Colli Primavera 017

Stare a contatto con la natura è un po’ come mangiare un gustoso piatto di pasta, genuino, semplice e sano che riesce ad inebriarci facendoci dimenticare almeno per un attimo, il mondo. Stare sdraiati in un prato verde circondati da vallate o monti, passeggiare nei boschi… hanno il potere di farci sentire, in una parola, leggeri.

Chiunque ha provato questa sensazione. La mente si rilassa e si riattivano i cinque sensi. Spesso dimentichiamo di averli perché ci ostiniamo a far prevalere il razionale, ma la vista, l’olfatto, l’udito, il tatto ed il gusto sono fondamentali. Li usiamo tutti i giorni costantemente, ma ne ignoriamo l’importanza.

Quando si riattivano tutti insieme è impossibile non accorgersi di ciò che succede dentro di noi. Si crea una sintonia “straordinaria”(dovremmo sempre averla) con il nostro corpo e con il resto al di fuori. In questo modo nei tempi or sono, si riuscivano ad intuire pericoli in agguato, se una preda era vicina, se un frutto era buono o velenoso, insomma i sensi servivano per sopravvivere.

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Oggi probabilmente attiviamo anche troppo la vista e l’udito e ciò comporta affaticamento mentre la sollecitazione diffusa di tutti i sensi provoca piacere e rilassamento.

Se siamo in un bosco o abbiamo davanti agli occhi immensi spazi verdi il nostro battito cardiaco rallenta, il respiro diventa più lento e regolare… Sembrerebbe l’effetto di qualche potente calmante. La cosa assurda, che nessun farmaco riesce per fortuna a dare, è che contemporaneamente a questo stato di pace che sembra quasi inerme, la natura ci trasmette un’energia impressionante: scaccia i pensieri negativi facendoci vedere il bicchiere mezzo pieno. Correre o semplicemente passeggiare possono incrementare l’autostima o migliorare alcuni sintomi di alcuni disturbi. Esattamente il motivo per cui molte tecniche meditative o di rilassamento vengono svolte all’aria aperta. C’è una spiegazione scientifica anche a questo, vediamola

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Benessere fisico e psicologico

Lo stare in mezzo alla natura fa sentire le persone più “vive”. Non è solo per i benefici connessi all’esercizio fisico all’aria aperta, ma sembra che questa evochi proprio un effetto speciale, che fa sentire le persone più felici e più vive.

La ricerca ha dimostrato che le persone con un maggior senso di vitalità non solo hanno più energia per le cose che vogliono fare, ma sono anche più resistenti alle malattie fisiche. Trascorrere quindi del tempo in mezzo alla natura sarebbe proprio benefico per salvaguardare la propria salute”.
Uno studio recente di Atchley e colleghi del 2012, in cui alcuni partecipanti hanno trascorso qualche giorno nel deserto, ha dimostrato che la completa immersione in paesaggi naturali e la totale disconnessione dalla multimedialità quotidiana, aumenta le prestazioni creative e di problem solving di un buon 50%.

Un team di ricercatori giapponesi ha scoperto che la pratica è particolarmente utile per coloro che soffrono di stress acuto (Morita e colleghi, 2006). Questo loro studio su 498 persone ha rilevato che la pratica Shinrin-yoku riduceva ostilità e depressione delle persone rispetto ai gruppi di controllo comparabili.

Perché avviene questo miglioramento? Semplice: la nostra società moderna è piena di eventi improvvisi (sirene, clacson, telefoni che squillano, allarmi, televisione, ecc.) che catturano e assorbono o distolgono la nostra attenzione. Al contrario, gli ambienti naturali sono associati a suoni e ritmi dolci e delicati, consentendo al nostro sistema nervoso di resettarsi e rigenerarsi.

 

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Non è solo il verde ad essere rilassante

Molti studi scientifici hanno evidenziato il valore armonizzante e curativo dei suoni della natura. Non solo in commercio si moltiplicano le vendite di cd che riproducono questi suoni per il rilassamento e la meditazione, ma, sulla base dei numerosi risultati positivi ottenuti con la musicoterapia, alcuni ricercatori hanno sperimentato gli effetti dei suoni della natura sullo sviluppo del bambino e su pazienti affetti da diverse malattie.

Vi è un crescente interesse nel poter migliorare i sintomi della demenza, senza l’utilizzo di farmaci. Infatti, tornando allo spazio verde in sé, si è confermato che i giardini nelle case di cura possono avere benefici terapeutici per coloro che soffrono di demenza senile. (Raccolta di 17 studi di Whear e colleghi, 2014). Altri ricercatori dell’Università di Exeter Medical School hanno scoperto che i giardini naturali riducono l’agitazione dei pazienti, incoraggiando e promuovendo il rilassamento.

“Noi pensiamo che i giardini potrebbero essere benefici per le persone con demenza, in quanto facilitano in loro una stimolazione sensoriale e questo tipo di ambiente favorisce i ricordi. Essi quindi non danno solo un’opportunità di rilassarsi in un ambiente naturale, ma aiutano a rievocare le competenze e le abitudini benefiche del proprio passato.”

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Non possiamo sradicarci dalla terra in cui siamo nati, per la maggior parte delle persone il legame con il proprio paese è fortissimo, essere o tornare al luogo d’origine da un gran sollievo allo spirito. La natura fa parte di quelle radici e se evitiamo per troppo tempo il suo contatto difficilmente potremo dire di essere sereni con noi stessi.

É bene ricordare, inoltre, che i nostri sensi oggi lavorano molto, ma il più delle volte siamo inconsapevoli dei modi e dei momenti e, quando non si ha coscienza del sé, si perdono davvero tantissime informazioni preziose. Non è detto che le ere siano così cambiate e che non dobbiamo più ascoltare i sensi per sopravvivere. I pericoli ci sono, cambiano semplicemente forma.

Giulia Moscatelli

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www.lifegate.it/persone/news/camminare-nei-boschi-fa-bene-al-cervello
http://spazio-psicologia.com/psicologia-2/benessere-e-psicologia-positiva/i-benefici-natura-nostra-mente/
www.ecopedagogia.it/Madre%20Natura

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