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SENZACONFINI non è solo un azienda che coltiva frutti di bosco e li trasforma in confetture ma è un idea su un mondo in cui il cibo unisce i territori
Questo il concetto che mi ha spinto a voler capire dove e come  sia nata  questa idea di SENZACONFINI e chi ne sono gli artefici.

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E’ doveroso parlare di Fontegranne il luogo dove è partito il progetto.  Fontegranne nasce come azienda agricola nel 1968 con un’estensione di 9 ettari a Belmonte Piceno: una casa colonica e soprattutto una stalla con bovini di razza Marchigiana. In seguito viene introdotta la razza Frisona, inizia a questo punto la produzione di latte e nel 2000 quella dei formaggi, con una particolare attenzione alla ricerca dei “caci persi” e di quelli “inventati”.

Oggi la tenuta si estende per 84 ettari coltivati con metodo biologico tra Belmonte Piceno e Amandola, le mucche da latte vengono allevate a Belmonte, con un sistema di allevamento semi brado, ossia per una parte della giornata gli animali sono in stalla e l’altra fuori, libere, al pascolo, le vacche in mungitura sono mediamente 35 e le capre 60.

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Gli animali vengono alimentati con mais, orzo, crusca, favino e fieno prodotti in azienda grazie alla disponibilità di sostanza organica.
Parte del latte vaccino e caprino prodotto viene direttamente trasformato in più di 20 tipi di formaggio a latte crudo, latte lavorato entro 24 ore dalla mungitura senza essere sottoposto a pastorizzazione né ad elevate temperature in fase di caseificazione, la carica batterica favorisce così la naturale fermentazione del latte, così da trasmettere al formaggio il massimo delle sue potenzialità dando al prodotto aromi e sapori unici, che fanno di Fontegranne un’azienda all’avanguardia nel suo settore.
A Belmonte,  è stato creato anche un punto vendita dove si possono trovare tutti i prodotti della Fontegranne.

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Mentre nella tenuta di Amandola invece dove, insieme ad un bel frutteto di mele rosa, un cultivar autoctono, si è iniziato un allevamento di bovini di razza marchigiana dove, durante la bella stagione, le mucche sono tenute al pascolo “libero”

Sensibile ed attenta alla salvaguardia della biodiversità, rispettosa della sua missione, Fontegranne ha ritenuto opportuno dedicarsi alla riscoperta e coltivazione quindi dei grani antichi quali: Jervicella, Verna, Abbondanza e Belvedere, i quali, macinati a pietra, producono farine utilizzate direttamente dall’azienda per fare pani, cotti nel forno a legna, pani che vengono poi distribuiti nel punto vendita della tenuta, insieme agli altri prodotti, quali carni fresche, ai formaggi e l’olio, altro fiore all’occhiello dell’azienda, che è il prodotto di 150 piante di Piantone di Falerone.

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Una spiccata sensibilità alle tematiche educative sociali, fa si che si svolga un’attività di fattoria didattica con cinque percorsi dedicati ai ragazzi di tutte le età, con le quali si cerca così di ristabilire il contatto con il nostro mondo rurale, ponendo inoltre una forte attenzione a quelle che sono le nuove dinamiche ambientali al fine di sviluppare sempre più una coscienza atta a farle comprendere e valorizzare.

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Eros Scarafoni titolare dell’azienda e Cristina Matei collaboratrice da sempre, che ora si divide tra l’Italia e la Romania, hanno dato vita a SENZACONFINI.

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Si perché le confetture sono prodotte con frutti coltivati e trasformati a Niculesti in Romania. Il metodo di coltivazione è biologico non certificato, l’uso degli zuccheri è molto basso, il limite minimo per permettere una conservabilità del prodotto, in modo peraltro da esaltare al massimo lo zucchero (fruttosio) contenuto nella frutta. La Romania è una terra ricca di ribes, lamponi, visciole, more e fragole.

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Lamponi, mirtilli neri, mirtilli rossi, more, ribes e fragoline di bosco non sono solo una delizia per il palato ma anche preziosi alleati per la salute. Questi straordinari frutti di bosco sono ricchi di antiossidanti:l’elevato contenuto di composti fenolici protegge le cellule dai radicali liberi e dal danno ossidativo di lipidi e proteine, risultando quindi utili nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, invecchiamento e infiammazioni.

Il mirtillo rosso americano per esempio (Cranberry, il cui nome latino è Vaccinium macrocarpum) è utilizzato per contrastare le infezioni delle vie urinarie: grazie all’elevato contenuto di Proantocianidine, infatti, tale bacca inibisce l’adesione dei microrganismi patogeni alla mucosa della vescica.

I frutti di bosco non mantengono inalterate le loro proprietà dopo cotture prolungate e quindi dovrebbero essere mangiati crudi e freschi, anche se da un punto di vista puramente gastronomico sono ottimi per la preparazione di  composte e golose marmellate. Il contenuto di zuccheri ci impone di consumarne in piccole quantità,  per esempio su del pane tostato con un cucchiaio di ricotta fresca o come top sullo yogurt… Per una equilibrata prima colazione, merenda o gustosi e leggeri dessert.

a cura della nutrizionista Dott.sa Raffaella Montesi

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Il mondo e la realtà sono in continua trasformazione, questa è l’unica costante, lo spostamento è un arricchimento e con esso il cibo, che diventa condivisione e traccia delle persone e dei territori, sempre più permeabili e visibili. Questo ferma l’omologazione.”

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La diversità condivisa e soprattutto conosciuta, diventa tangibile con il cibo il quale  rappresenta l’identità di un luogo che da lontano diventa vicino, il consumatore si appropria e conosce perciò non solo un prodotto d’alta qualità ma il mondo che c’è dietro, i luoghi, le storie e le persone .

Questo ci rende tutti più vicini con le nostre diversità, è un modo per superare le diffidenza e la paura dell’altro non solo come essere umano, ma anche come civiltà ed il cibo è senza dubbio una delle espressioni ed il veicolo migliore per avvicinarci e comprenderci.

Tonino Del Moro

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