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Febbraio deve il nome al termine latino “Februltus”, che significa “rimedio agli errori”, in questo periodo si celebravano i rituali di purificazione.

Nel calendario romano questo mese non esisteva, l’Inverno era un periodo senza mesi, fu Numa Pompilio ad aggiungerlo rendendo l’anno civile uguale a quello solare.
Dagli antichi Sassoni veniva chiamato “mese del fango”, segno del disgelo in corso e della terra che riprende vita, i Celti invece celebravano la festa del Sole nascente, che inizia ad avvicinarsi gradualmente alla Terra, i giorni della Candelora il secondo giorno del mese, si celebrava la purificazione della Vergine Maria 40 giorni dopo il parto, con la benedizione delle candele bianche in chiesa. Nelle campagne la Candelora aveva anche una valenza di previsione climatica, si pensava che, se quel giorno avesse continuato a piovere o nevicare, la Primavera avrebbe tardato a venire.

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Nell’antica Roma si celebravano i Lupercalia che erano i giorni di purificazione, oggi abbiamo la Quaresima che inizia nello stesso periodo.

 

Il corpo inizia a scaldare i motori per la rinascita, i mesi invernali sono un periodo di addensamento energetico, di raccolta delle forze nella profondità dei tessuti, ma è anche un periodo di stress, poiché le attività in questione mettono a dura prova il nostro organismo. Così arriviamo in questo mese carichi di rifiuti metabolici, che segnalano il sovraccarico a cui siamo sottoposti a livello fisico e mentale. Una delle principali fonti di sostanze tossiche è sicuramente l’alimentazione che nel periodo precedente è stata ricca di grassi e zuccheri complessi che hanno favorito l’accumulo di tossine che devono essere eliminate per evitare l’insorgere di diverse patologie.
E’ per questo che le tipiche “febbri”  servono proprio per ripulire il corpo in vista del rinnovamento primaverile, un tempo la febbre non veniva bloccata con farmaci ma si lasciava “sfogare” affinché svolgesse la sua azione depurativa.

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Tra tutti gli organismi che a Febbraio avvertono l’influsso del fermento primaverile, i semi sono quelli che iniziano a muoversi in anticipo, ad usare le scorte di sali e nutrienti accumulati al loro interno per poter riuscire a germogliare alla ricerca del Sole.

Come in natura, così nell’uomo che ne è riflesso e parte integrante, il fegato simile nella forma ad un grande seme, è l’organo che seleziona le sostanze nutritive e “immagazzina” sotto forma di zuccheri, la riserva di energia necessaria per vivere, crescere e svilupparsi. Quest’organo è la sede della nostra energia, filtro del sangue e supervisore della corretta funzionalità del nostro sistema immunitario, il fegato in questo periodo ha bisogno di un carico di energia e bisogna quindi aiutarlo liberandolo dai grassi e carboidrati in eccesso che impediscono alle cellule epatiche di rigenerarsi. Siamo ancora nel cuore dell’Inverno dove la natura è completamente avvolta nel riposo, anche se le giornate sono molto più lunghe  e nonostante il gelo sia sempre in agguato, cominciano ad apparire i primi segni di vita. Gli animali caduti in letargo tirano fuori il naso per vedere se è il caso di uscire o continuare a dormire, il gelo ha ripulito la natura da alberi e animali deboli e vecchi, si avvicina così il tempo della rinascita mentre il Sole cresce e rinforza la sua luce e calore giorno dopo giorno. Anche per noi è tempo di prepararci alla nuova stagione e chiudere con il buio, triste e freddo Inverno: rinnovati e pieni di fermento vitale, ci dobbiamo proiettare verso una nuova vita, un nuovo periodo pieno di sogni e progetti che si svilupperanno parallelamente alla luce che cresce ogni giorno. Febbraio è dunque il mese della purificazione, sia essa fisica, da affrontare con diete e cure disintossicanti, che mentale, facendo meditazione e abbandonando le cattive abitudini, purificazione emotiva, emergendo dagli aspetti più introspettivi della nostra personalità, purificazione spirituale, raggiungendo il distacco dalla frenesia del vivere quotidiano.

Di concerto con la purificazione, è necessario sviluppare in noi la solidarietà, la condivisione, la fratellanza, è questo dunque il momento, dopo essere stati “chiarificati e depurati”, di creare nuove amicizie, nuove “alleanze” per godere della propria unicità all’interno della diversità, riconoscendo ed apprezzando tutto ciò che la vita ci offre e tutto quello che è nuovo.

 

Sergio Belli

 

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