naturae“.

Il “fanatismo” è bandito.

Ripresa alimentare

Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso. Una cattiva ripresa alimentare pregiudica i risultati ottenuti e può avere effetti “nefasti” sulla salute.

Il digiuno si interrompe in genere con frutta fresca semi-acida:

– possibilmente biologica,
– masticata e insalivata a lungo con tranquillità e serenità.

Anche centrifugati e succhi possono servire ed essere utilizzati.

Se vuoi provare questa esperienza con un gruppo igienista da me organizzato, clicca qui e vedi le prossime date.

Se invece preferisci provare con un “digiuno breve” e iniziare a sperimentare i benefici di questa pratica, leggi la guida: “Digiuno Breve! – Disintossicati in modo semplice, sano ed economico.

 

 

L’autore: Dott. Giuseppe Cocca

Espero a livello europeo d’Igienismo. Ideatore della Nuova Igiene Naturale e dell’Eft Evolutivo. Esperto in alimentazione crudista vegana e digiunoterapia.

www.giuseppecocca.it

 

© 2018 Dott. Giuseppe Cocca ||  Marketing & Design by Cosimo Melle.

Dott. Giuseppe Cocca [questi sono i libri che consiglio di leggere]

Dott. Giuseppe Cocca [questi sono i libri che consiglio di leggere]

Mi capitava già dal vivo, durante i gruppi igienisti che tengo in giro per l’Italia. Ma da quando ho pubblicato il video corso gratuito online e ho aperto il mio sito web, la domanda è ancora più ricorrente:

“Dott. Cocca come posso approfondire questi argomenti? 

Quali libri di igiene naturale mi consiglia di leggere?”

Così ho deciso di rispondere a tutti con questa e-mail, compreso anche chi avrebbe voluto ma non me lo ha ancora chiesto.

Innanzitutto, è importante tu sappia che l’igienismo (o igiene naturale) si è aggiornato ed evoluto molto negli ultimi anni

Leggendo i testi dei capostipiti infatti, ti accorgerai subito di qualche dettaglio non più valido al giorno d’oggi. Causa il cambio di stile di vita, una società più “moderna” e anche le interessanti scoperte recenti.

Ma apprezzo davvero molto la tua voglia di comprendere le origini, anzi, a mio avviso, tutti dovrebbero studiarle. Si eviterebbe così tutta questa confusione che c’è in giro, tra Igienismo e altre discipline naturali (probabilmente valide per carità, ma sicuramente non si tratta di igiene naturale).

Detto questo gli autori che devi assolutamente leggere per comprendere le basi da cui poi è nato il movimento igienista sono:

I testi di questi autori, sia quelli tradotti in italiano sia quelli presenti solo nella lingua originale, non possono assolutamente mancare nella tua libreria, se vuoi scoprire le basi su cui si è fondato l’igienismo.

Se poi vuoi andare oltre e approfondire la sua naturale evoluzione e quindi la nuova igiene naturale, ti consiglio di:

Adesso hai un bel po’ di materiale di studio a tua disposizione per accontentare la tua fame di conoscenza, ma ricorda che l’igiene naturale non è una teoria, bensì uno stile di vita eccellente da praticare tutti i giorni.

Ti auguro il meglio!

Dott. Giuseppe Cocca

cosa sono [TOSSIEMIA e ENERVAZIONE?]

cosa sono [TOSSIEMIA e ENERVAZIONE?]

Immagina di avere una casa molto grande. Una villa con giardino, garage, terrazzo, tre o quattro camere da letto, tripli servizi… una cosa seria insomma?

In questa casa hai a disposizione una governante o un maggiordomo che organizza la vita nella casa, un cuoco o una cuoca, e un uomo o una donna delle pulizie.

Questa è la tua casa.

 Guarda il video!

La cosa fondamentale da sapere è che hai solo un budget di 6.000€ mensili da distribuire tra i vari inservienti e inoltre questi lavorano a cottimo, ovvero più uno di loro lavora, meno soldi posso dare ad un altro.

Ragionandoci quindi, se faccio festini tutti i giorni, facendo lavorare il maggiordomo per l’organizzazione e il cuoco più del necessario, mi tocca pagare questi due 5000 € e rimangono solo 1000 € per l’uomo delle pulizie, giusto?

Di conseguenza, l’uomo delle pulizie mi farà il lavoro per 1.000 anziché 2000, non è vero?

 

 Guarda il video!

Ed ecco cosa succede:

Normalmente l’uomo delle pulizie viene pagato oltre che per pulire, anche per imbustare l’immondizia in un sacchetto di spazzatura al giorno e a fine settimana buttare via i sette sacchetti racimolati.

Riprendendo l’esempio di sopra, l’addetto alle pulizie a un certo punto mi dice:

“Guarda, io non ce la faccio con i soldi che mi dai a buttare sette sacchetti, ne butto sei e uno ti rimane in casa.”

Il sacchetto rappresenta le scorie metaboliche (Tossine).

La domanda che ti faccio ora è questa:

Per quanto tempo la nostra casa è vivibile nonostante questo problema? Sapendo che il sacchetto ha la chiusura ermetica e non si sente puzza. Per quanto tempo pensi di poter nascondere il problema?

 Scoprilo in questo video.

Per il tuo benessere,
Dott. Giuseppe Cocca

PULIRE L’ORGANISMO

PULIRE L’ORGANISMO

 

Nell’ultimo video dedicato alle “Energie del sistema” hai scoperto quanto è fondamentale far riposare la mente e l’intestino durante la giornata. 

Questo è  un processo fondamentale affinché fegato, reni e polmoni possano compiere il loro lavoro, ovvero PULIRE L’ORGANISMO.

E il metodo più efficace per riuscirci è l’antica pratica del digiuno igienista terapeutico di cui ho scritto una breve guida gratuita.

Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti “malati”, dagli accumuli di scorie e tossine.

Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione, per questo mangiare in continuazione paradossalmente toglie energie.

Durante il digiuno, infatti, si recuperano le energie che normalmente utilizziamo per i “processi digestivi”, si recuperano anche quelle utilizzate normalmente per la “vita di relazione” .

Quasi tutta l’energia dell’organismo viene così utilizzata per lo “smaltimento” dei rifiuti (le tossine). Continua a leggere la guida gratuita cliccando qui.

Per il tuo benessere,

Dr Giuseppe Cocca

INAPPETENZA NEI BAMBINI: [cosa fare]

INAPPETENZA NEI BAMBINI: [cosa fare]

Immagina un bambino che nasce in un ottima famiglia, sana, mettiamo anche “vegetariana salutista”, giusto per dargli un’etichetta.

E questo bambino cresce bene, con un buon allattamento al seno.

Poi inizia lo svezzamento e un bel giorno, senza preavviso, da segni di inappetenza. E’ debole e inappetente.

La debolezza è per l’igiene naturale la prima malattia.

 

 

Qual è il significato di debolezza e inappetenza?

Non c’è energia!

Per l’esattezza non ho energia per i muscoli, perché ti ricordo che quando noi parliamo di energia nella vita di relazione, essa si trova nell’apparato muscolo scheletrico, nella testa e nei pensieri e, come abbiamo già detto nell’articolo precedente, l’energia può spostarsi nell’apparato digerente o per la pulizia del sistema.

Adesso immagina che un bambino a un certo punto non ce la fa a smaltire tutte le scorie metaboliche (tossine) che il suo corpo produce.

Tossiemia.

Secondo Tilden e gli altri caposcuola dell’igiene naturale: “Tossiemia = Scorie metaboliche”

Cosa vuol dire?

Io prendo il cibo, lo metabolizzo, ne ricavo le energie e quello che non mi serve (le scorie metaboliche) le elimino attraverso fegato, reni e polmoni.

Le scorie metaboliche sono le tossine.

Per motivi che adesso non andiamo a indagare, il bambino si ritrova con un sovraccarico di tossine.

Sai quali strategie mette in atto?

  • Inappetenza, ovvero “Non introdurre più niente perché non c’è la faccio a gestire. Fermati!
  • Debolezza, ovvero “Tolgo l’energia ai muscoli e la dò a fegato, reni e polmoni. Così mi fanno la pulizia del sistema.”

Il bambino è debole e inappetente e noi genitori pensiamo “E’ debole perché è inappetente(perché non mangia)” ma in realtà il bambino è “Inappetente perché è debole (perché non c’è la fa a smaltire le tossine.)”.

In poche parole non ce la fa a digerire e smaltire, quindi non vuole introdurre altro all’interno. Arriva così l’inappetenza e la debolezza difensiva, ovvero, mette a riposo l’apparato muscolo scheletrico, e da energia al sistema di pulizia (fegato, reni e polmoni.)

 

Il bambino inappetente andrebbe messo semplicemente a riposo come fanno gli animali in natura.

Riposo. Recupero le energie. Ricomincio a vivere.

Che messaggio passiamo al bambino quando, in queste situazioni, lo costringiamo a mangiare?

Tu hai torto. Il tuo sistema a torto a non voler mangiare!” con che coraggio diciamo una cosa del genere. Nessun bambino è mai morto di fame col frigorifero pieno (a meno che non ci siano altre problematiche da dover valutare.)

Questo per l’igiene naturale è il primo passaggio.

Malattia Acuta

In genere noi che facciamo? Forziamo il bambino a mangiare e facciamo saltare così questa prima “difesa naturale” (l’inappetenza.)

Allora l’organismo mette in moto la seconda strategia di sopravvivenza. Che si chiama “Malattia Acuta“.

  • Vomito.
  • Diarrea.
  • Eruzione cutanea.
  • Febbre.

Che, sempre nel modello igienista, è un modo acuto e violento per buttare fuori le tossine.

Ma noi, non contenti, andiamo a “curare” ovvero TAPPARE tutti questi sintomi con i medicinali (chimici o naturali che siano).

Il vomito, la diarrea e le eruzioni te le tappo, la febbre te la blocco e a questo punto il sistema dice: “Visto che non posso buttare fuori queste sostanze, mi riorganizzo all’interno.” – ed ecco che arrivano le Malattie Cronico Degenerative.

Breve Nota Fondamentale

Bisogna sempre valutare se questi sintomi sono di natura “fisiologica” o “psicosomatica”.

Questa è la prima chiave della TOSSIEMIA dal punto di vista Igienistico.

Educare il bambino ad ascoltarsi!

Questo serve anche per farti capire quanto è importante il modo con cui educhiamo il nostro bambino.

Se lui non ha fame ed io lo rispetto, da grande quando avrà problemi, semplicemente non mangerà, recupererà le energie e ricomincerà tranquillamente a vivere e a mangiare, meglio di prima (come accade in natura), perché così è stato abituato.

Ma se gli dico da piccolo che è sbagliato, quello che ho visto accadere molto spesso è che da grande in automatico quando una persona sta male, continua a mangiare anche più del normale.

Questo è un passaggio importantissimo per comprendere la Tossiemia, secondo il vecchio modello igienista. Nel prossimo articolo invece, andremo a vedere la visione aggiornata della Nuova Igiene Naturale.

http://www.giuseppecocca.it/inappetenza-nei-bambini/

cc82e7bd6eac8ca0fa9e8444637e582c

L’autore: Dott. Giuseppe Cocca

Ideatore della Nuova Igiene Naturale e dell’Eft Evolutivo. Esperto in alimentazione crudista vegana e digiunoterapia e igenismo

 

IL DIGIUNO TERAPEUTICO “IGIENISTA”: [come, quando e perché farlo?]

IL DIGIUNO TERAPEUTICO “IGIENISTA”: [come, quando e perché farlo?]

Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti “malati”, dagli accumuli di scorie e tossine.

Il nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio: l’anabolismo (costruzione)
e il catabolismo (distruzione di materia organica) che produce scorie (tossine), teoricamente eliminate ogni giorno attraverso gli organi escretori (reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie, ecc.)

In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule e queste eliminano in seguito le scorie metaboliche (catabolismi).

Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione, per questo mangiare in continuazione paradossalmente toglie energie al nostro organismo e
diminuisce la quantità di energie a disposizione, per eliminare tutte le scorie metaboliche prodotte dall’attività catabolica.

L’accumulo di queste scorie determinano la tossiemia.

Durante il digiuno si recuperano le energie che normalmente utilizziamo per i “processi digestivi”, si recuperano anche quelle utilizzate normalmente per la “vita di relazione” .

Quasi tutta l’energia dell’organismo viene utilizzata per lo “smaltimento” dei rifiuti, le tossine.

Non assumendo cibo dall’esterno, il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell’autolisi.. (digestione dei propri tessuti).

Essa è sempre guidata dalla nostra meravigliosa vis medicatrix naturae

I tessuti sono persi in ragione inversa alla loro utilità, viene metabolizzato prima il grasso, il glicogeno epatico e cisti, tumori, ascessi, cellulite, edemi, trombi, ecc.

Le strutture “nobili” fondamentali per la sopravvivenza sono utilizzati solo nell’ultima fase, quando inizia “l’inedia”.

 

Controindicazioni al digiuno

I casi in cui il digiuno terapeutico “igienista” è da escludere tassativamente sono molto pochi.

a) La carenza nutritiva “reale” (assai rara nella nostra società.)

b) La ‘paura ossessiva’ è controindicazione assoluta.

c) La gravidanza è controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni molto

brevi. Nei primi mesi potrebbe essere in relazione con aborti epontanei.

d) Persone che hanno subito “trapianti”. Non ho esperienze dirette, è una mia presupposizione, durante il digiuno si rafforza in genere il “sistema immunitario” e in persone con trapianto, invece, per evitare il rigetto si cerca di sedare (bloccare) il sistema immunitario.

e) Magrezze eccessive.

f) Persone sotto terapia farmacologica (valutare attentamente.)

g) Insufficenze renale, cirrosi, ecc.

h) L’esperto in Igienismo può sempre valutare caso per caso l’utilità e la durata del digiuno secondo la propria esperienza.

Cosa succede durante un digiuno terapeutico “igienista”?

Durante il digiuno Igienista (riposo fisiologico) l’organismo inizia ad eliminare tossine.

Diminuisce il peso e un senso di fame si può mantenere solo per i primi giorni, per poi sparire quasi completamente.

Gli organi sensoriali si affinano:
l’odorato è più sensibile,
gli occhi diventano più chiari e brillanti,
la vista e l’udito possono migliorare e con la rialimentazione ci si accorge di una migliore,
“eccezionale” sensitività gustativa,
in genere ci si sente più tranquilli e rilassati,
le facoltà mentali – intorpidite nei primi giorni – si potenziano,
il desiderio sessuale può diminuire,
le mestruazioni generalmente arrivano in anticipo e possono essere anche più abbondanti,
il sonno migliora, e bastano meno ore per sentirsi riposati,
le forze possono diminuire ma molti si sentono pieni di energie,
la lingua diventa patinosa e spesso avverte un “orribile” sapore in bocca,
l’alito e il sudore possono diventare anche “fetidi”,
le urine diventano più abbondanti e si possono colorare di scuro (spesso diventano più dense ed emanano un cattivo odore.)

Quelle che vengono chiamate “abitualmente” tossine sono scorie metaboliche, “sostanze” tossiche e fetide.

Molti “digiunanti” hanno paura di “puzzare”, ma questo è uno scotto spesso necessario. Quando si pulisce in casa si produce egualmente “sporcizia” e nessuno si vergogna di riempire “buste” e “buttarla”.

Durante il digiuno non esistono regole che valgano per tutti. Vi è chi si sente forte e chi debole,
chi è euforico e chi triste, chi ha fame e chi no, chi ha malesseri o crisi di eliminazione e
chi sta bene, chi sta benissimo.

 

La crisi di dintossicazione

Durante i primi giorni del digiuno, e qualche volta a digiuno inoltrato, si possono avvertire dei malesseri e dei disturbi interpretati come crisi.

Queste “crisi” sono “fisiologiche”, dovute all’eliminazione della tossiemia. L’organismo rivive le malattie del passato e disintossica gli organi che ne hanno “bisogno”.

Vi è una rivisitazione a ritroso delle “malattie” vissute dal paziente. Si inizia con le patologie più recenti per arrivare a quelle della prima infanzia e ancor prima.

In Omeopatia questo “meccanismo” è chiamato “Legge di Hering”. Il mal di testa può essere frequente in persone che abusano di caffè e di sigarette, la debolezza è in genere più marcata nelle persone che consumano poca frutta e verdure crude.

Negli anni ho scoperto che le crisi di disintossicazione dipendono non solo dalla “tossiemia”, ma “molto” dai cosidetti “conflitti” emotivi. Le malattie sono espressione oltre che della “tossiemia” di altro.

 

Durata del digiuno terapeutico

Il digiuno è una pratica semplice e anche piacevole, ma prima di intraprenderlo è meglio studiare a fondo l’argomento.

E’ meglio infatti che i digiuni autogestiti non durino più di uno-tre giorni e solo dopo aver bene studiato sia la preparazione che la rialimentazione e poi applicare bene le “regole”

I digiuni igienisti usati come mezzo per recuperare la salute, in genere durano anche diverse settimane, salvo le diverse valutazioni del singolo caso.

Attualmente in Europa si tende a fare dei diguni medi di cinque-quindici giorni, ripetuti e intervallati da periodi di “buona” alimentazione.

In questo campo, però, non esistono regole prestabilite.

H.M. Shelton consigliava di portare avanti il digiuno sino al ritorno della fame per avere una totale disintossicazione.

Attualmente io e altri professionisti seguiamo un’altra linea. I tempi sono cambiati e l’uomo vive una “tossiemia” completamente diversa da quella presente ai tempi dei caposcuola dell’Igiene Naturale.

Molte persone sono a tal punto intossicate e povere di “energie” da esaurire in soli pochi giorni di digiuno le proprie riserve di vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc (le proprie riserve alcaline.)

Pochi giorni di “digiuno” e “cure di frutta” (almeno come inizio.)

 

Preparazione al digiuno

Volendo intraprendere un digiuno autogestito, consigliati e seguiti da un esperto in Igienismo, è fondamentale una preparazione di almeno 3-30 giorni.

 

Esempio di preparazione lunga

Prima settimana (a casa): seguire le combinazioni alimentari. Meglio alimentazione sequenziale.

Seconda settimana (a casa): aumentare gradatamente alimentazione con cibo crudo. Poi dipende, molti autori danno le indicazioni più o meno precise rispetto alla preparazione, ma ciò non è dal mio punto di vista non corretto.

 

Enzo Biagi, grande giornalista, affermava che nelle sue interviste poteva garantire esclusivamente la prima domanda, gli altri suoi interventi dipendevano dalle risposte.

Molti operatori della salute hanno dei protocolli, cioè delle procedure fisse da seguire. Ciò oltre a essere stupido è anche pericoloso. Essere in relazione “terapeutica” vuol dire che
dopo ogni consiglio/intervento, è importante adeguarlo alle “risposte” del “cliente”.

 

Non seguire una procedura standard per tutti!

 

Condotta durante il digiuno “Igienista”

Il digiuno si vive senza tensioni, in un ambiente calmo, tranquillo.

Durante il digiuno si diventa più sensibili alle influenze “esterne”. Non potendosi più nutrire di cibo materiale, i “digiunanti” si nutrono di emozioni, informazioni e di tutto ciò che l’ambiente offre.

Le scuole della Salute Igieniste se ben condotte, sono i posti migliori per condurre un buon digiuno, con professionisti che ci aiutano ad intraprendere un viaggio che porta alla salute e
ad interpretare in modo funzionale ciò che “accade” durante questo cammino.

Il digiuno ci può aiutare a liberarci anche dai condizionamenti psicologici (questi molte volte riafforano come “tensioni” crisi emotive ecc. ed è importante saperli ben gestire.)

Il periodo migliore per digiunare è quello estivo, dalla primavera all’autunno, ma all’occorrenza va bene qualsisi periodo dell’anno.

Non si prendono farmaci, non si fuma né si beve caffè. Per digiuno si intende esclusivamente una dieta idrica. Si beve acqua (orientativamente sino a 2 litri al giorno).

E’ importante seguire attentamente i desideri e bisogni del proprio corpo.

Ci si lava usando solo l’acqua ed eliminando in genere qualsiasi tipo di “sapone”. I denti si puliscono possibilmente senza usare il dentifricio.

E’ fondamentale entrare in uno stato d’animo di amore e di fiducia, vivere l’esperienza come se fossimo degli spettatori di ciò che succede, e fidarsi della “vis medicatrix natura e”.

Il “fanatismo” è bandito.

 

Ripresa alimentare

Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso.

Una cattiva ripresa alimentare pregiudica i risultati ottenuti e può avere effetti “nefasti” sulla salute.

Il digiuno si interrompe in genere con frutta fresca semiacida

– possibilmente biologica,
– masticata e insalivata a lungo con tranquillità e serenità.

Anche centrifugati e succhi possono servire ed essere utilizzati.

 

Dr Giuseppe Cocca

http://www.giuseppecocca.it/digiuno-terapeutico-igienista/

 

 

 

L’autore: Dott. Giuseppe Cocca

Ideatore della Nuova Igiene Naturale e dell’Eft Evolutivo. Esperto in alimentazione crudista vegana e digiunoterapia e igenismo

COLAZIONE

COLAZIONE

La colazione secondo la dieta sequenziale

deve impegnare poco l’apparato digerente, perciò frutta fresca [sempre di stagione], anche sotto forma di macedonia, frullati, meglio centrifugati ed estratti e tisane per chi desidera qualcosa di caldo. Per chi inizia muesli [ricco di frutta]

Giuseppe Cocca
www.giuseppecocca.it

imgres

 

PRANZO O CENA. [alcuni principi teorici e pratici]

PRANZO O CENA. [alcuni principi teorici e pratici]

Uno dei criteri più importanti su cui si basa alimentazione sequenziale è quello dei tempi digestivi.
Molti autori tra cui H.M.Shelton ed W. H.Hay hanno posto l’attenzione principalmente sulle compatibilità alimentari, come strumento per migliorare digestione e assimilazioni dei cibi, e migliorare in questo modo la salute delle persone.
Unire alle compatibilità alimentari, anche i tempi di digestione gastrica, rende meno vincolanti le associazioni tra gli alimenti, migliorando ancora di più la qualità digestiva, l’assimilazione e la salute.
Questa è la metafora che utilizzo da anni per far comprendere al meglio lo spirito dell’alimentazione sequenziale.

Immaginate di essere l’addetto alla viabilità e dover gestire al meglio il traffico automobilistico che attraversa tunnel del Monte Bianco, per motivi “logistici” potete far attraversare il tunnel una macchina (che può viaggiare con la sua velocità massima di crociera) ogni 7 minuti arrivano contemporaneamente, una Ferrari, una Clio e una Fiat 500 (antiquariato). Quale macchina farete partire per prima è quale per ultima? Se non siate oculati rischiate di far “fondere” la Ferrari, specialmente se la fate partire dopo la Fiat 500. Prima le macchine più veloci, per impedire che rimangano bloccate dalle più lente.

Pasto o cena… a predominanza proteica (vegan)

  • Antipasto di frutta acida [arance, mandarini, ananas, kiwi, pompelmi ecc.]
  • Insalata mista: condita con olio extra e limone, sale integrale [il minimo] e/o varie salse
  • Verdure cotte a foglia [facoltative].
  • tofu e similari, semi oleosi [noci, mandorle, pistacchi ecc.]

Per i vegetariani includere anche, formaggi possibilmente a latte crudo o ricotta o 1/2 uova, non da produzione intensiva.

Pranzo o Cena a predominanza di “carboidrati”

  • Antipasto di frutta semidolce/semiacida [mele, pere, uva, pesche ecc.]
  • Insalata mista [ricca] [condita con olio extra, limone, sale integrale [poco] e varie salse]
  • Verdure cotte [facoltative]
  • Riso o polenta o miglio o pasta o pasta di riso o mais e similari, si consiglia di limitare o abolire grani con glutine.

Pasti a digestione più “semplice”

  • Antipasto di frutta fresca
  • Insalata mista condita se si vuole con olio extra, limone, sale alle erbe [il giusto] e/o varie salse.
  • Misto di verdure cotte o minestra di verdure

____________________________________________________________________

  • Antipasto frutta fresca
  • Insalata mista, condita con olio extra, limone, sale integrale [il giusto] e/o varie salse ecc.
  • Misto ortaggi cotti [facoltativo]
  • Mandorle, noci, nocciole, ecc.

_____________________________________________________________________

  • Antipasto frutta fresca
  • Insalata mista condita con olio extra, limone, sale integrale e varie salse, avocado ecc.

 

Per chi non è ancora vegetariano.

  • Antipasto di frutta acida: [arance, mandarini, ananas, kiwi, pompelmi ecc.]
  • Insalata mista condita con olio extra e limone, sale integrale [il giusto] e/o varie salsine ecc.
  • Verdure cotte a foglia (facoltative)
  • Prodotti animali. Carne tutti i tipi con tutti i derivati, pesce.
  • Valutare la provenienza di questi prodotti è essenziale per svariati motivi.

Conclusione e consiglio finale.

  • Seguire quando possibile [quasi sempre] la sequenza frutta insalata e poi il resto.
  • Masticare con calma e lentamente gustando ogni boccone..
  • All’inizio del programma se non si è ancora abituati alla frutta iniziare la sequenza con gli ortaggi crudi.. molte volte si ha bisogno del giusto tempo per poter gestire al meglio la “frutta”.

Dr. Giuseppe Cocca

www.giuseppecocca.it

uchuva1-1