Categoria: Primi

ZUPPA DI VERZA

ZUPPA DI VERZA

Ingredienti per quattro persone

  • 400 g di cavolo verza
  • 200 g di pasta piccola
  • 100 g di speck
  • 2 patate piccole
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 4 foglie di salvia
  • 1 spicchio di aglio
  • olio extravergine di oliva

Preparazione.

Innanzitutto, affettate finemente la cipolla e lo speck e rosolateli in una casseruola con 3 cucchiai di olio a fuoco lento. Nel frattempo, tritate la salvia, ben lavata e asciugata, con l’aglio e inseriteli nella casseruola con la cipolla e lo speck e continuate a rosolare il tutto ancora per qualche minuto.

Sbucciate patate e carote. Tagliate le prime a dadini di circa un centimetro, le seconde a fette di mezzo centimetro. Mettetele nella casseruola e fatele insaporire qualche minuto con i profumi. Coprite con 1,5 l di acqua, aggiungete un cucchiaio di sale grosso e portate a bollore. Pulite ora il cavolo verza, rimuovendo le foglie rovinate, quindi affettatelo in strisce di circa un centimetro. In questo modo cuocerà in tempi ridotti. Quando l’acqua avrà ripreso bollore, aggiungete la verza e proseguite la cottura della minestra finché le patate non saranno tenere. Indicativamente ci vorranno 20 minuti. Unite quindi la pastina e cuocete per il tempo indicato sulla confezione.

Distribuite nei piatti e completate con una macinata di pepe fresco e un giro di olio a crudo. A piacere aggiungete anche dei crostini di pane in alternativa alla pasta.

 

Indicazioni nutrizionali.

Il cavolo verza (Brassica oleraceavariante sabaudia,nome che deriva dalle prime testimonianze della verza risalenti alla prima metà del XVI secolo nella Savoia) appartiene alla famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae ed è coltivato soprattutto nelle regioni centrosettentrionali d’Italia.

Come tutte le Crucifere, la verza contiene delle sostanze antiossidanti che svolgono una dimostrata azione antineoplastica e antimutagena. In particolare, i ditioltioni e gli indolo-glucosinolati favoriscono la formazione di glutatione, fondamentale per i processi di depurazione di tutte le scorie tossiche, tanto che alcuni esperti in Tossicologia ritengono i ditioltioni i più potenti antitumorali presenti in natura.

La verza viene impiegata prevalentemente cotta in quanto cruda risulta di difficile digeribilità. A differenza di altre piante appartenenti alla stessa famiglia delle Crucifere, la verza non esplica una diretta azione diuretica ma, in virtù del suo contenuto di iodio, agisce stimolando la tiroide e quindi la circolazione del sangue con conseguente aumento del filtrato a livello dei reni. Inoltre, lo stimolo della tiroide si traduce in un aumento di tutte le funzioni organiche, compreso il transito intestinale. A questo proposito la verza impiegata con olio e limone, dopo averla sbollentata senza arrivare alla cottura completa, esplica una diretta azione lassativa per via del suo elevato contenuto di clorofilla.

La verza, sempre per il suo effetto stimolante sulla tiroide e per l’equilibrio ottimale di iodio, fosforo, ferro e vitamina C, facilita l’assorbimento del calcio e la sua precipitazione nella struttura ossea. Tali azioni rendono questo ortaggio particolarmente utile nella dieta della donna in menopausa.

La verza, oltre alle sostanze sopracitate, contiene anche isotiocianati come il sulforafano, che è risultato capace di inibire la crescita delle cellule cancerose e riparare i danni all’apparato cardiovascolare provocati dell’iperglicemia nei diabetici.

Infine, la verza è ricca di vitamina A essenziale per il buon funzionamento della vista e per mantenere sana la pelle, vitamina C che è fondamentale per rinforzare il nostro sistema immunitario e vitamine D e K, molto importanti per la coagulazione del sangue. Per lo stesso motivo, ovvero per la presenza di vitamina K, la verza deve essere consumata con particolare attenzione dalle persone in trattamento con anticoagulanti.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

INSALATA DI SPINACI CON PATATE SALMONE E FETA

INSALATA DI SPINACI CON PATATE SALMONE E FETA

Ingredienti

• Filetto di salmone 800 g
• Spinaci 400 g
• Feta 300 g
• Patate novelle 20
• Limoni succo e scorza ½
• Arance succo e scorza ½
• Olio extravergine d’oliva q.b.
• Sale fino q.b.
• Pepe nero q.b.

Preparazione
Per preparare l’insalata di spinaci con patate, salmone e feta, iniziate mettendo a bollire le patate novelle con la buccia in una pentola capiente colma d’acqua per circa 10 minuti. Nel frattempo, preparate l’emulsione con cui andrete a condire le patate: spremete mezza arancia e mezzo limone.

Versate un filo d’olio extravergine in una ciotolina e aggiungete il succo d’arancia e limone, filtrandolo con un colino. Quindi grattugiate la scorza di mezza arancia all’interno della ciotolina.
Unite anche la scorza grattugiata di mezzo limone, salate e pepate a piacere e mescolate con un cucchiaino per amalgamare il tutto. Trascorsi i 10 minuti, scolate le patate con uno scolapasta e lasciatele raffreddare.

Una volta raffreddate, ponetele su un tagliere e dividetele a metà per il senso della lunghezza senza privarle della buccia. Trasferitele in una teglia rivestita di carta forno ed irroratele con l’emulsione agli agrumi che avete preparato. Cuocetele in forno ventilato a 200° per 15 minuti circa, fino a quando non risulteranno ben dorate.

Ora dedicatevi alla pulizia e al taglio del salmone: eliminate le lische presenti sul dorso del filetto di salmone con una pinzetta. Una volta svolta questa operazione, tastate con cura il filetto per controllare che non siano rimaste altre lische. Quindi tagliate il filetto a fettine larghe circa 2 cm e da queste ricavate dei cubetti. Dopodiché fate scaldare bene una padella e saltate il salmone a dadini per qualche secondo, fino a quando la superficie non risulterà rosata.

Lavate gli spinaci freschi sotto acqua corrente e tagliateli a listarelle. A questo punto non vi resta che trasferire gli spinaci tagliati nei piatti da portata, adagiare sopra le patate novelle e il salmone a cubetti e condire con il sughetto di cottura delle patate. Terminate spezzettando la feta e la vostra insalata di spinaci con patate, salmone e feta è pronta per essere servita.

Indicazioni nutrizionali
La feta è un formaggio che affonda le proprie radici nell’antica storia greca. È un formaggio tradizionale a pasta semidura ma friabile, bianchissimo e leggermente salato perché viene lasciato a maturare in salamoia.

Viene prodotta esclusivamente con latte di pecora od in alternativa con latte misto di pecora e capra fino al 30%.

Dal 2002, il termine “feta” è divenuto a Denominazione di Origine Protetta dell’Unione Europea. In base all’attuale normativa: “solo i formaggi prodotti in modo tradizionale ed in particolari aree della Grecia, a base di latte di pecora o di una miscela di pecora e di capra (fino al 30%), possono essere chiamati feta”.

Le capre nutrendosi prevalentemente di germogli e di scorze delle piante, producono un latte che presenta quantità inferiori di sostanze potenzialmente allergogene rispetto al latte vaccino e di pecora.

Per lo stesso motivo il loro latte ha una composizione molto simile a quella del latte materno, ricco di sostanze nutritive tra cui potassio, ferro, calcio, riboflavina, fosforo e taurina, una sostanza molto importante nello sviluppo celebrale dei bambini; probabilmente per questi due motivi è stato il latte più consumato nell’antichità, prima di essere spodestato dal latte vaccino.

Le proteine della feta sono altamente digeribili perché il processo di produzione prevede la parziale idrolisi delle caseine e, dunque, l’aumento della frazione solubile delle stesse. Si tratta di proteine a elevato valore biologico, ricche di amminoacidi essenziali.
La feta, per la sua porzione lipidica piuttosto rilevante, è un formaggio dalla digeribilità media.
Tuttavia, ha un apporto energetico tra i meno elevati grazie all’abbondante quantità d’acqua che contiene perché subisce una disidratazione inferiore alla media dei prodotti caseari.

Come tutti i formaggi stagionati, anche la feta presenta scarse quantità di lattosio, il che la rende idonea all’alimentazione dei soggetti blandamente intolleranti, ma non di coloro con intolleranza severa.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

PENNE RIGATE INTEGRALI ALLA CREMA DI TALEGGIO E SPINACI

PENNE RIGATE INTEGRALI ALLA CREMA DI TALEGGIO E SPINACI

Ingredienti per 4 persone

  • 360 g di penne rigate integrali
  • 200 g di taleggio
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 mazzetti di spinacini freschi
  • 1 spicchio di aglio
  • Una manciata di pinoli
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione

Sciacquate velocemente gli spinaci sotto acqua fredda corrente poi versate in padella un filo d’olio, aggiungete l’aglio, mettete sul fuoco e lasciate dorare l’aglio. Togliete l’aglio, aggiungete gli spinaci e fateli cuocere a fiamma bassa fino a farli ammorbidire. Nel frattempo, fate tostare i pinoli in un pentolino e cuocete la pasta in abbondante acqua salata, tagliate il taleggio a cubetti, aggiungeteli agli spinaci e unite anche il latte in modo da far sciogliere il taleggio senza però farlo sobbollire. Scolate la pasta e fatela saltare in padella con i pinoli e la crema di taleggio e spinaci. Aggiustate di sale, insaporite con il pepe e servite immediatamente.

 

Indicazioni nutrizionali

Gli spinaci sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee (Spinacia oleracia L.) ed è originaria dell’Asia sudoccidentale. Furono introdotti in Europa intorno all’ anno 1000; sembra che gli Arabi abbiano conosciuto questa pianta in Persia contribuendo successivamente a diffonderla in altri paesi.

Il valore nutritivo degli spinaci è notevole: oltre a carboidrati, proteine e grassi essi contengono anche molte vitamine (A, B, C, D, K, P). Tra queste contengono acido folico, che contribuisce a stimolare la produzione di globuli rossi e che risulta efficace nella prevenzione di tumori e di patologie cardiovascolari.

Gli spinaci sono anche un’ottima fonte di luteina, che è una sostanza di origine naturale, nota per le sue proprietà antiossidanti e protettive sulla vista.

Gli spinaci inoltre sono ricchi in sali minerali come ferro, calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, zinco. Per questo motivo e per la presenza di ossalati sono un alimento da sconsigliare in chi soffre di calcoli e di difficoltà della funzione renale, a maggiore ragione nei soggetti dializzati.

Per potere beneficiare delle proprietà salutari, conviene mangiarli crudi con olio e sale. Crudi, infatti, gli spinaci contengono acqua di vegetazione, nella quale i sali minerali rimangono in soluzione e non precipitano cristallizzandosi come avviene con la cottura e quindi sono più facilmente eliminabili dai reni.

Quando possibile, il consumo di spinaci risulta vantaggioso in caso di anemie sideropeniche ovvero provocate da carenza di ferro nell’organismo.

A differenza delle zucchine, alle quali la presenza di potassio e magnesio conferisce un’azione sedativa e miorilassante, gli spinaci hanno un effetto lievemente eccitante in quanto è minore la biodisponibilità di questi due minerali. Il consiglio quindi è quello di evitare di inserirli a cena se si ha il sonno disturbato oppure associarli ai pinoli.

Gli spinaci, come detto in precedenza, contengono ferro ma in quantità minore rispetto a tanti altri alimenti come ad esempio il fegato o addirittura la menta.

Il mito di Braccio di Ferro che mangiava spinaci perché contenevano molto ferro, secondo una prima ipotesi, nasce da un errore del chimico tedesco E. von Wolff che, nel 1870, avrebbe trascritto il valore di ferro con la virgola spostata di una posizione con il risultato di riportare un dato 10 volte superiore a quello da lui stesso misurato.

Un’ altra ipotesi attribuisce l’errore al fisiologo Gustave von Bunge: egli, infatti, nel 1890 avrebbe attribuito il valore del ferro degli spinaci secchi a quelli freschi.

Braccio di ferro, però, non mangiava gli spinaci perché contenevano il ferro ma il vero segreto della sua forza, nelle intenzioni del fumettista Segar, era la vitamina A, come emerge dalla lettura dei fumetti originali del forzuto marinaio.

ricetta e immagini del Dott. Enrico Magini

Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica

Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive
Cell. 339-8482746

 

INSALATA DI FARRO, MELANZANE E POMODORINI

INSALATA DI FARRO, MELANZANE E POMODORINI

 

 


Ingredienti per 4 persone:

  • Melanzana matura – una di medie dimensioni
  • 12/15 Pomodorini ciliegino
  • Aglio – due spicchi
  • Crema di peperoncino – un pizzico
  • Timo fresco –  le foglie di qualche rametto
  • Origano – una spolverata
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • 300 gr di Farro

 

 

Preparazione:

Iniziate lessando il farro in abbondante acqua bollente salata. Una volta cotto scolatelo e tenetelo da parte.

“PICCOLO CONSIGLIO Se volete diminuire ulteriormente i tempi di preparazione, al posto del farro potete utilizzare la stessa quantità di qualsiasi altro cereale precotto e pronto all’uso. Avrete ugualmente un ottimo risultato!”

Lavate le verdure, tagliate in quattro parti i pomodorini e a dadini la melanzana.

In una padella fate scaldare un po’ di olio evo e fate rosolare gli spicchi d’aglio. Aggiungete la melanzana e cuocete fino a che non si sarà ammorbidita.

In una ciotola capiente versate il farro, i pomodorini e la melanzana, quindi insaporite con un po’ di sale, olio, la crema di peperoncino, origano e le foglie di timo.

Lasciate raffreddare per qualche minuto di modo che l’insalata si insaporisca bene e…buon appetito!

ricetta e immagini del blog POMODORO & BASILICO

TORTA SALATA FAGIOLINI, POMODORINI E TOFU

TORTA SALATA FAGIOLINI, POMODORINI E TOFU

“A casa mia raramente mangio primo e secondo, amo soddisfare il palato con piatti unici cercando di renderli equilibrati, ma allo stesso tempo gustosi. Le torte salate perciò fanno proprio al caso mio. Sono ottime per finire gli avanzi di verdure nel frigo e, bilanciando i sapori e con un pizzico di inventiva, con poco sforzo si possono ottenere numerose varianti che soddisfano i gusti di tutti. Se, ad esempio, non sapete mai come cucinare il tofu, questa può essere una valida idea!”

Francesca Magnoli

Ingredienti:

  • Un rotolo di pasta sfoglia
  • Fagiolini lessati e salati – due manciate
  • Tofu – un panetto
  • Salsa di soia q.b.
  • Pomodorini maturi – due manciate
  • Cipollotto – uno
  • Fagioli bianchi di Spagna – mezzo barattolo
  • Bevanda di soia q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Mix di semi vari e Parmiveggiano– un paio di cucchiaiate
  • Sale e pepe q.b.

procedimento:

Preriscaldate il forno a 180°C.

Iniziate ora tagliando il panetto di tofu a cubetti e fatelo marinare con un po’ di salsa di soia e di pepe, avendo cura di far condire bene ogni pezzo.

Passate ora alla preparazione della crema di fagioli, mettendo in un frullatore i fagioli, un pizzico di sale e aggiungendo un po di bevanda di soia fino a ottenere la giusta consistenza.

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà, dopodichè dividete in due o tre pezzi i fagiolini, e affettate il cipollotto. Metteteli in una ciotola e insaporite con un po’ di olio, sale e pepe, mescolando bene il tutto.

Srotolate la sfoglia su una teglia coperta di carta forno e versatevi le verdure, il tofu e per ultimo coprite il tutto con la crema di fagioli. Aggiungete sulla superficie una spolverata di semi vari e Parmiveggianoe infornate per 30/35 minuti, fino a che la superficie non risulterà dorata.

ricetta e immagini del blog POMODORO & BASILICO

 

LINGUINE AI GAMBERI CON MELONE E CURRY

LINGUINE AI GAMBERI CON MELONE E CURRY

Ingredienti per le (per 4 persone)

  • 400 gr di linguine
  • 300 gr di gamberi o code di mazzancolle freschi
  • 1/4 melone di Cantalupo
  • 2 scalogni
  • 1 peperone giallo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 2 cucchiai di curry in polvere
  • foglie di basilico e/o menta
  • olio extra vergine di oliva
  • sale

 

Procedimento

Per preparare le vostre linguine ai gamberi con melone e curry, come prima operazione dovete pulire i gamberi o le mazzancolle, togliendo i filamenti neri e ovviamente il carapace. Sciacquateli sotto l’acqua corrente e tamponateli con della carta assorbente. Sminuzzate gli scalogni e il peperone giallo.

Fate a pezzettini il melone giallo e poi mettete da parte.

Fate rosolare in qualche cucchiaio di olio gli scalogni e il peperone giallo fatto a striscioline. Versate in padella, quando i peperoni saranno morbidi, anche i gamberi, sfumando con il vino bianco e poi aggiustando di sale e di curry.

In una pentola a parte lessate le linguine. Quando la pasta è cotta, fatela saltare in padella insieme al sugo ai gamberi e al peperone. Unite ora i dadini di melone, tanto non devono cuocere. Spegnete il fuoco e spolverizzate con le erbe aromatiche.

Servite le vostre linguine ai gamberi con melone e curry ben calde.

 

Considerazioni nutrizionali.

La parola curry è un termine occidentalizzato che significa zuppa o salsa. Il curry, o più precisamente masala, è un mix di spezie ottenuto dal pestaggio con mortaio di diversi ingredienti quali il cumino, pepe nero, cannella, curcuma, coriandolo, chiodi di garofano, zenzero, noce moscata, fieno greco, peperoncino e pepe nero.

Le percentuali degli ingredienti variano a seconda dei paesi in cui si produce, creando miscele con diversi gradi di piccantezza che vengono identificati con i termini mild (mediamente piccante) e sweet (molto piccante).

L’ingrediente principale del curry, quello che gli dà il colore giallo, è la curcuma, una pianta appartenente alla famiglia botanica delle Zingiberaceae.

Nella curcuma c’è una sostanza, la curcumina, che secondo numerose ricerche sembra possedere proprietà antinfiammatorie, anticancerogene (soprattutto nella prevenzione delle neoplasie intestinali) e antiossidanti.

In particolare, l’azione antiossidante del curry è stata confermata anche contro malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Il curry, grazie appunto alla curcumina che contiene, contribuisce ad alleviare l’affaticamento del fegato sostenendone le funzioni. Questa spezia ha inoltre effetti benefici sul funzionamento dello stomaco e dell’intestino, riducendo fenomeni fastidiosi come il meteorismo, la dispepsia (cattiva digestione) e l’irritazione del colon oltre a ridurre i fastidi collegati all’artrite e ai reumatismi.

In più regola il metabolismo e fa bruciare grassi, stimolando al contempo la secrezione di acidi biliari.

Per questo motivo coloro che soffrono di malattie ostruttive alle vie biliari come i calcoli renali non dovrebbero fare uso di curry.  Il curry, inoltre, andrebbe evitato durante l’allattamento.

Ricordiamo tra l’altro che nel curry la curcuma è accompagnata da zenzero e pepe nero, due alimenti che ne potenziano le proprietà benefiche.

La stessa azione antinfiammatoria e antiossidante della curcumina sarebbe efficace anche per ridurre il rischio di subire un infarto. A questo proposito, secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology nel 2012, la curcumina si è dimostrata in grado di proteggere il cuore riducendo il rischio di attacco cardiaco dopo intervento di bypass aorto-coronarico e di favorire un corretto flusso sanguigno.

In generale, siccome la curcumina è poco biodisponibile, si consiglia di non consumarla cruda ma di aggiungerla a fine cottura della vostra preparazione e insieme al pepe che contenendo la peperina ne favorisce l’assorbimento.

Dott. Enrico Magini
biologo nutrizionista
esperto in counseling nutrizionale
nutrizione nelle varie discipline sportive

 

Tagliolini di Melanzane

Tagliolini di Melanzane

“Li ho appena mangiati e sono veramente buoni. Ho preso questa ricetta da un giornale, incuriosita per lo più dalla forma data alle melanzane e piuttosto scettica devo dire sul gusto finale…..invece credetemi che vale propio la pena farli.”

Tiziana Famoso

Ingredienti per 4 persone:
  • 2 Melanzane
  • 250 g di Pomodori Pachino
  • 1 Spicchio di Aglio
  • 2 Rametti di Timo
  • 1 Cucchiaio di Zucchero
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Ricotta salata q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:
  1. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e adagiateli su una teglia rivestita di carta forno. Condite con olio e sale, profumate con il timo e spolverizzate la superficie con lo zucchero semolato.
  2. Infornate in forno preriscaldato a 180° C per circa 40 minuti.
  3. Nel frattempo lavate e sbucciate le melanzane. Tagliatele a fettine dello spessore di circa 1/2 cm, e poi per la loro lunghezza a formare tanti tagliolini.
  4. In una padella fate rosolare lo spicchio d’aglio con un filo di olio, unite le melanzane, salate e portate a cottura.
  5. Unite ora i pomodorini e fate saltare il tutto per qualche secondo.
  6. Impiattate e spolverizzate con della ricotta salata.

ricetta e foto Tiziana Famoso curatrice del blog  LIMONE e LIQUIRIZIA 

DICIAMOLO CON I FIORI . [Anna Vallasciani]

DICIAMOLO CON I FIORI . [Anna Vallasciani]

Ok.. sempre loro.. quando ci sono le ricette sono infinite.
Ho lavato i fiori ed estratto i pistilli .. bellissimi come vedete ma non si mangiano .. chissà poi perché. Ho preso mezza cipolla piccolina.. un piccolissimo spicchio di aglio… soffritto unendo dadini di zucchina.. Non troppi … solo dopo ho unito pomodori schiacciandoli.. fatti andare tre minuti.. unito poi fiori di zucca … fatti andare un minuto e subito dopo ho buttato giù il basilico e i tacconelli portati solo a metà cottura. Padellando .. padellando.. unendo acqua di cottura li ho finiti di cuocere spolverando alla fine con un Auricchio piccante… una chicca solo mia.. inventare.. creare.. scoprire e giocare con i sapori.😉

testo e foto di Anna Vallasciani

SPAGHETTI DI BARBABIETOLE

SPAGHETTI DI BARBABIETOLE

“Uno spaghetto fresco, ricco di nutrienti, ottimo da gustare nelle calde giornate estive”

Ingredienti:

  • 2 barbabietole
  • 1 avocado maturo
  • 1 limone (succo)
  • 1 pizzico sale
  • 8 foglie di basilico
  • 2 cucchiai granella di pistacchio

Procedimento:

Iniziamo la preparazione degli spaghetti di barbabietole sciacquando i tuberi per togliere eventuali residui di terra.

Sbucciate le barbabietole e mettetele una alla volta nello spiralizzatore.

Utilizzate lo strumento secondo le istruzioni, creando degli spaghetti.
Il mio ha tre tipi di lama. Io in genere scelgo quella con il taglio più piccolo, ma è questione di gusti.
Di solito basta bloccare l’alimento tra la lama e la contropunta punzonata, girare la manovella e fare una leggera pressione in avanti verso le lame per ottenere gli spaghetti.

Sbucciate l’avocado e privatelo del nocciolo.
In un mixer, nel frullatore o nel bicchiere del frullatore ad immersione unite l’avocado, il sale, il basilico ed il succo di limone.

Frullate fino ad ottenere la consistenza di una crema.

Prelevate metà composto cremoso e unitelo agli spaghetti di barbabietole.
La crema di avocado tenderà a diventare di color rosato ma non preoccupatevi, abbiamo la seconda metà della crema da utilizzare per l’impiattamento.
Dividete gli spaghetti di barbabietole in due porzioni, adagiateli sui piatti di portata e servite conditi con il resto della crema di avocado e la granella di pistacchi, circa un cucchiaio per ogni porzione.

 

 

Alcune annotazioni
🌟 Il torsolo centrale della barbabietola, residuo del taglio con lo spiralizzatore, può essere tagliato a rondelle e unito agli spaghetti, ad una buona insalata o aggiunto ai vostri centrifugati.

🌟 Non avete lo spiralizzatore? Nessun problema! Potete grattugiare la barbabietola, tagliarla a bastoncini o a fette tipo tagliatelle utilizzando un pelapatate.

🌟 Potete sostituire la granella di pistacchi con dei pinoli tostati. Il risultato sarà altrettanto squisito. Anche la granella di mandorle o nocciole è un’ottima alternativa ai pistacchi.

🌟 Se utilizzate un avocado poco maturo, aggiungete un po’ d’acqua e pochissimo olio per ottenere la consistenza cremosa altrimenti l’avocado resta a pezzettoni.

ricetta e immagini del Blog VEGALLEGRI

 

ORECCHIETTE ZUCCHINE E ZAFFERANO

ORECCHIETTE ZUCCHINE E ZAFFERANO

“Ecco a voi un primo piatto dal sapore estivo, saporito e soprattutto di facile preparazione, in cui la delicatezza delle zucchine ben si sposa con il sapore forte dello zafferano. Ideale per utilizzare le prime zucchine fresche dell’orto, che stanno maturando proprio in questo periodo, servite queste orecchiette con una spolverata di prezzemolo a crudo che ne esalterà ancor di più la dolcezza. Ecco la ricetta.”

Francesca Magnoli

INGREDIENTI per 4 persone
• Zucchine – 4 di piccole dimensioni
• Cipolla – una
• Zafferano – due bustine
• Crema di peperoncino – un pizzico
• Semi di sesamo q.b.
• Olio evo q.b.
• Sale q.b.
• Prezzemolo fresco tritato – un mazzetto

• Orecchiette fresche di semola di grano duro integrale – 500 g

CUCINIAMO
Iniziate facendo cuocere le orecchiette in abbondante acqua bollente salata, ricordandovi di scolarle ancora al dente e conservando l’acqua di cottura.

Lavate e mondate le zucchine, dopodiché tagliatele in quattro e poi a rondelle. Affettate finemente la cipolla.

In una padella scaldate l’olio evo, fatevi soffiggere la cipolla con un po’ di crema di peperoncino quindi aggiungete le zucchine. Insaporite con una spolverata di semi di sesamo e aggiustate di sale. Dopo qualche minuto fate sciogliere le bustine di zafferano in un bicchiere di acqua tiepida e versatelo nella padella. Proseguite la cottura fino a che l’acqua non sarà evaporata completamente.

Quando le orecchiette saranno pronte, versatele nella padella e fatele insaporire, eventualmente aggiungendo un po’ dell’acqua di cottura della pasta, mescolando di tanto in tanto.

Servite ben calde con una generosa spolverata di prezzemolo fresco e…buon appetito!

ricetta e immagini del blog POMODORO & BASILICO