Accorgimenti per una Frittura sana e perfetta

Accorgimenti per una Frittura sana e perfetta

Inutile dire che la frittura è uno dei metodi di cottura più buoni che esiste, avete mai sentito dire che a qualcuno non piace la frittura ? Come si può resistere davanti a delle patatine, piuttosto che difronte a dei krafen, o visto il periodo a delle castagnole ripiene o alle zeppole di San Giuseppe ? Non perdetevi d’animo amiche/i miei, perché se ben fatta la frittura, stimola il fegato e ne accellera il metabolismo*. Inoltre grazie alla disidratazione, questo tipo di cottura è più digeribile rispetto ad altre.

Naturalmente se ben fatta, ecco perché ci sono delle regole da rispettare. Prima fra tutte il tipo di grasso che andremo ad utilizzare. Possiamo friggere con olio extra vergine di oliva, particolarmente indicato perché sopporta temperature elevate ma da non tutti apprezzato per il suo gusto. Con Olio di semi, purchè di arachidi o girasole, gli unici a reggere temperature alte, idoneo perché insapore e adatto ad ogni tipo di frittura. Con lo strutto o il burro, che sconsiglio altamente, il primo per la sua pesantezza, il secondo da utilizzare se chiarificato e comunque per cuocere solo carni e verdure se impanate.

Un altro fattore importante è la temperatura, e qui diventa fondamentale un termometro da cucina, a meno che non si abbia così tanta esperienza. Per quanto mi riguarda e con un piccola spesa ho preferito comprarmene uno, adatto non solo per la frittura ma utile anche in tantissime altre preparazioni. Se state cuocendo alimenti voluminosi e che necessitano di tempo come baccalà, pesci oltre i 200 g o carne a pezzi come pollo o coniglio, allora la temperatura dovrà essere tra i 140°C e i 160°C. Se invece state cuocendo dolci, verdure, alimenti pastellati, supplì, olive all’ascolana, crocchette ecc.. ecc… la temperatura ideale è tra i 170°C e i 175°C al massimo.

Raggiungiamo invece i 185°C immergendo patatine e piccoli pesci. Da tenere sempre in considerazione di friggere in olio abbondante, pochi pezzi per volta e di alzare la fiamma per i 10/15 secondi successivi all’immersione degli alimenti, questo perché naturalmente, ogni qual volta la temperatura si abbassa automaticamente di circa 40°C. Inoltre; girate l’alimento il meno possibile, l’ideale è una volta soltanto, questo eviterà che si impregni di olio e una volta cotto, trasferitelo immediatamente su carta assorbente.

Un errore da evitare è quello di mettere il sale prima della cottura, panature comprese; questo perché il sale porta in superficie l’umidità contenuta all’interno dell’alimento, comportando in questo modo il distaccamento della crosticina durante la frittura. La padella più adatta a questo tipo di cottura è realizzata in Ferro, che inoltre non andrebbe mai lavata ma pulita semplicemente con della carta da cucina assorbente. In alternativa potete usare delle padelle in rame o quelle dal doppio fondo, tipo alluminio + acciaio.

Non utilizzate mai due volte lo stesso olio, ma soprattutto non gettate nel lavandino o nello scarico del water l’olio utilizzato. Tenete ben a mente che l’olio fritto è una delle fonti di inquinamento più pericolose e dannose per i nostri mari, se non ricordo male un litro di olio copre la superficie di 100 mc di acqua, non permettendo ai filtri solari di passare. Questo significa che là sotto ogni forma di vita animale o vegetale morirà. Fatelo sempre raffreddare, versatelo in un contenitore e quando ne avrete in abbondanza portatelo poi all’isola ecologica

Tiziana Famoso curatrice del blog LIMONE e LIQUIRIZIA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *