Categoria: Antipasti

MOZZARELLA DI MANDORLE [senza glutine]

MOZZARELLA DI MANDORLE [senza glutine]

INGREDIENTI Dose per 2-3 persone:

  • 160 gr. acqua
  • 40 gr. mandorle pelate
  • 25 gr. amido di mais (maizena)
  • 5 gr. olio extravergine di oliva (1/2 cucchiaio)
  • 1/2 cucchiaino di sale

 

ATTEZZATURE:

  • frullatore
  • pentolino
  • bicchiere cilindrico o ciotolina

PROCEDIMENTO:

Frullate le mandorle fino a ridurle in farina.
Trasferite la farina di mandorle in un pentolino, aggiungete a freddo l’acqua, l’amido di mais, il sale e l’olio. Mescolate. Mettete il pentolino sul fuoco e cuocete, sempre mescolando, finché il composto si rapprende. Dovete ottenere la consistenza del semolino.
Inumidite il bicchiere o la ciotola – cambierà solo la forma finale – e versatevi il “semolino” di mandorle. Una volta raffreddato copritelo con un piattino e mettetelo in frigo per almeno due ore.
Pronta per essere gustata!
Potete affettare la mozzarella di mandorle e mangiarla coi pomodori come la classica caprese, oppure usarla per farcire dei panini per una gita estiva, o ancora ridurla a dadini da mescolare ad un’insalata di pasta fredda

ricetta e immagini del Blog VEGALLEGRI

sayur bening [Bali]

sayur bening [Bali]

…lunch@villafengshui with this antique recipe The Sayur bening ..healthy vegetables soup in the Openkitchen pool view to relax our mind and body …

Anna Frontoni

sayur-sayuran contorno per il sayur bening

foto Anna Frontoni

CROSTINI CON HUMMUS DI RAPA ROSSA

CROSTINI CON HUMMUS DI RAPA ROSSA

Ingredienti:

  • 150 g di rape rosse precotte
  • 65 g di ceci lessati
  • 1 pizzico di salsa tahin
  • 1/2 limone
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • burro q.b.
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • germogli freschi q.b.

procedimento:

Per questa ricetta vengono utilizzate le rape rosse precotte e già pronte all’uso, ma se avete modo di procurarvi quelle fresche potete tranquillamente utilizzarle dopo averle accuratamente pulite e lessate in abbondante acqua.

Per prima cosa tamponate le rape rosse con un po’ di carta da cucina per asciugarle dal loro liquido di conservazione. Tagliate le rape a dadini e mettetele all’interno del boccale del frullatore. Sgocciolate i ceci e uniteli alle rape. Proseguite aggiungendo il succo di limone, la salsa tahin e un po’ di sale fino. Iniziate a frullare aggiungendo l’olio di oliva a filo e proseguite fino a quando non avrete ottenuto una salsa densa ma omogenea. Aggiustate di sale se necessario. Versate i pinoli in una padellina, mettete sul fuoco e lasciate tostare per un paio di minuti a fiamma medio-bassa per evitare che i pinoli si brucino. Spalmate l’hummus sui crostini, completate con un ricciolo di burro, i pinoli tostati e decorate con i germogli freschi.

Indicazioni nutrizionali

Le rape rosse (Beta vulgaris var. rapa forma rubra) sono tuberi appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae al pari di spinaci, quinoa, bieta a coste ecc.

La rapa rossa si può mangiare sia cruda che cotta ma essendo una pianta particolarmente ricca di ossalati, che ostacolano l’assorbimento del calcio, e di nitrati e nitriti, l’eccesso dei quali nell’organismo umano può portare alla formazione di sostanze cancerogene chiamate nitrosammine, è consigliato cuocerla in abbondante acqua, e, soprattutto, integrare la dieta con apporti di Vitamina C ed E. Allo scopo di ostacolare la sintesi delle nitrosammine, pertanto, la rapa rossa si utilizza quasi sempre all’agro ovvero lessata e condita con olio e limone. È necessario anche precisare che solo ad elevate concentrazioni queste sostanze sono nocive per la salute nell’uomo tanto che la legge italiana fissa i limiti massimi per il nitrito a 150 mg per Kg di prodotto. Comunque una dieta sana e equilibrata che prevede un’adeguata preparazione e combinazione degli alimenti è sempre in grado di scongiurare il rischio di formazione o accumulo di prodotti con effetti indesiderati.

 

A questo proposito va sempre ricordato che, come regola generale, è bene evitare di mangiare quotidianamente carne bruciata e fritture.

La rapa rossa ha anche proprietà disintossicanti, depurative, antisettiche e mineralizzanti: contiene ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, fosforo. Sono utili sia in caso di problemi di digestione, poiché stimolano la produzione di succhi gastrici e bile, sia in caso di anemie. È necessario ricordare che il ferro vegetale è di più difficile assimilazione di quello animale, ed è pertanto utile consumare i vegetali che contengono ferro insieme a succo di limone, che ne facilita l’assimilazione. La presenza di fibre aiuta la funzionalità dell’intestino. Sono presenti vitamine del gruppo B, folati, vitamina C e vitamina A.

Le controindicazioni riguardano chi soffre di gastrite, poiché come detto questo ortaggio stimola la produzione di succhi gastrici; inoltre contiene zuccheri, per cui chi soffre di diabete dovrebbe valutarne l’opportunità di assunzione. Per la ricchezza in sali minerali e ossalati la rapa rossa è controindicata anche nei pazienti affetti da calcolosi renali di ossalati di calcio.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

 

samosa [le ricette della tradizione]

samosa [le ricette della tradizione]

Ingredienti:

  • 4 patate bollite
  • 1 cucchiaino di peperoncino rosso
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di gran masala
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero
  • 1 cucchiaino di sale
  • Pasta Fillo o Pasta Sfoglia
  • Olio per friggere

 

Preparazione:

Bollire 4 patate di dimensione media. Una volta cotte sbucciarle e lasciarle freddare. In una scodella capiente schiacciate le patate, unite tutte le spezie, mischiate bene e lasciate riposare in frigo per 20 minuti.

Prendete la pasta Fillo, tagliate dei rettangoli, ponete un cucchiaio di impasto al bordo del rettangolo e cominciare a piegare l’impasto sulla pasta fillo a formare dei triangoli.

Friggete in olio caldo.

Ottime da accompagnare con del chutney di mango ed un fresco Lassi.

ricetta de LA MIA ASIA

foto di Anna Frontoni

 

 

PIZZA CROCCANTE O SCROCCHIARELLA CON FARINA DI CECI E SESAMO [senza glutine]

PIZZA CROCCANTE O SCROCCHIARELLA CON FARINA DI CECI E SESAMO [senza glutine]

Ingredienti:

  • farina di ceci
  • acqua
  • semi di sesamo
  • sale fino

Procedimento:

Mescolare insieme la farina di ceci con l’acqua. La quantità della farina dipende dalla grandezza della pirofila. Tenete presente che la pizza croccante o scrocchiarella deve essere sottile, pertanto vi dovrete regolare sulla quantità da distribuire nella teglia scelta.

mescolate la farina di ceci nella quantità desiderata e aggiungete l’acqua finché  otterrete una pastella liscia e abbastanza liquida, che verserete su una teglia dove avrete messo della carta da forno. Potete scegliere se ungere oppure no la carta. Anche se non si unge, a fine cottura la pizza croccante si stacca con facilità.

Dopo aver ben distribuito la pastella, muovendo semplicemente il tegame, cospargete l’impasto con i semi di sesamo e il sale.

Fate cuocere in forno preriscaldato a 200 gr circa per mezz’ora. A metà cottura potete girare la scrocchairella o sollevarla con tutta la carta dal tegame e metterla sulla griglia per favorirne l’asciugatura.

Gli impasti con le farine di ceci o in generale che non contengono glutine richiedono più acqua, pertanto hanno bisogno di tempo per asciugarsi

 

Ricetta di Giallo Zafferano elaborata e sperimentata da Annalinda Pasquali autrice delle foto

INDIVIA CON PROSCIUTTO AL FORNO [senza glutine]

INDIVIA CON PROSCIUTTO AL FORNO [senza glutine]

L’invidia si presta a numerosissime ricette fredde o calde. D’inverno mi piace avvolgerla con del prosciutto stagionato e cuocerla in forno con parmigiano e mozzarella.

 

Ingredienti:

  • una confezione di indivia
  • prosciutto cotto stagionato,
  • lievemente salato
  • mozzarella
  • parmigiano
  • olio d’oliva.

 

Procedimento:

lavare e scolare l’invidia; dividerla in due o tre parti a seconda delle dimensioni del cespo.

Avvolgerla con una fetta di prosciutto e adagiarla su una pirofila lievemente unta. Ripetere l’operazione.

AL termine versare un filo d’olio sopra i cespi arrotolati, spolverare di parmigiano, aggiungere la mozzarella e infornare per almeno 35 minuti a 180 gradi o fino a quando il prosciutto non sarà croccante.

 

Note:

Può capitare che l’indivia rilasci acqua: a metà cottura si estrae la pirofila, si fa scolare l’acqua e si ultima la cottura.
Suggerisco di servirle calde, appena sfornate

 

Ricetta e foto di Annalinda Pasquali

CIAMBELLE DI PANE [senza glutine]

CIAMBELLE DI PANE [senza glutine]

ingredienti:

  • 500 gr di farina
  • un pizzico di sale
  • due cucchiaini di lievito secco
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 dl di acqua (se si utilizza farina senza glutine, si deve aumentare l’acqua)
  • semi di sesamo o semi vari (lino, girasole, ecc… )
  • olio etravergine di oliva

 

procedimento:

Mescolare insieme la farina, il sale e lo zucchero in una ciotola.
Predisporre il tutto a fontana e versare al centro l’acqua, lasciandone un po’ da parte o aggiungendone a seconda della necessità.
lavorare l’impasto per almeno 10 minuti, fare una palla, e ungerla d’olio.

La si pone a lievitare per almeno un’ora. Dopodichè si sgonfia l’impasto e lo si lascia riposare per 10 minuti.
Si realizzano le ciambelline della grandezza desiderata. Si fanno lievitare ancora da 10 minuti a un’ora, coperte con un telo bagnato.

Si porta a ebollizione l’acqua in una grande pentola e vi si immergono le ciambelline, poche per volta; le si lascia galleggiare un minuto per parte e poi si scolano e lasciano asciugare su un telo.


Quando saranno ben scocciolate si mettono su una teglia ricoperta da carta da forno, si spennellano con l’olio; si cospargono di semi e si informano, cuociono per 20 minuti a 220 gradi.

Possono essere servite a tavola così come cotte o possono essere aperte e farcite con verdure, cotte o crude, formaggio e salumi, a seconda dei gusti

ricetta e foto di Annalinda Pasquali

FOCACCIA DI RISO E CECI [senza glutine]

FOCACCIA DI RISO E CECI [senza glutine]

ingredienti:

  • 150 gr di farina di riso
  • 60 gr di farina di ceci
  • 75 gr di amido di riso o mais
  • 2 cucchiai di olio di oliva extravergine
  • 300 ml di acqua
  • un cucchiaino di zucchero (a me piace croccante esternamente, per cui ne metto un cucchiaio)
  • mezza bustina di lievito secco per pizza o pane.

 

procedimento:

Si mescolano insieme le farine, l’amido e il lievito; si aggiunge l’olio e successivamente l’acqua con lo zucchero sciolto dentro.
Il composto resta molto liquido, ma deve essere così.

 

Si pone a lievitare l’impasto disteso; occorrono almeno tre ore, ma si può preparare il mattino per la sera, oppure la sera per il giorno dopo. Più lievita più è fragrante.

Dopo che è lievitata, prima di infornarla si cosparge di olio (poco), sale grosso e rosmarino, oppure si sala la superficie con sale fino o solo rosmarino, a seconda dei gusti.

Si inforna a forno riscaldato a 200 gradi, ma la cottura la si fa a 180 gradi.
Talvolta, per farla asciugare e colorare, occore girarla, oppure si mette sulla griglia del forno senza contenitore

 

note e considerazioni:

  • Riesce sempre bene!
  • Si può scegliere lo spessore, scegliendo il contenitore più o meno ampio. Il contenitore sul quale già si predispone per la lievitazione va messo in forno.

 

ricetta e foto di Annalinda Pasquali

 

POLLO ALLA BIRRA

POLLO ALLA BIRRA

 

Ingredienti per 4 persone

  • 1 pollo o in alternativa 600 gr. di petto di pollo
  • 1 birra da 33 cl
  • Rosmarino q.b.
  • Salvia q.b.
  • Timo q.b.
  • Pepe q.b.
  • Sale q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • 3 spicchi d’aglio
  • 3 scalogni
  • 40 g di burro

Preparazione

Cominciamo dalla ricetta del pollo in padella. Per prima cosa marinate il pollo. Se ve ne siete procurato uno intero già pulito, tagliatelo in parti più piccole dividendo ali, cosce, sovracosce, petto e tutte le altre parti. A questo punto mettete i pezzi in una ciotola capiente e aggiungete sale, pepe, gli spicchi d’aglio e tutte le erbe aromatiche. Versate dunque la birra e lasciate in frigo per almeno un’ora e mezza, così che la carne si insaporisca a dovere.

Una volta trascorso il tempo necessario, filtrate la marinata e tenete il liquido da parte. Prendete una padella larga e fate rosolare a fuoco vivace i pezzi di pollo con un filo di olio extravergine, gli scalogni interi e sbucciati e l’aglio che avete utilizzato per la marinatura. Inserite il burro, che servirà a far dorare per bene il pollo, e poi cominciate a bagnare i pezzi di carne con il liquido tenuto da parte.

Quando sarà trascorsa una mezz’ora e il pollo sarà pronto, levatelo dalla padella e inserite tutto il liquido della marinata. Fatelo restringere a dovere e quando sarà diventato una salsa densa, spegnete il fuoco. Condite il pollo con il sughetto e servite.

In alternativa al pollo intero si può realizzare la ricetta utilizzando il petto di pollo al peso di 150 gr. per persona tagliato a cubetti. Oltre ad essere più semplice richiede anche tempi di cottura più brevi ovvero 15 minuti.

 

 

 

Indicazioni nutrizionali

Non si sa con certezza dove sia nata la prima birra; si ritiene che sia originaria della Mesopotamia anche se, probabilmente, il fenomeno della fermentazione è stato scoperto per caso in diverse parti del mondo più o meno nello stesso periodo ovvero circa 10.000 anni fa.

Per la legge italiana la denominazione ”birra” e’ riservata al prodotto ottenuto dalla fermentazione alcolica con ceppi di saccharomyces carlsbergensiso di saccharomyces cerevisiaedi un mosto preparato con malto, anche torrefatto, di orzo o di frumento o di loro miscele ed acqua, amaricato con luppolo o suoi derivati o con entrambi.

La birra ha quattro ingredienti principali: acqua, malto, luppolo e lievito. Il cereale più diffuso da sempre per la sua preparazione è l’orzo, anche se, a tutt’oggi, esistono birre di frumento, di segale, di riso e di mais.

Gli estratti di questi ingredienti, in particolare il luppolo, contengono polifenoli come il kemferolo, la quercetina, il tirosolo ecc. che hanno dimostrato possedere vari effetti anti-batterici, anti-infiammatori, anti-ossidanti, anti-osteoporotici. La birra è ricca di xantumolo, un altro composto fenolico, che inibisce la proliferazione delle cellule tumorali presenti nei carcinomi mammari, ovarici e del colon. Non tutte le birre, tuttavia, contengono gli stessi livelli di xantumolo; meglio, quindi consumare quelle con un più alto livello di luppolo che, se da una parte, conferisce un sapore amaro alla bevanda, dall’altra apporta tanti benefici.

L’estratto secco della birra contiene diverse sostanze nutritive come zuccheri, amminoacidi e vitamine del gruppo B. Tra queste ultime la B6 (o piridossina) e soprattutto l’acido folico sono molto importanti per neutralizzare gli effetti negativi dell’omocisteina, un amminoacido il cui eccesso favorisce la comparsa delle malattie cardiovascolari, mentre la B12 potenzia la memoria e previene l’anemia.

In generale è da preferire la cosiddetta birra cruda, ovvero la tipica birra artigianale, in quanto non essendo esposta a temperature troppo elevate, presenta i microrganismi fermentanti, i saccaromiceti, ancora vivi e dunque in grado di favorire le funzioni intestinali.

Inoltre, per produrre la birra a livello industriale, frequentemente con materie prime fra le quali non sempre compare il luppolo, si ricorre a dosi massicce di lievito allo scopo di forzare la fermentazione e abbreviare i tempi di produzione, che potrebbe non esaurirsi completamente durante il processo. Questo spiega il perché molti individui che consumano birra lamentano gonfiore addominale, difficoltà digestive, aumento di peso e talora riacutizzazione di patologie allergiche latenti.

È importante sottolineare che la birra apporta i benefici sopraesposti se consumata in quantità moderate (pari a una lattina di birra da 330 ml di media gradazione) mentre, al contrario, un consumo eccessivo è associato ad un aumento di morbilità e mortalità.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

 

 

 

SOTTACETI [ricette della tradizione]

SOTTACETI [ricette della tradizione]

Questa è una ricetta della mia famiglia e zia Marietta ne è la depositaria.

ingredienti:

  • 1 kg di verdure miste
  • 1 bicchiere di aceto
  • 1 bicchiere di olio
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero

 

procedimento:

Lasciare macerare 4/5 ore circa mescolando di tanto in tanto….poi riempire i vasetti sterilizzati con le verdure e distribuire il liquido nei vasetti. Far bollire per 15 minuti.

 

la ricetta è di Maria Berdozzi, la zia di Gloria Tomassini che l’ha realizzata e fotografata

CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI

La conservazione degli alimenti è sempre stato uno dei primi problemi che l’uomo ha dovuto risolvere: quando il raccolto o la cacciagione abbondavano era infatti fondamentale conservarne una parte per i periodi di scarsità. Alcune tecniche di conservazione come l’essicazione erano già praticate nel Paleolitico, altre invece sono comparse in tempi più recenti.

Per conservazione degli alimenti si intende l’insieme di tecniche utilizzate per rallentare i processi di alterazione naturale del cibo per cause biologiche o chimico-fisiche e aumentare la durata in cui esso si mantiene salubre conservando sapore, aspetto e consistenza gradevoli.

I processi di conservazione si basano sull’impiego di vari metodi riassumibili in quattro categorie: metodi fisici, metodi chimici, metodi fisico-chimici e metodi biologici.

I primi sono i metodi che vengono attuati attraverso le alte o basse temperature oppure riducendo il contenuto d’acqua degli alimenti (fattore indispensabile per la crescita di qualsiasi tipo di microrganismo) e sono quelli verso cui ci si orienta in quanto permettono meglio la salvaguardia delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei cibi.

Di questi metodi il calore è un sistema che permette di distruggere i microrganismi mentre con il congelamento le attività microbiche ed enzimatiche sono al massimo bloccate.

Il problema dell’utilizzo del calore è la perdita di alcune proprietà nutrizionali. In particolare, se si scaldano cibi in un liquido, i sali minerali diffondono all’esterno dell’alimento in un processo chiamato “dialisi degli alimenti”.

Il sale e lo zucchero sono conservanti naturali impiegati nei metodi chimici. Svolgono un’azione batteriostatica in quanto provocano disidratazione degli alimenti e dei microrganismi.

Anche olio e aceto rientrano tra i metodi chimici: l’olio crea un ambiente privo di ossigeno preservando l’integrità dell’alimento dall’azione dei batteri aerobi (ma non da quelli anaerobi come il botulino) mentre l’aceto, abbassando l’acidità, risulta tossico nei confronti dei microrganismi.

In conclusione, per conservare efficacemente gli alimenti e al tempo stesso preservarne le proprietà organolettiche e nutrizionali è consigliabile applicare più tecniche in modo blando piuttosto che una sola a livelli estremi. Nel caso dei sottaceti è preferibile prima scottare o salare l’alimento da conservare e successivamente aggiungere l’aceto.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica

Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive
Cell. 339-8482746