Autore: La Redazione

hojaldras colombianas [ricette della tradizione]

hojaldras colombianas [ricette della tradizione]

“La sua origine è molto antica, a Cali, è una deliziosa prelibatezza, facile da preparare. – Su origen muy antiguo, en Cali es un manjar delicioso, sencillo de preparar.”

INGREDIENTI:

  • farina
  • latte
  • burro
  • sale e zucchero a piacere

 

PROCEDIMENTO:

Unire tutti gli ingredienti fino a quando l’impasto non affonda nelle tue mani.
Lasciarlo riposare e poi dividere l’impasto in piccole porzioni, su un tavolo mettere po di farina e con un mattarello allungare la pasta. Tagliare in piccole porzioni.

Mettere l’olio nella pentola a fuoco medio. Stendere leggermente l’impasto prima di iniziare a friggere, girandolo velocemente, per poter “prendere respiro”.

Quando sono pronti, vengono rimossi e cosparsi di zucchero, buccia d’arancia o cannella a piacere,
possono essere accompagnati con un bicchiere di vino dolce, porto o moscato.

 

 

INGREDIENTES

  • harina
  • mantequilla
  • leche
  • sal y azúcar al gusto

 

ACTAS:

Se unen todos los ingredientes hasta que la masa no se peque en las manos. Se deja reposar y luego divide la masa en pequeñas porciones.

 

En una mesa pone harina y con un rodillo extiende la masa, corta en pequeñas porciones, colocar aceite a calentar a fuego medio.

Teniendo la masa en la mano se extiende un poco más y se ponen a freír, se voltean al instante para que cojan aire.

Cuando estén listas se sacan y se espolvorean con azúcar , ralladura de naranja o canela al gusto, se pueden acompañar con una copa de vino dulce tipo oporto o moscatel

 

immagini e ricetta – imagenes y receta de Diego Valencia

MOZZARELLA DI MANDORLE [senza glutine]

MOZZARELLA DI MANDORLE [senza glutine]

INGREDIENTI Dose per 2-3 persone:

  • 160 gr. acqua
  • 40 gr. mandorle pelate
  • 25 gr. amido di mais (maizena)
  • 5 gr. olio extravergine di oliva (1/2 cucchiaio)
  • 1/2 cucchiaino di sale

 

ATTEZZATURE:

  • frullatore
  • pentolino
  • bicchiere cilindrico o ciotolina

PROCEDIMENTO:

Frullate le mandorle fino a ridurle in farina.
Trasferite la farina di mandorle in un pentolino, aggiungete a freddo l’acqua, l’amido di mais, il sale e l’olio. Mescolate. Mettete il pentolino sul fuoco e cuocete, sempre mescolando, finché il composto si rapprende. Dovete ottenere la consistenza del semolino.
Inumidite il bicchiere o la ciotola – cambierà solo la forma finale – e versatevi il “semolino” di mandorle. Una volta raffreddato copritelo con un piattino e mettetelo in frigo per almeno due ore.
Pronta per essere gustata!
Potete affettare la mozzarella di mandorle e mangiarla coi pomodori come la classica caprese, oppure usarla per farcire dei panini per una gita estiva, o ancora ridurla a dadini da mescolare ad un’insalata di pasta fredda

ricetta e immagini del Blog VEGALLEGRI

TÈ VERDE ALL’ANICE

TÈ VERDE ALL’ANICE

“Vi piacciono gli accostamenti particolari? Oggi vi offriamo una bibita innovativa, questa bevanda è frutto di un esperimento ben riuscito.
È stata una scoperta sorprendente. Non solo per l’abbinamento ma soprattutto per la modalità di esecuzione, che vi consiglio. Sono sicura che la proverete!
Se non amate il tè verde potete utilizzare quello che più gradite, ma il tocco dell’anice stellato è impareggiabile.”

 

INGREDIENTI

  • tre cucchiaini di tè verde (o altro a vostro gusto) oppure una bustina
  • da 2 a 4 pezzi di anice stellato
  • dolcificante a scelta (io non lo uso)

ATTREZZATURE:

  • una caraffa di vetro
  • infusore per il tè, se lo usate sfuso

 

PROCEDIMENTO:

Vi voglio descrivere come faccio questa bibita senza accendere i fornelli. Secondo me il procedimento a freddo consente di ottenere un tè verde meno aspro e di non percepire il gusto legnoso dell’anice immerso in acqua bollente.
Ho provato entrambi i procedimenti, acqua bollente e acqua fredda, e preferisco decisamente la seconda opzione.
Mettete in infusione il tè verde nella caraffa colma di acqua fredda.
Aggiungete l’anice stellato, la quantità dipende da quanto gusto volete percepire.
Se lo desiderate, dolcificate con succo di acero o di agave. A me piace al naturale.
Lasciate in infusione, in frigorifero, per una-due ore.
Gustate freddo, ghiacciato o a temperatura ambiente a seconda dei vostri gusti.
Buona estate!

ricetta e immagini del blog VEGALLEGRI

l’orto d fabio – luglio 2019

l’orto d fabio – luglio 2019

luglio con il bene che ti voglio
Come recita un vecchio adagio luglio è un ottimo mese per l’orto:

albicocco

permane l’abbondanza dei prodotti da raccogliere e resta fermo il principio che più frutti si raccolgono nell’orto e più la pianta ne produce.

Si rendono libere altre aiule che verranno subito occupate dai trapianti: l’eccesso di luce e di calore consigliano però di proteggerli nei primi giorni di trapianti con ombreggiamenti.
Si somministrano le ultime concimazioni sia minerali che organiche: tanto azoto, anche sotto forma di liquami e un po di tutto per gli altri ortaggi.

albicocche

prugne

L’attività principale è zappare: per eliminare le erbe infestanti, per annaffiare di meno, per rompere la crosta superficiale. Contrariamente a quanto si possa pensare l’attrezzo del mese non è la forbice per la raccolta o l’annaffiatoio, ma sempre e solo la zappa.

E poi ancora legare, cimare, trapiantare, seminare: sembra che il lavoro non abbia mi fine!

SEMINE:
luglio è l’ultimo mese utile per le semine di molti ortaggi, la lunghezza del ciclo vegetativo non consente, prima dei freddi invernali, di portare a maturazione barbabietole rosse, carote, broccoli, catalogna, cavolfiore, cicoria, prezzemolo, rape e zucchine. Per fagioli e fagiolo bianco di Spagna il tempo utile si riduce alle due prime settimane del mese.

TRAPIANTI:
si continuano a trapiantare cavoli per raccoglierli a scalare tutto l’anno. Si trapiantano le ultime cicorie provenienti dal semenzaio e anche per il sedano si consiglia di non superare la fine del mese. I radicchi [cicorie rosse] sono più resistenti al freddo e formano cespi tondi, a palla, che vanno dal rosso uniforme con nervature bianche al variegato.

IRRIGAZIONI:
la piovosità del mese di luglio è normalmente molto limitata. Spesso i temporali estivi provocano più danni che benefici. La violenza delle precipitazioni compatta lo strato superficiale del terreno impedendo la penetrazione dell’acqua e rendendo difficoltose le annaffiature successive. Non è rara l gradine, dopo la quale è indispensabile intervenire con abbondanti irrigazioni accompagnate da quella serie di operazioni colturali utili per supere il trauma [concimazioni, legature, ripuliture]. In definitiva l’orto in luglio richiede abbondanti e frequenti irrigazioni.

CONCIMAZIONI:
con luglio terminano anche le concimazioni che risultano ininfluenti.

LAVORI AL TERRENO:
zappature. E’ l’unica attività che il caldo consente e che sicuramente avvantaggia le colture. Vanno effettuate zappature per eliminate le infestanti, per sarchiare, per rincalzare, per risistemare le aiule e anche per trapiantare.

CURA ALLE PIANTE:
le legature, le cimature, le sfogliature sono regolate dallo sviluppo delle piante e dalle caratteristiche di ogni singolo ortaggio. Sono molto importanti gli ombreggiamenti: eccessiva insolazione spinge  a proteggere le specie trapiantate nei primi giorni dopo l’operazione, quando la forte traspirazione impoverisce ulteriormente le piantine già traumatizzate. Anche la vegetazione più delicata [come ad esempio la lattuga] soffre di eventuali scottature, per cui è buona cosa approntare stuoie o teli a circa 70 cm. di altezza dal suolo per riparare almeno nelle ore più calde.

LOTTA:
occhio al tonchio, un piccolo coleottero che depone le uova nei semi freschi e maturi sulla pianta. La lotta si fa solo con l’utilizzo di semi sani. Un altra grave malattia è l’antracnosi o cercosfora. Si manifesta con macchie tondeggianti, poi grigio nere e polverose sulle foglie, sui fusti e sui frutti. Gli ortaggi più colpiti, nei diversi mesi dell’anno sono aglio, cipolla, fagioli, bietole e sedano, melanzane, zucche, peperoni e piselli. La lotta si effettua con bilitiocarbammati o prodotti rameici solo su grandi superfici. Per piccoli orti è invece conveniente estirpare direttamente le piante colpite.

RACCOLTA:
moltissimi sono gli ortaggi che si raccolgono in luglio. Ricordiamo in particolare che comincia la produzione di meloni, angurie, fagioli rampicanti e melanzane. Importante è l’inizio della raccolta dell’aglio invernale.

il primo peperone

la prima melanzana

le aromatiche: il basilico

 

 

 

L’ORTAGGIO DEL MESE:
zucchina [cucurbita pepo]

zucchina verde classica

TIPOLOGIA: ortaggio da frutto.
ORIGINE: America centrale e Asia sub occidentale.
FAMIGLIA: cucurbitacee.
CICLO PRODUTTIVO: annuale; occupa il terreno per 40/180 giorni.
VARIETA’: frutto di forma cilindrica, clavada, tondeggiande o allungata; liscio costoluto, colore verde scuro o chiaro uniforme, verde striato,  giallo.

zucchina chiara

zucchina gialla ad alta digeribilità

CICLO: precoce, semiprecoce, tardivo.
CLIMA: temperato caldo; temperatura ottimale a 20/28 gradi centigradi, ma si adatta bene anche ai climi freschi.
TERRENO: dovrà essere organico soffice fresco e soleggiato.
ESIGENZE NUTRITIVE: letamazioni abbondanti e anticipate; o terricciato in pre semina, concimi ternari equilibrati.
ESIGENZE IDRICHE: normali nella germogliazione, costanti e notevoli in seguito.
SEMINA: aprile-agosto in buche profonde 1,5 ai 3 cm.
GERMOGLIAZIONE: dai 5 ai 14 giorni; temperata ottimale 30 gradi, temperatura minima 15 gradi.
RACCOLTA: giugno-novembre 40-120 giorni dopo la semina, scalare in base alla dimensioni dei frutti.

trombetta di Albenga

VISTA DA VICINO: con l’irrigazione non bisogna creare ristagni alla base delle piante. Le zucchine si raccolgono prima del completo sviluppo quando hanno la buccia lucente e sottile, la polpa soda e compatta e prima che si formino i semi. La raccolta frequente di zucchine dei residui del fiore permette di migliorare la qualità e stimola la produzione. le zucchine lievemente immature si conservano meglio e più a lungo. I fiori maschili, che sbocciano numerosi ogni giorno, si raccolgono al mattino presto, lasciandone qualcuno per l’impollinazione. La produzione di zucchine trai vantaggio da questa pratica, i fiori sono ottimi fritti, sia con la pastella sia impanati.

immagini e testo di Fabio Raffaeli.

 

ORZO SHAKERATO

ORZO SHAKERATO

” Vi proponiamo la rivisitazione di quello che è un must delle bevande estive al bar: il caffè shakerato.
Avete mai pensato che, anche se non bevete il caffè, potete ugualmente godere di questa bevanda tipicamente estiva?
La bibita che vi abbiamo preparato possiamo definirla come… il cugino del caffè shakerato!
Scoprirete che potete realizzarlo anche con strumenti casalinghi.
Da oggi non avrete più scuse per non provare! 

INGREDIENTI:

  •  1 tazzina di caffè di orzo caldo
  • 4-5 cubetti di ghiaccio
  • dolcificante a piacere

 

ATTREZZATURE:

Shaker o oppure thermos

PROCEDIMENTO:

Se non avete lo shaker potete usare, come faccio io, un thermos: la bibita verrà ugualmente bene.
Versate nel thermos i cubetti di ghiaccio per primi, poi versate l’orzo caldo, avvitate e agitate per qualche decina di secondi. Se lo volete dolcificare, mettete un dolcificante liquido (agave, acero, malto, ecc…) prima di chiudere il tappo.


Versate la bevanda in un bicchiere a coppa e gustate!
Lo stesso procedimento si segue per il caffè shakerato…

ricetta e immagini del blog VEGALLEGRI

TORTA DI MELE

TORTA DI MELE

“Qual è la torta perfetta per quando si hanno ospiti all’improvviso? Per me la torta di mele! Veloce da realizzare, bella da vedere, buona da mangiare. Provatela!”

Giorgia

INGREDIENTI:

200 g farina tipo 2
100 g farina integrale
100 g zucchero canna
1 bustina lievito per dolci a base di cremor tartaro
1 pizzico di sale
80 g olio semi di girasole
250 ml (circa) bevanda vegetale (io soia)
4 mele

 

PROCEDIMENTO:

Versate gli ingredienti secchi in una ciotola, cioè le farine, lo zucchero, il lievito ed il pizzico di sale. Mescolate.


Aggiungete sia l’olio che la bevanda vegetale un po’ alla volta, e mescolate con una frusta da cucina per incorporarli alle polveri. Otterrete un impasto omogeneo e cremoso.Sbucciate tre delle quattro mele e tagliatele a tocchetti. Aggiungetele al composto e mescolate bene per amalgamarle.


Ungete e infarinate una teglia tonda con cerniera di circa 20-22 cm di diametro e versatevi il composto.
Sbucciate la quarta mela e tagliatela a fettine sottili. Decorate la superficie della torta a piacere; io le ho disposte a raggiera, come se fosse un fiore.


Cuocete in forno statico preriscaldato a 180°C per 45/50 minuti. Fate sempre la prova stecchino.
Lasciate raffreddare prima di servire.

ricetta e immagini del blog VEGALLEGRI

PANE SENZA LIEVITO

PANE SENZA LIEVITO

“Leggendo una rivista di alimentazione naturale ho trovato la ricetta del Flat Bread, un pane senza lievito da cuocere in padella con un ingrediente a sorpresa – lo yogurt – che lo rende più morbido rispetto alla piadina. È buonissimo! Provate anche voi, il risultato vi stupirà!”

Monica

 

INGREDIENTI. Dose per 4 pani piatti

100 g farina integrale (io di farro, o comunque di grano antico)
100 g yogurt di soia o di mandorla al naturale
1 cucchiaino bicarbonato di sodio
1 cucchiaino sale fino

PROCEDIMENTO:

Mettete gli ingredienti secchi (farina, bicarbonato e sale) in una ciotola e mescolateli.
Aggiungete lo yogurt, mi raccomando senza zucchero, e impastate. All’inizio uso un attrezzo (cucchiaio, frusta da cucina, ecc…) e poi impasto con le mani.


Otterrete un panetto leggermente appiccicoso. Dividetelo in 4 pezzi più o meno uguali.
Infarinate il piano di lavoro e il matterello, poi stendete ogni porzione in modo da ricavare una “piadina” non troppo sottile.


Potete passare subito alla cottura.
Riscaldate una padella, poi cuocete ogni pane da entrambi i lati facendo attenzione a non bruciarlo.
Servitelo come più preferite, in accompagnamento a verdure cotte o legumi per fare una sorta di pita o anche solo al posto del pane. Buon appetito!

ricetta e immagini del blog VEGALLEGRI

l’orto di fabio – giugno 2019

l’orto di fabio – giugno 2019

Sono molto felice di iniziare questa mia nuova rubrica con il mese di giugno: uno dei migliori per l’orto con giornate lunghe ed assolate, con temperature calde.
L’orto viene frequentato nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio. I lavori principali sono: diserbo, irrigazione e raccolta.

Continuano le semine non un metro quadrato di orto deve essere lasciato libero in questa stagione perché tutto nasce e tutto cresce, una consistente parte del tempo è da dedicare alla raccolta, l’abbondanza di produzione porta alla conservazione degli ortaggi in sovrappiù, oggi il congelatore consente di accumulare le eccedenze, si fresche sia già cucinate per le stagioni invernali. Salse, peperonate, melanzane alla parmigiane, sughi di verdure, sacchetti di vari ortaggi, sacchetti pronti per il minestrone e molte altre cose ancora possono riempire il frizeer consentono all’ortolano accorto una costante disponibilità del prodotto.

L’ortaggio del mese carciofo [Cynara scolimus]

carciofi

tipologia: ortaggio da infiorescenza-capolino
origine: bacino del Mediterraneo
famiglia: astercee o composite
ciclo produttivo: annuale o poliennale, occupa il terreno per otto mesi-quindici anni
clima: temperato-caldo, non umido, temperatura ottimale 15°- 18 °
varietà: capolino inerme o spinoso [resistente al freddo], tondo o allungato, verde o violaceo, taglia ridotta o gigante
terreno: profondo, organico, con elevata capacità idrica ma esente da ristagni, ph lievemente acido
esigenze nutritive: abbondante letame maturo nei periodi primaverili, concimi a base di potassio con i lavori di preparazione, nitrati in copertura
esigenze idriche: elevate all’impianto e ad ogni ripresa vegetativa
semina: non praticata
moltiplicazione vegetativa: per mezzo di “carducci”, cioè di polloni provvisti di radici e di almeno quattro foglie, che si acquistano o si prelevano al piede delle piante madri per mezzo di “ovuli”, cioè di porzioni di fusto provati di gemme, il prelievo avviene alla ripresa vegetativa e si pianta subito
impianto della carciofaia: marzo – aprile, giugno – agosto [ovuli] settembre – novembre [carducci], in buchette larghe e profonde 30 centimetri, distante tra le file 12o centimetri sulla fila 100 centimetri
lavori colturali: scerbature, smacchiature, rincalzatura ad un mese dall’impianto e in autunno, taglio alla base degli stelle secchi alla base dopo il raccolto, diradamento dei carducci
raccolta: in primavera – invio estate a seconda del clima
produzione media: 0,5 -1,5 chilogrammi al metro quadrato
conservazione: 20 giorni a 0 gradi centigradi, ottimi carciofini sottolio
consociazioni: eventuali ortaggi a ciclo breve

carciofaia

Il carciofo è un alimento nutriente sano e di basso tenere calorico, noto fin dall’antichità come materia prima per la preparazione di infusi ed elisir dai molteplici effetti più che come ortaggio.La scienza ha accertato la presenza nel carciofo di una sostanza detta cynarina, dal nome botanico della specie, che ha comprovati effetti epatoprotettivi e diuretici.

nell’orto questo mese

Semine
Giugno è il terme ultimo oltre al quale non è più consentito seminare:
basilico
cavolini di Bruxelles
cavoli verza
zucche
fagioli
Il raccolto di questi prodotti se seminati in epoche successive potrebbe essere problematico.

 

piselli

trapianti
Per molti ortaggi giugno è l’ultimo mese adatto al trapianto
melanzana
porro
scarola
lattughe.

piselli

romana riccia [trosorina]

irrigazioni
le irrigazioni devono essere effettuate in maniera continuata a tutti gli ortaggi, in particolare al
sedano
cavoli
pomodori
le frequenze e le quantità sono comunque legate all’andamento climatico della stagione, in giugno è indispensabile in assenza di Sole, inoltre si dovrà procedere alle prime irrigazioni agli asparagi

concimazioni e lavori del terreno
sarchiatura sceratura, più l’orto è pulito dalle infestanti più riusciamo a allontanare insetti e malattie delle piante, di regola è a giugno che termina la produzione di spinaci, ravanelli, alcune insalate, fave, finocchi e taccole, è quindi necessario raccogliere tutto il materiale vegetale rimasto sulla prole che si utilizza per preparare il compost e fare leggere lavorazioni superficiali di zappatura e rastrellatura per preparare il terreno a nuove coltivazioni, sulle aiuole di piselli e fave è meglio trapiantare i cavoli, il terreno arricchito di azoto, è ideale per le crucifere

barba dei frati

cura delle piante
sfemminellatura: eliminazione dei germogli ascellari dei pomodori
pacciamatura: coprire il terreno su cui si trapiantano i cavoli con teli neri di polietilene che consentiranno un notevole risparmio  di lavoro, un mantenimento ottimale della temperatura del suolo e un evidente risparmio idrico, diradamenti e ombreggiamenti
abbattimento di aglio e cipolle, vengono raccolti e conservati per l’Inverno

la raccolta

lotta
la grande umidità e l’eccessiva densità di semina favoriscono lo sviluppo di un fungo tre i più dannosi: l’oidio o mal bianco, i sintomi della malattia sono rappresentati dalla comparsa di un muffa biancastra su tutta la foglia e sui germogli, sono colpiti i piselli, i cavoli, i cetrioli e le zucchine, la lotta è necessariamente chimica e si effettua con irrorazioni di prodotti a base di zolfo, per gli ortaggi da foglia è consigliabile estirpare le piante e distruggerle

un altro fungo e molto diffuso e molto dannoso in particolare su patate, pomodori, peperoni e cipolle è la peronospora, la malattia inizia sulla foglia a macchie oleose e sviluppo di muffa, l’infezione si diffonde dappertutto che alla fine scuriscono e non sono più commestibili, si consiglia l’uso della poltiglia bordolese che è la sostanza meno tossica da poter utilizzare

fave

raccolta
si raccoglie oramai di tutto in quantità superiori al fabbisogno zucchine cetrioli vanno raccolti giornalmente per evitare la sovramaturazione

prugne

gli errori da evitare nell’orto
usare acqua troppo fredda per esempio quella proveniente da pozzi, se vi è una eccessiva differenza di temperatura tra l’acqua di innaffiata e la terra che la riceve, si produce un brusco abbassamento di temperatura del suolo che porta ad alterazioni fisiologiche anche gravi sulle piante: per esempio nelle carote provoca spacchi e fenditure nelle radici

utilizzare per l’orto acque di dubbia provenienza di canali o fossi potrebbero degradare e isterilire il terreno, eccedere con la quantità di acqua, occorre irrigare frequentemente usando però volumi di acqua limitati, limitare l’acqua alle piantine trapiantate, bagnare l’orto nelle calde giornate estive, questa operazione si può fare di giorno solo quando il cielo è coperto, altrimenti occorre aspettare la sera dopo il tramonto, l’errore è molto più grave nel caso di irrigazione a pioggia perché l’acqua si riversa su tutti gli organo della pianta, le gocciolino, colpite dal Sole danno origine sulle foglie e sugli altri organi verdi a un “effetto lente”  e provocano gravi scottature con danni non rimediabili

irrogare cipolle aglio e patate

testi e foto di Fabio Raffaeli