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L’Equinozio di primavera prende il nome dal latino  “aequinoctium”, ovvero “notte uguale”, esso corre due volte l’anno, ed in tale momento, il periodo di esposizione alla luce del Sole e quello notturno, sono uguali. Quest’anno nel giorno del 20 marzo alle ore 10,29.
Durante gli equinozi, l’asse di rotazione terrestre è perpendicolare alla linea che collega il centro della terra al sole, quindi gli emisferi settentrionale e meridionale della terra ricevono quasi la stessa quantità di luce solare, mentre la gente a Nord dell’equatore da il benvenuto alla Primavera, le persone a Sud dell’equatore accolgono l’Autunno.

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L’equinozio di primavera celebra il ritorno della primavera e della vita è una festa che evoca la fertilità della terra ed ha un particolare valore sopratutto nel mondo precristiano dell’area mediterranea, dove il ritorno della bella stagione ed il rinnovarsi della natura è molto evidente. I popoli nord europei come i Celti celebravano in questo periodo la festa della riproduzione del bestiame con una matrice agricola meno marcata rispetto alle feste dell’area mediterranea.

L’equinozio di primavera segue proprio il movimento dell’uomo in un simbolismo cosmico, legato al risveglio della natura, a ciò si ricollega, il tema del matrimonio fra una divinità maschile (il Sole) ed una femminile (la Terra), il Dio Sole infatti si accoppia con la giovane Dea Terra.
In questi giorni venivano accesi dei fuochi rituali sulle colline e, secondo la traduzione più a lungo rimanevano accesi più fruttifera sarebbe stata la terra. Questo e’ il periodo in cui è possibile realizzare quei sogni che sono nati nel periodo freddo, il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità, rinascere con la natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.
Questo è un giorno molto importante, un periodo in cui dovremmo essere allegri, dato che celebra il calore e la forza guaritrice del Sole e rifiorire della natura sulla Terra.

armoniaCome per le altre festività stagionali antiche, questo giorno è stato in parte assorbito dalla dottrina cristiana ed associata a due giorni santi, il primo e’ la festività della Vergine Benedetta Maria, che cade il 25 Marzo, e l’altra e’ naturalmente la Pasqua. La parola “Pasqua” ha la sua origine dal nome della antica dea germanicadella fertilità’ e della primavera: Eostre,  i cui simboli sono le uova degli uccelli, le farfalle, i bozzoli. In questi giorni i cristiani commemorano la crocefissione, morte e resurrezione di Cristo con la Pasqua. Comunque qualunque sia la nostra credenza questo e’ un periodo in cui celebriamo il trionfo della Luce sul buio e sulla morte, è un momento di pulizia e rinnovamento, un attimo per aprire le finestre e lasciare che il vento attraversi la nostra casa, anche quella interiore, ripulendola dalle influenze prolungate dell’inverno: bisogna fare pulizie e rinnovamento nella propria psiche e portare equilibrio ed armonia nella propria vita, equilibrio che ci porta ad essere felici con se stessi godendo di ottimismo e positività, equilibrio che ci permette di trasmettere questa positività anche nel prossimo, chiunque esso sia: conoscente, amico, cliente o persona incontrata per caso.
In ciò si deve leggere una chiara indicazione per il singolo individuo, la persona per continuare a crescere deve confrontarsi con gli altri ed in modo concreto, deve accettare e ricambiare l’amore di un altro essere umano.

 

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Sandro Botticelli – La Primavera (Firenze 1445 – Firenze 1510)

 

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Giuseppe Arcimboldo La Primavera (Milano 1526 –  Milano 1593)

L’Equinozio dunque viene a rappresentare un punto cardinale nell’evoluzione di una persona, da un lato la rinuncia necessaria e drammatica dell’Io alla propria unicità, dall’altra è l’inizio di quello che oggi molti chiamano “consapevolezza”. L’organismo quindi, noi, intesi come essere vivente, come il cosmo che lo circonda, vive in questo momento una fase di grande espansione e rinnovamento.
E’ la variazione, l’incremento delle ore di luce, uno dei fenomeni più evidenti e visibili che caratterizzano la primavera e la luce, come noto, ha un notevole influsso su tutti i fenomeni generativi, dal risveglio del letargo invernale degli animali, alla crescita ed alla fotosintesi di erbe e piante, fino all’aumento del metabolismo, che con l’avvento di giornate più lunghe e calde tende a regolarsi su un ritmo più accelerato che porta organi e tessuti ad impegnarsi per “rifiorire”; i capelli ricominciano a crescere con rinnovato vigore, sotto la cute si forma il nuovo collagene, si rinforzano le ossa, le ghiandole secernono più ormoni, il sangue diventa più ricco e nutriente, il fegato attiva il suo ricambio cellulare, gli organi sessuali si preparano alla  fecondazione.

Questo rinascere e rifiorire non ci lascia indifferenti, nasce l’esigenza di uscire ed incontrasi, questa socialità detta i nostri ritmi, solo assecondandoli ci sentiamo parte di questo organo vivente che è il pianeta.

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