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Il nome Settembre deriva dal latino “septembris” che indicava il settimo mese del calendario arcaico romano, cambiato poi da Giulio Cesare, questo mese era dedicato a Vulcano, Dio del fuoco e della lavorazione delle armi e protettore dei focolai.
Nella Roma antica in questo periodo si svolgevano i festeggiamenti per Giove Capitolino che insieme a Minerva e Giunone costituivano la “triade capitolina”, un culto molto sentito anche a livello familiare, culto avente come simboli collegati rispettivamente: l’Aquila, la Civetta e il Pavone.

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Durante i 16 giorni di festeggiamenti, si svolgevano parate militari, giochi circensi, sfilate di musicisti, di danzatori, atleti e giocolieri.
Si portavano in processione le statue degli Dei ai quali, sugli altari , erano sacrificate vittime le quali venivano prima cosparse di “mola” (germe di grano tostato), da questa “operazione” deriva il gergo immolare, il cui significato è  quello di offrire, sacrificare se stesso, qualcuno o qualcosa di proprio, in onore degli Dei per la propria salvezza e degli altri..

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In Francia, durante la Rivoluzione Francese (1789), il periodo che andava dal 18 Agosto al 21 Settembre, prese il nome di Fructidor (Frutti d’Oro ), invece dal 22 Settembre al 21 Ottobre veniva chiamato Vendèmiaire (Vendemmiaio) ed era considerato il primo mese dell’anno.

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Settembre in sostanza più che un mese indipendente, è un periodo di transizione tra l’Estate e l’Autunno: la prima parte del mese fino all’equinozio è una fase durante la quale il calore estivo cede progressivamente il passo al clima umido ed alla penombra autunnale.
Come nell’Equinozio di Primavera quello d’Autunno, quest’anno alle ore 14,21 del 22 Settembre, è il giorno con il di e la notte che hanno la stessa durata. Da questo giorno le ore di buio iniziano progressivamente ad aumentare, nei riti precristiani, l’Equinozio è il giorno d’Autunno che prendeva il nome di Mabon, festività in cui si contempla la Dea Madre la Natura che si prepara al sonno profondo, e il Dio Padre, il Sole che discende nel suo regno oscuro.
La ritualità in questo periodo era solitamente agreste in cui svolgeva un ruolo fondamentale la spiritualità legata alla vita, si preparavano i Sidri.

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Infatti Mabon è anche la festa di ringraziamento per il secondo raccolto (orzo) ed è caratterizzato dall’ebbrezza alcolica.
E’ quindi il tempo della vendemmia cui seguirà la trasformazione dell’uva maturata dal calore estivo, in vino, il vino era visto come simbolo di cambiamento spirituale degli uomini che, come il vino chiuso nei mesi invernali nel buio delle botti e delle cantine, venivano iniziati ai riti misterici nel buio dei Santuari e Templi sotterranei.

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Le giornate quindi si accorciano, la temperatura dell’aria si rinfresca, la natura si prepara al suo lungo sonno; nelle diverse culture Settembre è il mese dedicato alla terra ed anche al sottosuolo, inteso come “luogo” in cui saranno messi a dimora i semi.
Gli animali sono già intenti a raccogliere le provviste per i mesi freddi, le specie migratorie si preparano al grande viaggio verso i luoghi più caldi e accoglienti, ed anche per noi il tempo delle vacanze è terminato e riprendamo i vecchi ritmi lavorativi.
E’ questo quindi il momento per celebrare l’eterna trasformazione, la riflessione, raccoglimento e ringraziamento per i frutti della terra e per le esperienze maturate nel corso dell’anno (l’anno esoterico finisce a Settembre).

La Dea Terra si prepara al sonno ed il Dio Sole al suo regno oscuro. Il ciclo produttivo e riproduttivo è finito, con l’autunno le foglie cominciano ad ingiallire e gli animali iniziano il loro letargo, il Sole scende letteralmente agli “inferi”  e le tenebre cominciano a prevalere sulla luce. Quel sentimento di disagio e malumore, suggerito dalle foglie che ingialliscono e cadono, deve essere energicamente superato, la nostalgia del passato, il lamento “tradizionalista” non si addice al nostro animo nobile, tutti sappiamo che nell’universo ciò che decade e muore viene bilanciato, secondo “giustizia universale” da ciò  che sorge, cresce e si afferma.
Ora più che mai dobbiamo affermare la volontà di porci obiettivi e di perseguirli, viviamo questo periodo dell’anno senza rimpianti, anzi con soddisfazione, benessere, pienezza d’animo e senso di opera compiuto con promessa di continuità..

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Quando la natura si appassisce e poi si spegne, bisogna volgere il proprio essere alla coscienza di sé. E’ tempo di liberarsi da ogni timore e condizionamento dell’animo, bisogna liberare la nostra forza di volontà, spingerci a diventare coraggiosi ed intraprendenti.

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Se qualcosa è in disordine deve essere ordinato, se qualcosa è lasciato in sospeso deve essere portato a termine, se qualche paura o timore ci assale, deve essere affrontata e superata, se qualche malumore aveva offuscato un rapporto con gli altri è tempo di chiarire. Viviamo questo periodo accettando il buio che avanza usandolo come mezzo conciliatore e necessario per farci riflettere su noi stessi, su quello che siamo, su quello che vorremmo o potremmo essere, accettando il cambiamento, la trasformazione, il risveglio che come il seme, serbiamo in noi stessi.

 

 

Considerate la vostra Semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza.

XXVI – inferno Divina Commedia

 

Sergio Belli