Autore: La Redazione

INSALATA DI SPINACI CON PATATE SALMONE E FETA

INSALATA DI SPINACI CON PATATE SALMONE E FETA

Ingredienti

• Filetto di salmone 800 g
• Spinaci 400 g
• Feta 300 g
• Patate novelle 20
• Limoni succo e scorza ½
• Arance succo e scorza ½
• Olio extravergine d’oliva q.b.
• Sale fino q.b.
• Pepe nero q.b.

Preparazione
Per preparare l’insalata di spinaci con patate, salmone e feta, iniziate mettendo a bollire le patate novelle con la buccia in una pentola capiente colma d’acqua per circa 10 minuti. Nel frattempo, preparate l’emulsione con cui andrete a condire le patate: spremete mezza arancia e mezzo limone.

Versate un filo d’olio extravergine in una ciotolina e aggiungete il succo d’arancia e limone, filtrandolo con un colino. Quindi grattugiate la scorza di mezza arancia all’interno della ciotolina.
Unite anche la scorza grattugiata di mezzo limone, salate e pepate a piacere e mescolate con un cucchiaino per amalgamare il tutto. Trascorsi i 10 minuti, scolate le patate con uno scolapasta e lasciatele raffreddare.

Una volta raffreddate, ponetele su un tagliere e dividetele a metà per il senso della lunghezza senza privarle della buccia. Trasferitele in una teglia rivestita di carta forno ed irroratele con l’emulsione agli agrumi che avete preparato. Cuocetele in forno ventilato a 200° per 15 minuti circa, fino a quando non risulteranno ben dorate.

Ora dedicatevi alla pulizia e al taglio del salmone: eliminate le lische presenti sul dorso del filetto di salmone con una pinzetta. Una volta svolta questa operazione, tastate con cura il filetto per controllare che non siano rimaste altre lische. Quindi tagliate il filetto a fettine larghe circa 2 cm e da queste ricavate dei cubetti. Dopodiché fate scaldare bene una padella e saltate il salmone a dadini per qualche secondo, fino a quando la superficie non risulterà rosata.

Lavate gli spinaci freschi sotto acqua corrente e tagliateli a listarelle. A questo punto non vi resta che trasferire gli spinaci tagliati nei piatti da portata, adagiare sopra le patate novelle e il salmone a cubetti e condire con il sughetto di cottura delle patate. Terminate spezzettando la feta e la vostra insalata di spinaci con patate, salmone e feta è pronta per essere servita.

Indicazioni nutrizionali
La feta è un formaggio che affonda le proprie radici nell’antica storia greca. È un formaggio tradizionale a pasta semidura ma friabile, bianchissimo e leggermente salato perché viene lasciato a maturare in salamoia.

Viene prodotta esclusivamente con latte di pecora od in alternativa con latte misto di pecora e capra fino al 30%.

Dal 2002, il termine “feta” è divenuto a Denominazione di Origine Protetta dell’Unione Europea. In base all’attuale normativa: “solo i formaggi prodotti in modo tradizionale ed in particolari aree della Grecia, a base di latte di pecora o di una miscela di pecora e di capra (fino al 30%), possono essere chiamati feta”.

Le capre nutrendosi prevalentemente di germogli e di scorze delle piante, producono un latte che presenta quantità inferiori di sostanze potenzialmente allergogene rispetto al latte vaccino e di pecora.

Per lo stesso motivo il loro latte ha una composizione molto simile a quella del latte materno, ricco di sostanze nutritive tra cui potassio, ferro, calcio, riboflavina, fosforo e taurina, una sostanza molto importante nello sviluppo celebrale dei bambini; probabilmente per questi due motivi è stato il latte più consumato nell’antichità, prima di essere spodestato dal latte vaccino.

Le proteine della feta sono altamente digeribili perché il processo di produzione prevede la parziale idrolisi delle caseine e, dunque, l’aumento della frazione solubile delle stesse. Si tratta di proteine a elevato valore biologico, ricche di amminoacidi essenziali.
La feta, per la sua porzione lipidica piuttosto rilevante, è un formaggio dalla digeribilità media.
Tuttavia, ha un apporto energetico tra i meno elevati grazie all’abbondante quantità d’acqua che contiene perché subisce una disidratazione inferiore alla media dei prodotti caseari.

Come tutti i formaggi stagionati, anche la feta presenta scarse quantità di lattosio, il che la rende idonea all’alimentazione dei soggetti blandamente intolleranti, ma non di coloro con intolleranza severa.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica
Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive

UNDER THE BAMBOO TREE

UNDER THE BAMBOO TREE

Sabato 13 e Domenica 14 Ottobre 2018UNDER THE BAMBOO TREE
 Due giorni alla scoperta di questa pianta dalle mille virtù, con esposizioni, laboratori, convegni di esperti internazionali e sorprese gastronomiche e musicali a tema. Sabato 13 la premiazione del concorso internazionale “Bamboo Rush” dedicato alla progettazione e realizzazione di oggetti di design in bambù. I lavori selezionati saranno esposti nella sala Calvino del Labirinto della Masone.
 PROGRAMMAFino al 14 Ottobre 2018TESORI D’ORIENTE
La Camera delle meraviglie di Garcia de Orta
La mostra Tesori d’Oriente, a cura di Pedro Moura Carvalho e Fondazione Franco Maria Ricci, propone un’accurata selezione di straordinari esempi dell’arte decorativa del Cinquecento e Seicento, oggetti rari e preziosi, alcuni esposti per la prima volta, provenienti da prestigiose collezioni private italiane e portoghesi e da alcuni musei.
 INFORMAZIONISabato 20 Ottobre 2018FORSI CHE SI, FORSI CHE NO Un filo di poesia musicale nel Labirinto della Masone

Sarà un concerto itinerante quello che la Cappella Musicale “Adolfo Tanzi”, complesso corale a voci miste nato dall’unione del coro nocetano “Cantori del Mattino” con il coro della Basilica di San Benedetto Po, terrà al Labirinto della Masone sabato 20 ottobre dalle ore 17. 
 INFORMAZIONI Mercoledì 31 Ottobre 2018LUX PERPETUA
La notte di Halloween al Labirinto della Masone gli inferi si trasferiranno dalle viscere della terra al firmamento del cielo. Inghiottiti nel buio della Corte Centrale, neon, fari, laser luminosi risplenderanno in una sinfonia stroboscopica orchestrata dai Quiet Ensemble. Il riverbero di luci e suoni continuerà poi nelle sale della Corte dove la musica elettronica farà ballare fino a notte fonda.
Il programma dettagliato e tutte le informazioni sull’evento saranno presto annunciati sul sito web del Labirinto.
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Un’importante ricerca sulle pitture votive, per lo più anonime, che da secoli danno forma e contenuto alla devozione popolare dei messicani. Il “Repertorio” si aggiunge e integra gli studi di Elin Luque Agraz. Completa il volume un’introduzione di Giorgio Antei e un saggio dello stesso autore intitolato “Ave Maria. La stagione dei miracoli”, dedicato agli ex voto fiorentini fra tardo Medio Evo e Rinascimento.
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Catalogo dell’omonima mostra estiva del Labirinto della Masone, il volume un propone un’accurata selezione di straordinari esempi dell’arte decorativa del Cinquecento e Seicento provenienti da collezioni italiane e portoghesi. Ad accompagnarli i testi di Pedro Moura Carvalho e le immagini di Massimo Listri.
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ROSMARINO [Rosmarinus officinalis]

ROSMARINO [Rosmarinus officinalis]

 

Il rosmarino è una pianta aromatica perenne che può raggiungere i due metri di altezza. Ha foglie lineari sempreverdi e fiori a grappoli di colore azzurro-violetto. Si trova in tutta l’area mediterranea ed anche nelle zone costiere (è per questo che il suo nome significa “rugiada del mare”) preferendo terreni assolati.

La fioritura dura quasi tutto l’anno ed anche i rametti si possono cogliere e utilizzare freschi per 12 mesi. Anticamente veniva bruciata perché si riteneva che purificasse l’aria, tanto che i romani la utilizzavano spesso al posto dell’incenso nelle cerimonie religiose. Si iniziò ad usarla come condimento della carne perché si riteneva che le foglioline del rosmarino avessero la proprietà di conservarla meglio.

Per i romani il rosmarino era simbolo di fedeltà per cui la capigliatura delle spose veniva adornata con rametti di questa pianta. E ancora nel Medioevo nei cortei nuziali gli invitati portavano mazzetti di rosmarino.

Nel medioevo era famoso un balsamo chiamato “Acqua della regina Isabella”. Secondo la leggenda nel 1200 alla 70enne regina Isabella d’Ungheria, da parte di un monaco, fu regalato un unguento a base di rosmarino che la guarì dai suoi reumatismi. Da qui la fama di questo prodotto che, se zuccherato, diventava un ottimo liquore; altrimenti era un semplice profumo.

Ai nostri giorni l’infuso di rosmarino stimola le funzioni stomatiche, combatte le vertigini, l’asma e l’inappetenza. Un decotto a base di rosmarino, salvia e menta, inserito nell’acqua del bagno ha proprietà stimolanti. E’ controindicato per le donne in gravidanza; è preferibile non assumerlo a cena perché potrebbe provocare insonnia.

L’infuso di foglie e fiori è tonico, digestivo e febbrifugo; invece applicato al viso e al collo attenua le rughe. Il decotto di foglie e fiori ha azione espettorante e antiartritico; invece il decotto con solo i rametti e miele è utile contro i raffreddori. Il tè di rosmarino è ottimo per calmare i disturbi di stomaco (i greci lo usavano per “rinfrescare” la memoria).

Nelle Marche il rosmarino viene impiegato in tutte le preparazioni in potacchio, ma anche negli arrosti, sia alla griglia che al forno, come pure nella zuppa di ceci

E vediamo ora alcune ricette:

 

Castagnaccio (1)

Ingredienti:

  •  1/2chilo di farina di castagne,
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • un pizzico di sale
  • due cucchiaiate di uvetta sultanina,
  • 25 grammi di pinoli
  • un rametto di rosmarino.

Esecuzione:

Si impasta con acqua fredda la farina di castagne aggiungendo poi l’olio, l’uvetta sultanina, il pizzico di sale e le foglioline di mezzo rametto di rosmarino. Il composto si versa in un tegame da forno unto d’olio. Si cosparge di pinoli e di foglioline di rosmarino facendolo cuocere al forno al 200°

 

Zucca e rosmarino (2)

Ingredienti:

  • 6 etti di zucca,
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 1 bicchiere di vino bianco,
  • 2 cucchiai di foglie di rosmarino fresco,
  • sale e pepe q.b.

Esecuzione:

In un tegame far indorare nell’olio i due spicchi d’aglio e quindi toglierli aggiungendo la zucca tagliata a fettine. Versare il vino e far evaporare, quindi portare avanti la cottura a fuoco basso. Aggiustare di sale e pepe e unire il rosmarino tritato.

1) Valentini V., Tutti a tavola, Fano 1983

2) Castellani F., Le ghiotte erbe, Cingoli 2006

 

SOTTACETI [ricette della tradizione]

SOTTACETI [ricette della tradizione]

Questa è una ricetta della mia famiglia e zia Marietta ne è la depositaria.

ingredienti:

  • 1 kg di verdure miste
  • 1 bicchiere di aceto
  • 1 bicchiere di olio
  • 1 cucchiaio di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero

 

procedimento:

Lasciare macerare 4/5 ore circa mescolando di tanto in tanto….poi riempire i vasetti sterilizzati con le verdure e distribuire il liquido nei vasetti. Far bollire per 15 minuti.

 

la ricetta è di Maria Berdozzi, la zia di Gloria Tomassini che l’ha realizzata e fotografata

CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI

La conservazione degli alimenti è sempre stato uno dei primi problemi che l’uomo ha dovuto risolvere: quando il raccolto o la cacciagione abbondavano era infatti fondamentale conservarne una parte per i periodi di scarsità. Alcune tecniche di conservazione come l’essicazione erano già praticate nel Paleolitico, altre invece sono comparse in tempi più recenti.

Per conservazione degli alimenti si intende l’insieme di tecniche utilizzate per rallentare i processi di alterazione naturale del cibo per cause biologiche o chimico-fisiche e aumentare la durata in cui esso si mantiene salubre conservando sapore, aspetto e consistenza gradevoli.

I processi di conservazione si basano sull’impiego di vari metodi riassumibili in quattro categorie: metodi fisici, metodi chimici, metodi fisico-chimici e metodi biologici.

I primi sono i metodi che vengono attuati attraverso le alte o basse temperature oppure riducendo il contenuto d’acqua degli alimenti (fattore indispensabile per la crescita di qualsiasi tipo di microrganismo) e sono quelli verso cui ci si orienta in quanto permettono meglio la salvaguardia delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei cibi.

Di questi metodi il calore è un sistema che permette di distruggere i microrganismi mentre con il congelamento le attività microbiche ed enzimatiche sono al massimo bloccate.

Il problema dell’utilizzo del calore è la perdita di alcune proprietà nutrizionali. In particolare, se si scaldano cibi in un liquido, i sali minerali diffondono all’esterno dell’alimento in un processo chiamato “dialisi degli alimenti”.

Il sale e lo zucchero sono conservanti naturali impiegati nei metodi chimici. Svolgono un’azione batteriostatica in quanto provocano disidratazione degli alimenti e dei microrganismi.

Anche olio e aceto rientrano tra i metodi chimici: l’olio crea un ambiente privo di ossigeno preservando l’integrità dell’alimento dall’azione dei batteri aerobi (ma non da quelli anaerobi come il botulino) mentre l’aceto, abbassando l’acidità, risulta tossico nei confronti dei microrganismi.

In conclusione, per conservare efficacemente gli alimenti e al tempo stesso preservarne le proprietà organolettiche e nutrizionali è consigliabile applicare più tecniche in modo blando piuttosto che una sola a livelli estremi. Nel caso dei sottaceti è preferibile prima scottare o salare l’alimento da conservare e successivamente aggiungere l’aceto.

Dott. Enrico Magini
Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica

Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive
Cell. 339-8482746

 

 

PENNE RIGATE INTEGRALI ALLA CREMA DI TALEGGIO E SPINACI

PENNE RIGATE INTEGRALI ALLA CREMA DI TALEGGIO E SPINACI

Ingredienti per 4 persone

  • 360 g di penne rigate integrali
  • 200 g di taleggio
  • 1 bicchiere di latte
  • 2 mazzetti di spinacini freschi
  • 1 spicchio di aglio
  • Una manciata di pinoli
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione

Sciacquate velocemente gli spinaci sotto acqua fredda corrente poi versate in padella un filo d’olio, aggiungete l’aglio, mettete sul fuoco e lasciate dorare l’aglio. Togliete l’aglio, aggiungete gli spinaci e fateli cuocere a fiamma bassa fino a farli ammorbidire. Nel frattempo, fate tostare i pinoli in un pentolino e cuocete la pasta in abbondante acqua salata, tagliate il taleggio a cubetti, aggiungeteli agli spinaci e unite anche il latte in modo da far sciogliere il taleggio senza però farlo sobbollire. Scolate la pasta e fatela saltare in padella con i pinoli e la crema di taleggio e spinaci. Aggiustate di sale, insaporite con il pepe e servite immediatamente.

 

Indicazioni nutrizionali

Gli spinaci sono una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Chenopodiacee (Spinacia oleracia L.) ed è originaria dell’Asia sudoccidentale. Furono introdotti in Europa intorno all’ anno 1000; sembra che gli Arabi abbiano conosciuto questa pianta in Persia contribuendo successivamente a diffonderla in altri paesi.

Il valore nutritivo degli spinaci è notevole: oltre a carboidrati, proteine e grassi essi contengono anche molte vitamine (A, B, C, D, K, P). Tra queste contengono acido folico, che contribuisce a stimolare la produzione di globuli rossi e che risulta efficace nella prevenzione di tumori e di patologie cardiovascolari.

Gli spinaci sono anche un’ottima fonte di luteina, che è una sostanza di origine naturale, nota per le sue proprietà antiossidanti e protettive sulla vista.

Gli spinaci inoltre sono ricchi in sali minerali come ferro, calcio, fosforo, potassio, sodio, magnesio, zinco. Per questo motivo e per la presenza di ossalati sono un alimento da sconsigliare in chi soffre di calcoli e di difficoltà della funzione renale, a maggiore ragione nei soggetti dializzati.

Per potere beneficiare delle proprietà salutari, conviene mangiarli crudi con olio e sale. Crudi, infatti, gli spinaci contengono acqua di vegetazione, nella quale i sali minerali rimangono in soluzione e non precipitano cristallizzandosi come avviene con la cottura e quindi sono più facilmente eliminabili dai reni.

Quando possibile, il consumo di spinaci risulta vantaggioso in caso di anemie sideropeniche ovvero provocate da carenza di ferro nell’organismo.

A differenza delle zucchine, alle quali la presenza di potassio e magnesio conferisce un’azione sedativa e miorilassante, gli spinaci hanno un effetto lievemente eccitante in quanto è minore la biodisponibilità di questi due minerali. Il consiglio quindi è quello di evitare di inserirli a cena se si ha il sonno disturbato oppure associarli ai pinoli.

Gli spinaci, come detto in precedenza, contengono ferro ma in quantità minore rispetto a tanti altri alimenti come ad esempio il fegato o addirittura la menta.

Il mito di Braccio di Ferro che mangiava spinaci perché contenevano molto ferro, secondo una prima ipotesi, nasce da un errore del chimico tedesco E. von Wolff che, nel 1870, avrebbe trascritto il valore di ferro con la virgola spostata di una posizione con il risultato di riportare un dato 10 volte superiore a quello da lui stesso misurato.

Un’ altra ipotesi attribuisce l’errore al fisiologo Gustave von Bunge: egli, infatti, nel 1890 avrebbe attribuito il valore del ferro degli spinaci secchi a quelli freschi.

Braccio di ferro, però, non mangiava gli spinaci perché contenevano il ferro ma il vero segreto della sua forza, nelle intenzioni del fumettista Segar, era la vitamina A, come emerge dalla lettura dei fumetti originali del forzuto marinaio.

ricetta e immagini del Dott. Enrico Magini

Biologo Nutrizionista
Esperto in Counseling Nutrizionale
Esperto in Nutrigenomica

Nutrizione nelle Varie Discipline Sportive
Cell. 339-8482746

 

SALSA GUSTOSA

SALSA GUSTOSA

“una salsa dal gusto “formaggioso” e dal bellissimo colore arancione chiaro”
Ingredienti:
  • 1 grossa patata
  • 1 grossa carota
  • 80 ml (= 70 g) olio extravergine d’oliva
  • 80 ml acqua
  • 2 cucchiai di succo limone
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere (facoltativo)
  • 2 cucchiai di lievito alimentare secco
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di pepe

Procedimento:

Per realizzare questa salsa gustosa dal sentore “formaggio”, servono degli ingredienti cha mai vi immaginereste: patata e carota!

Cuocete la patata e la carota col metodo preferito; in ogni caso dovranno essere ben cotte e ci vorranno mediamente 20 minuti.

Unite in una caraffa tutti gli ingredienti, tranne l’olio;inoltre, per il momento, usate solo metà dose di acqua: il resto deciderete se aggiungerla alla fine o no.

Frullate aggiungendo l’olio poco alla volta. Quando avrete ottenuto una salsa liscia, decidetene la consistenza aggiungendo o meno il resto dell’acqua. Io ne ho messa in totale circa 50 g.

Premesso che il gusto “formaggioso” viene dato dal lievito secco alimentare, voi potete decidere di ometterlo.
Inoltre io, per ovvi motivi che ben conoscete (allergia), non ho messo l’aglio. È venuta lo stesso molto buona.
Buon appetito!

Note:
⭐️…..Questa salsa gustosa può essere messa in tavola accompagnata da verdure a bastoncini, tarallini, nachos e altro.
⭐️…..Oppure si usa come l’hummus: spalmato su tramezzini, piadine, panini imbottiti, sformati.
⭐️…..Infine, resa un po’ più liquida con l’aggiunta di altra acqua, si può usare per condire una pasta.

ricetta e immagini del Blog VEGALLEGRI

 

PANINI ALLE OLIVE

PANINI ALLE OLIVE

“Panini saporiti ottimi per accompagnare i pasti principali o da mangiare a merenda”

 

La prima cosa da fare per preparare i panini alle olive è attivare il lievito.
Scaldante leggermente l’acqua e scioglieteci dentro il lievito e lo zucchero. Lasciate riposare qualche minuto. Attenzione a non scaldare troppo l’acqua perché ucciderebbe i lieviti.

La prima cosa da fare per preparare i panini alle olive è attivare il lievito.
Scaldante leggermente l’acqua e scioglieteci dentro il lievito e lo zucchero. Lasciate riposare qualche minuto. Attenzione a non scaldare troppo l’acqua perché ucciderebbe i lieviti.

Fate un buco al centro e versate l’acqua con il lievito, mescolando per inglobare la farina.

Proseguite aggiungendo anche la bevanda vegetale.
Versate l’impasto su una spianatoia ed impastate finché diventerà liscio ed elastico.
Concedetevi del tempo per impastare, non abbiate fretta. Più tempo dedicherete all’impasto più si svilupperà la maglia glutinica.

Rimettete l’impasto nella ciotola, coprite con un canovaccio o della pellicola da cucina, e disponete in un luogo caldo e riparato da correnti. Io di solito lo avvolgo in un plaid.
Lasciate lievitare un paio d’ore.

Dividete l’impasto in 4-5 pezzi, appiattiteli e mettete al centro le olive.

Richiudete i singoli pezzi ed impastateli per distribuire le olive nel modo più omogeneo possibile.

Formate dei panini.
Rivestite una teglia con carta forno e mettete a lievitare i panini alle olive per un’altra ora.

Accendete il forno e portatelo a 250 gradi di temperatura, modalità statica.
Mettete a cuocere i panini alle olive per circa mezz’ora, sfornate e lasciate raffreddare prima di gustarli.

Annotazioni:
🌟 Possibilmente utilizzate una bevanda vegetale non zuccherata.
🌟 Quando versate il lievito e lo zucchero nell’acqua mescolate utilizzando un cucchiaio non di metallo perché altrimenti si potrebbe inibire l’azione del lievito
🌟 Il quantitativo dei liquidi è indicativo e può variare in base a quanto ne assorbono le farine
🌟 Se volete, potete provare a realizzare i panini con una lievitazione lunga. Diminuite il lievito ad un cucchiaino e una punta e allungate la seconda lievitazione ad un’intera notte o 8 ore minimo.

ricetta e immagini del Blog VEGALLEGRI

 

 

MAGGIORANA [origanum majorana]

MAGGIORANA [origanum majorana]

“Due eccellenze del nostro territorio, che poi ritroviamo puntualmente in numerosi piatti della nostra tradizione. Ci riferiamo alla maggiorana e al rosmarino, due erbe aromatiche che troviamo immancabilmente negli orti di città e di campagna e che in questi mesi hanno il massimo rigoglio.”

Ugo Bellesi

La maggiorana ama i terreni asciutti e si trova a suo agio nel clima mediterraneo temperato per cui prospera meglio al di sotto dei 700 metri. Si tratta di una pianta erbacea perenne, originaria dell’Asia, che inizia la fioritura (ha fiori bianchi ma anche rosati) tra aprile e maggio; proprio prima della fioritura raggiunge la massima profumazione; tuttavia è utilizzabile tutto l’anno per i nostri piatti preferiti.

Se invece si vuole essiccarla per l’inverno è opportuno raccogliere i rametti tra settembre e ottobre per poi appendere i mazzi in zona ventilata e all’olbra. E’ opportuno conservare le foglie secche in barattoli di vetro; molti usano conservare anche le infiorescenze.

Da sempre la maggiorana è conosciuta come medicamento naturale. Molto usata dagli egiziani, i greci (per i quali questa era l’erba preferita da Afrodite, dea dell’amore) la impiegavano sia come medicamento che per profumi e cosmetici. Babilonesi ed egiziani si massaggiavano con un preparato a base di erbe noto come “reale unguentum” nella cui composizione entrava anche la maggiorana. Anticamente per gli sposi, anziché fiori d’arancio, si preparavano corone di maggiorana da mettere in testa al rito nuziale.

La medicina popolare nei paesi occidentali un tempo riteneva che la maggiorana fosse utile per curare indigestioni, coliche e artriti. Attualmente nei paesi dell’Africa del nord viene usata contro la dissenteria. Da noi spesso viene preparato un infuso di maggiorana da impiegare come tonificante quando si fa il bagno. Un tempo la medicina popolare consigliava l’applicazione di impacchi a base di foglioline di maggiorana fritte contro dolori reumatici e torcicollo.

In cucina ha numerosi impieghi, a partire dalla pizza, ma anche nei minestroni, nella trippa, nei ripieni, negli umidi e nei piatti di carne. La maggiorana è molto simile all’origano per cui spesso in cucina si può sostituire l’una all’altro.

Ugo Bellesi

Ma vediamo alcune ricette.

 

Tonno e maggiorana:

Ingredienti:

  • mezzo bicchiere di maionese,
  • due etti di tonno sott’olio,
  • quattro fette di pane abbrustolito,
  • un cucchiaio di maggiorana,
  • un ciuffetto di mentuccia,
  • sale q.b.

 

Esecuzione:

Frullare tonno, maggiorana e mentuccia con la maionese e aggiustare di sale. Si otterrà una salsa cremosa che andrà fatta riposare per mezz’ora in frigo per poi servirla sul pane abbrustolito.

 

 

Trippa in umido

Ingredienti:

  • 6 etti di trippa,
  • 1 etto di lardo,
  • 4 cucchiai di olio extravergine,
  • 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio,
  • 1 costa di sedano,
  • 1 carota, maggiorana,
  • salvia, mentuccia e prezzemolo,
  • 2 bicchieri di vino bianco,
  • 300 gr di passata di pomodori,
  • ½ etto di parmigiano, sale q.b.

Esecuzione:

Macinare il lardo e con l’olio fare un soffritto con il trito di cipolla, prezzemolo, aglio, sedano, carota ed erbe aromatiche. Subito dopo aggiungere la trippa tagliata a listarelle. Regolare di sale e versare il vino; una volta evaporato portare avanti la cottura con l’aggiunta dei pomodori. Se occorre di tanto in tanto versare qualche cucchiaio di acqua calda; la cottura va fatta a lungo e con fuoco basso. La trippa va servita con parmigiano.

INSALATA DI FARRO, MELANZANE E POMODORINI

INSALATA DI FARRO, MELANZANE E POMODORINI

 

 


Ingredienti per 4 persone:

  • Melanzana matura – una di medie dimensioni
  • 12/15 Pomodorini ciliegino
  • Aglio – due spicchi
  • Crema di peperoncino – un pizzico
  • Timo fresco –  le foglie di qualche rametto
  • Origano – una spolverata
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale q.b.
  • 300 gr di Farro

 

 

Preparazione:

Iniziate lessando il farro in abbondante acqua bollente salata. Una volta cotto scolatelo e tenetelo da parte.

“PICCOLO CONSIGLIO Se volete diminuire ulteriormente i tempi di preparazione, al posto del farro potete utilizzare la stessa quantità di qualsiasi altro cereale precotto e pronto all’uso. Avrete ugualmente un ottimo risultato!”

Lavate le verdure, tagliate in quattro parti i pomodorini e a dadini la melanzana.

In una padella fate scaldare un po’ di olio evo e fate rosolare gli spicchi d’aglio. Aggiungete la melanzana e cuocete fino a che non si sarà ammorbidita.

In una ciotola capiente versate il farro, i pomodorini e la melanzana, quindi insaporite con un po’ di sale, olio, la crema di peperoncino, origano e le foglie di timo.

Lasciate raffreddare per qualche minuto di modo che l’insalata si insaporisca bene e…buon appetito!

ricetta e immagini del blog POMODORO & BASILICO

TORTA SALATA FAGIOLINI, POMODORINI E TOFU

TORTA SALATA FAGIOLINI, POMODORINI E TOFU

“A casa mia raramente mangio primo e secondo, amo soddisfare il palato con piatti unici cercando di renderli equilibrati, ma allo stesso tempo gustosi. Le torte salate perciò fanno proprio al caso mio. Sono ottime per finire gli avanzi di verdure nel frigo e, bilanciando i sapori e con un pizzico di inventiva, con poco sforzo si possono ottenere numerose varianti che soddisfano i gusti di tutti. Se, ad esempio, non sapete mai come cucinare il tofu, questa può essere una valida idea!”

Francesca Magnoli

Ingredienti:

  • Un rotolo di pasta sfoglia
  • Fagiolini lessati e salati – due manciate
  • Tofu – un panetto
  • Salsa di soia q.b.
  • Pomodorini maturi – due manciate
  • Cipollotto – uno
  • Fagioli bianchi di Spagna – mezzo barattolo
  • Bevanda di soia q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Mix di semi vari e Parmiveggiano– un paio di cucchiaiate
  • Sale e pepe q.b.

procedimento:

Preriscaldate il forno a 180°C.

Iniziate ora tagliando il panetto di tofu a cubetti e fatelo marinare con un po’ di salsa di soia e di pepe, avendo cura di far condire bene ogni pezzo.

Passate ora alla preparazione della crema di fagioli, mettendo in un frullatore i fagioli, un pizzico di sale e aggiungendo un po di bevanda di soia fino a ottenere la giusta consistenza.

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà, dopodichè dividete in due o tre pezzi i fagiolini, e affettate il cipollotto. Metteteli in una ciotola e insaporite con un po’ di olio, sale e pepe, mescolando bene il tutto.

Srotolate la sfoglia su una teglia coperta di carta forno e versatevi le verdure, il tofu e per ultimo coprite il tutto con la crema di fagioli. Aggiungete sulla superficie una spolverata di semi vari e Parmiveggianoe infornate per 30/35 minuti, fino a che la superficie non risulterà dorata.

ricetta e immagini del blog POMODORO & BASILICO