Categoria: Le ricette di Annalinda, Chiara, Claudia, Gloria, Femia, Flammarion, Letizia, Limone e Liquirizia

sayur bening [Bali]

sayur bening [Bali]

…lunch@villafengshui with this antique recipe The Sayur bening ..healthy vegetables soup in the Openkitchen pool view to relax our mind and body …

Anna Frontoni

sayur-sayuran contorno per il sayur bening

foto Anna Frontoni

CRACKERS DI MIGLIO E SESAMO [senza glutine]

CRACKERS DI MIGLIO E SESAMO [senza glutine]

“I crackers di miglio sono uno snack gustoso e accompagnano delicatamente le vellutate. Possono essere usati anche per un aperitivo o come antipasto insieme a salumi e formaggi.
Di solito non peso le dosi per prepararli, perché oltre a farli appositamente per accompagnare un pasto o un aperitivo, riciclo il miglio che avanza dalla minestra.

Annalinda Pasquali

 

ingredienti:
le indicazioni di massima, per 20 o 25 crackers, a seconda delle dimensioni che sceglierete, possono essere queste

  • 200 gr di miglio cotto
  • 2 cucchiai abbondanti di semi di sesamo
  • un pizzico di sale
  • 3 o più cucchiai di parmigiano grattugiato

 

procedimento:

Il miglio deve essere ben scolato. Io lo lascio in un grande colino per qualche ora, in modo da fargli perdere tutta l’acqua.
Metto tutti gli ingredienti in una ciotola e li amalgamo. Dopo averli ben mescolati rovescio l’impasto su un foglio di carta da forno leggermente unto, lo copro con un altro foglio altrettanto unto e lo stendo con un mattarello fino allo spessore di 5 millimetri.
Con un coppapasta o un bicchiere intaglio il composto e inforno. oppure, posso cuocere il composto in padella. In questo caso prelevo direttamente dall’impasto una cucchiaiata che schiaccio nella padella, conferendole la forma circolare.

Al forno cuoce in 20/25 minuti alla temperatura di 180 gradi, avendo l’accortezza di girarle dopo 10/15 minuti per farle asciugare bene da entrambi i lati. In padella la cottura impiega meno tempo, ma il procedimento è più lungo.

Un’altra versione dei crackers di miglio e sesamo è senza parmigiano ma con un uovo.

ricetta e foto di Annalinda Pasquali

 

A TUTTO PANCAKE! [senza glutine]

A TUTTO PANCAKE! [senza glutine]

“Il pancake è veramente un’ottima proposta per la colazione mattutina: veloce da preparare, sfizioso, versatile e buono. Ne ho sperimentate differenti versioni, tutte accompagnate con farciture dolci: marmellata, miele, sciroppo d’acero, cioccolata spalmabile. Ho usato diverse farine, prevalentemente proteiche, diluite con tanti tipi di liquidi, dall’acqua al latte vaccino o di capra al latte vegetale. Ho fatto pancakes senza lievito, col lievito per dolci o cremor tartaro, col bicarbonato, con l’albume d’uovo e senza albume; ho anche aggiunto lo yogurt al caffè o greco. Il risultato è stato sempre eccellente, almeno per i miei gusti. Sicuramente i pancakes con l’acqua risultano meno gustosi, dall’aspetto e al gusto più lisci degli altri. Quelli con lo yogurt, l’albume e il lievito o cremor tartaro i più soffici. Tutti, però, gustati caldi con la marmellata o la farcitura desiderata al momento sono buoni.
Scrivo, di seguito, alcune tra le ricette che mi piacciono di più.

Annalinda Pasquali

 

 

PANCAKE ALLA FARINA DI CECI E CASTAGNE

ingredienti:

  • 1 cucchiaio colmo di farina di castagne
  • 1 cucchiaio colmo di farina di ceci
  • 5 cucchiai, circa, di latte di mandorle o di riso o di cocco, a seconda dei gusti.
  • Olio extravergine di oliva per ungere il padellino.

 

PANCAKE CON FARINA DI RISO, QUINOA E FARINA DI COCCO GREZZA

ingredienti:

  • 1 cucchiao raso di farina di riso
  • 1 cucchiaio raso di farina di quinoa
  • 1/2  cucchiaio di farina di cocco grezza
  • cannella nella quantità desiderata, a seconda del gusto
  • acqua o latte vaccino o vegetale 2/3 cucchiai
  • la punta di un cucchiaino di lievito
  • 2 cucchiai di albume
  • olio extravergine di oliva per ungere il padellino.

 

 

PANCAKE CON FARINA DI RISO,  DI CASTAGNE E YOGURT

ingredienti:

  • 1 cucchiaio di farina di riso
  • 1 cucchiaio di farina di castagne
  • 2 cucchiai di yogurt (io metto quello al caffè)
  • 2 cucchiai di albume
  • latte di mandorle o riso per diluire l’impasto.
  • la punta di un cucchiaino di lievito o cremor tartaro o un pizzico di bicarbonato
  • olio extravergine di oliva per ungere il padellino.

 

 

 

procedimento:

La pastella deve risultare morbida, ma non eccessivamente liquida, pertanto i cucchiai di latte vegetale o vaccino possono variare nella quantità, così come l’acqua, a seconda di quanti ne assorbe la farina. Chi lo desidera può aggiungere lo zucchero nell’impasto. Un trucco per far assorbire bene i liquidi alla farina è quello di mescolarli e lasciarli riposare almeno 15 minuti prima di versarli nel padellino.

Ricetta e foto di Annalinda Pasquali

 

 

CROSTINI CON HUMMUS DI RAPA ROSSA

CROSTINI CON HUMMUS DI RAPA ROSSA

Ingredienti:

  • 150 g di rape rosse precotte
  • 65 g di ceci lessati
  • 1 pizzico di salsa tahin
  • 1/2 limone
  • sale q.b.
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • burro q.b.
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • germogli freschi q.b.

procedimento:

Per questa ricetta vengono utilizzate le rape rosse precotte e già pronte all’uso, ma se avete modo di procurarvi quelle fresche potete tranquillamente utilizzarle dopo averle accuratamente pulite e lessate in abbondante acqua.

Per prima cosa tamponate le rape rosse con un po’ di carta da cucina per asciugarle dal loro liquido di conservazione. Tagliate le rape a dadini e mettetele all’interno del boccale del frullatore. Sgocciolate i ceci e uniteli alle rape. Proseguite aggiungendo il succo di limone, la salsa tahin e un po’ di sale fino. Iniziate a frullare aggiungendo l’olio di oliva a filo e proseguite fino a quando non avrete ottenuto una salsa densa ma omogenea. Aggiustate di sale se necessario. Versate i pinoli in una padellina, mettete sul fuoco e lasciate tostare per un paio di minuti a fiamma medio-bassa per evitare che i pinoli si brucino. Spalmate l’hummus sui crostini, completate con un ricciolo di burro, i pinoli tostati e decorate con i germogli freschi.

Indicazioni nutrizionali

Le rape rosse (Beta vulgaris var. rapa forma rubra) sono tuberi appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae al pari di spinaci, quinoa, bieta a coste ecc.

La rapa rossa si può mangiare sia cruda che cotta ma essendo una pianta particolarmente ricca di ossalati, che ostacolano l’assorbimento del calcio, e di nitrati e nitriti, l’eccesso dei quali nell’organismo umano può portare alla formazione di sostanze cancerogene chiamate nitrosammine, è consigliato cuocerla in abbondante acqua, e, soprattutto, integrare la dieta con apporti di Vitamina C ed E. Allo scopo di ostacolare la sintesi delle nitrosammine, pertanto, la rapa rossa si utilizza quasi sempre all’agro ovvero lessata e condita con olio e limone. È necessario anche precisare che solo ad elevate concentrazioni queste sostanze sono nocive per la salute nell’uomo tanto che la legge italiana fissa i limiti massimi per il nitrito a 150 mg per Kg di prodotto. Comunque una dieta sana e equilibrata che prevede un’adeguata preparazione e combinazione degli alimenti è sempre in grado di scongiurare il rischio di formazione o accumulo di prodotti con effetti indesiderati.

 

A questo proposito va sempre ricordato che, come regola generale, è bene evitare di mangiare quotidianamente carne bruciata e fritture.

La rapa rossa ha anche proprietà disintossicanti, depurative, antisettiche e mineralizzanti: contiene ferro, sodio, potassio, calcio, magnesio, fosforo. Sono utili sia in caso di problemi di digestione, poiché stimolano la produzione di succhi gastrici e bile, sia in caso di anemie. È necessario ricordare che il ferro vegetale è di più difficile assimilazione di quello animale, ed è pertanto utile consumare i vegetali che contengono ferro insieme a succo di limone, che ne facilita l’assimilazione. La presenza di fibre aiuta la funzionalità dell’intestino. Sono presenti vitamine del gruppo B, folati, vitamina C e vitamina A.

Le controindicazioni riguardano chi soffre di gastrite, poiché come detto questo ortaggio stimola la produzione di succhi gastrici; inoltre contiene zuccheri, per cui chi soffre di diabete dovrebbe valutarne l’opportunità di assunzione. Per la ricchezza in sali minerali e ossalati la rapa rossa è controindicata anche nei pazienti affetti da calcolosi renali di ossalati di calcio.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

 

samosa [le ricette della tradizione]

samosa [le ricette della tradizione]

Ingredienti:

  • 4 patate bollite
  • 1 cucchiaino di peperoncino rosso
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 cucchiaino di gran masala
  • 1/2 cucchiaino di pepe nero
  • 1 cucchiaino di sale
  • Pasta Fillo o Pasta Sfoglia
  • Olio per friggere

 

Preparazione:

Bollire 4 patate di dimensione media. Una volta cotte sbucciarle e lasciarle freddare. In una scodella capiente schiacciate le patate, unite tutte le spezie, mischiate bene e lasciate riposare in frigo per 20 minuti.

Prendete la pasta Fillo, tagliate dei rettangoli, ponete un cucchiaio di impasto al bordo del rettangolo e cominciare a piegare l’impasto sulla pasta fillo a formare dei triangoli.

Friggete in olio caldo.

Ottime da accompagnare con del chutney di mango ed un fresco Lassi.

ricetta de LA MIA ASIA

foto di Anna Frontoni

 

 

PIZZA CROCCANTE O SCROCCHIARELLA CON FARINA DI CECI E SESAMO [senza glutine]

PIZZA CROCCANTE O SCROCCHIARELLA CON FARINA DI CECI E SESAMO [senza glutine]

Ingredienti:

  • farina di ceci
  • acqua
  • semi di sesamo
  • sale fino

Procedimento:

Mescolare insieme la farina di ceci con l’acqua. La quantità della farina dipende dalla grandezza della pirofila. Tenete presente che la pizza croccante o scrocchiarella deve essere sottile, pertanto vi dovrete regolare sulla quantità da distribuire nella teglia scelta.

mescolate la farina di ceci nella quantità desiderata e aggiungete l’acqua finché  otterrete una pastella liscia e abbastanza liquida, che verserete su una teglia dove avrete messo della carta da forno. Potete scegliere se ungere oppure no la carta. Anche se non si unge, a fine cottura la pizza croccante si stacca con facilità.

Dopo aver ben distribuito la pastella, muovendo semplicemente il tegame, cospargete l’impasto con i semi di sesamo e il sale.

Fate cuocere in forno preriscaldato a 200 gr circa per mezz’ora. A metà cottura potete girare la scrocchairella o sollevarla con tutta la carta dal tegame e metterla sulla griglia per favorirne l’asciugatura.

Gli impasti con le farine di ceci o in generale che non contengono glutine richiedono più acqua, pertanto hanno bisogno di tempo per asciugarsi

 

Ricetta di Giallo Zafferano elaborata e sperimentata da Annalinda Pasquali autrice delle foto

INDIVIA CON PROSCIUTTO AL FORNO [senza glutine]

INDIVIA CON PROSCIUTTO AL FORNO [senza glutine]

L’invidia si presta a numerosissime ricette fredde o calde. D’inverno mi piace avvolgerla con del prosciutto stagionato e cuocerla in forno con parmigiano e mozzarella.

 

Ingredienti:

  • una confezione di indivia
  • prosciutto cotto stagionato,
  • lievemente salato
  • mozzarella
  • parmigiano
  • olio d’oliva.

 

Procedimento:

lavare e scolare l’invidia; dividerla in due o tre parti a seconda delle dimensioni del cespo.

Avvolgerla con una fetta di prosciutto e adagiarla su una pirofila lievemente unta. Ripetere l’operazione.

AL termine versare un filo d’olio sopra i cespi arrotolati, spolverare di parmigiano, aggiungere la mozzarella e infornare per almeno 35 minuti a 180 gradi o fino a quando il prosciutto non sarà croccante.

 

Note:

Può capitare che l’indivia rilasci acqua: a metà cottura si estrae la pirofila, si fa scolare l’acqua e si ultima la cottura.
Suggerisco di servirle calde, appena sfornate

 

Ricetta e foto di Annalinda Pasquali

PANCAKE CON FARINE PROTEICHE, SENZA LIEVITO [senza glutine]

PANCAKE CON FARINE PROTEICHE, SENZA LIEVITO [senza glutine]

 

Preparare i pancackes è molto semplice e veloce. Sono un ottima colazione o  merenda.  Io li preparo con farina di ceci e farina di castagne mescolate insieme. Le dosi e gli ingredienti per un pancake  possono variare a seconda del gusto, ma il risultato in termini è sempre assicurato.

 

Ingredienti:

  • 1 cucchiaio colmo di farina di castagne
  • 1 cucchiaio colmo di farina di ceci
  • 5 cucchiai, circa, di latte di mandorle o di riso o cocco, a seconda dei gusti.
  • Olio extravergine di oliva per ungere il padellino.

 

Procedimento:

La pastella deve risultare morbida, ma non eccessivamente liquida, pertanto i cucchiai di latte vegetale o vaccino possono variare. Il latte può anche essere sostituito in eguale misura dall’acqua.

Chi lo desidera può aggiungere lo zucchero nell’impasto o sostituire il latte vegetale col latte vaccino.

quando è pronta la si può farcire col miele, la marmellata, la cioccolata o la crema pasticcera fatta in casa, lo yogurt greco, la frutta sciroppata… Insomma è una preparazione che accompagna bene molte.

 

Ricetta e foto di Annalinda Pasquali

Marmellata di arance amare

Marmellata di arance amare

ingredienti:

  • 1 kg di arance non trattate a a piccoli pezzi con i semi
  • 2 lt di acqua
  • 1,3 kg zucchero

procedimento:

Riducete a piccoli pezzi le arance con i semi, tenetele in ammollo per 24 ore.

Poi dopo le 24 ore far bollire per 1/2 ora  e lasciar riposare per 12 ore.

Ribollire per 1/2 ora, aggiungendo lo zucchero, controllare la densità ponendone poca su un piattino, ed eventualmente farla bollire ancora un  po’. Passare con il pimer il composto e riporlo nei barattoli sterilizzati e chiudere bene, rigirare il barattolo sotto sopra per 5 minuti.

La ricetta realizzata da Gloria Tommassini, attingendo alle tradizioni delle sua famiglia, questa è della zia Marietta foto di Gloria Tomassini e Tonino Del Moro

ZUPPA DI CARCIOFI E GAMBERI

ZUPPA DI CARCIOFI E GAMBERI

Ingredienti: per quattro persone

  • 8 carciofi
  • 200 g di gamberi
  • 30 ml di olio
  • 1 scalogno
  • 650 ml di brodo vegetale
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 500 g di vongole
  • 1 spicchio di aglio
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 1 patata

 

 

Preparazione

Prendete i gamberi sgusciateli facendo attenzione a non rompere le code, poi eliminate delicatamente il budellino nero dell’intestino. Tenete i gamberi da parte e passate alla pulizia dei carciofi: eliminate le foglie esterne più dure e rovinate, tagliate la parte finale dei gambi poi tagliate tutti i carciofi a metà.

Eliminate le barbette interne, tagliate i carciofi a spicchi e immergeteli man mano in acqua acidulata con succo di limone per evitare che anneriscano a contatto con l’aria. Sbucciate lo scalogno, tagliatelo a spicchi poi affettatelo sottilmente, prendete la patata, sbucciatela, lavatela sotto l’acqua fredda e tagliatela a fettine sottili.

Versate l’olio sul fondo di una casseruola, mettete sul fuoco e fate scaldare l’olio a fiamma bassa. Aggiungete i carciofi scolati per bene dal liquido di ammollo. Coprite con il brodo caldo e fate cuocere per 15 minuti, aggiungete la patata, il prezzemolo e proseguite la cottura per altri 20 minuti.

In una casseruola a parte fate cuocere le vongole con lo spicchio di aglio e un filo d’olio fino a farle aprire. Quando mancheranno 5 minuti al termine di cottura della zuppa aggiungete anche i gamberi sgusciati. Insaporite con sale e pepe in base al vostro gusto. Impiattate e completate il tutto aggiungendo le vongole e un po’ del loro liquido di cottura.

 

Considerazioni nutrizionali.

I carciofi (Cynaria Scolymus), sono un ortaggio appartenente alla famiglia delle Composite e derivano da selezionamenti del cardo (Cardo Cardunculus).

I nutrienti principali del carciofo sono costituiti dalla cinarina, dal ferro e dall’inulina, uno zucchero che diventa assimilabile per azione del calore, per cui il carciofo cotto non è molto adatto all’alimentazione di chi è affetto da diabete.

La cinarina è un alcaloide che conferisce al carciofo il classico sapore amarognolo. È una sostanza con una specifica azione epatoprotettrice e ipocolesterolemizzante: essa è disponibile quando il carciofo è consumato crudo o preparato con una delle varie forme di cottura in olio. La bollitura invece, causa la perdita di buona parte di questa sostanza.

Il ferro presente nel carciofo ha una biodisponibilità che varia a seconda della modalità di preparazione. Nel carciofo crudo, il mancato assorbimento dell’inulina riduce la quantità di ferro assimilabile a differenza di quello consumato cotto il quale pertanto, anche in virtù del contenuto di tannini, è molto indicato nel trattamento delle anemie sideropeniche.

I carciofi crudi invece, consentono di sfruttare l’azione sedativa e antitumorale dei tannini e se consumati tagliati a fettine sottili e conditi con olio, sale e limone esplicano un intenso stimolo drenante del fegato, il che fa aumentare in modo considerevole la diuresi.

Altri costituenti dei carciofi sono i flavonoidi ad azione ipoglicemizzante ed elettroliti come potassio, calcio e magnesio i quali, al pari del ferro vengono persi con la bollitura.

Infine, se viene liberato dai petali più esterni che sono anche quelli maggiormente coriacei e ricchi di lignina e altre fibre, il carciofo è un alimento capace di svolgere un’azione lenitiva ed antinfiammatoria a carico delle mucose del tratto gastro-intestinale, in virtù della presenza di mucillaggini.

In conclusione, la modalità di cottura dei cibi in generale e dei carciofi in particolare influenza le funzioni che essi possono avere sull’organismo. Per esempio, il carciofo fritto stimola il fegato e facilita il drenaggio della colecisti con il risultato di ridurre il gonfiore addominale e le difficoltà digestive tipiche del paziente epatico. Il carciofo bollito invece, rende più disponibile la quota di zuccheri, ma può rallentare la motilità della colecisti, causando meteorismo addominale.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive