Vis  medicatrix è un concetto fondamentale dell’Omeopatia; risale ad Ippocrate che riteneva che alla base della medicina ci fosse l’osservazione della natura, intendo la natura come l’universo e l’essenza stesa degli esseri viventi. Gli organismi viventi tendono verso un equilibrio, non solo nella loro totalità, ma anche nei singoli elementi dell’organismo stesso. Questo equilibrio è dinamico e dà vita al concetto attuale di omeostasi, il cui fine è la persistenza. La capacità curativa della natura non è altro che una super-attività di ciò che ci mantiene in equilibrio. Esempi che troviamo in natura sono la termoregolazione, il sistema endocrino ecc. La natura soccombe solo quando si trova dinanzi a qualcosa che è più grande di noi, o meglio più forte.

 

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Quindi il medico deve solo aiutare la natura nei suoi sforzi e non opporvisi. Da qui nasce l’importanza di comprendere e capire il sintomo nella sua interezza; questo non deve essere solo eliminato ma bisogna imparare a conoscerlo per capire la malattia stessa, poiché ogni sintomo non è in sé e per sé una difesa, ma il segno della difesa, cioè il messaggio dell’organismo che sta soffrendo. Ricapitolado: la natura è il medico , che è la forza vitale guaritrice.

Secondo la legge di Hering la guarigione si realizza in senzo centrifugo esonerativo, “dall’alto in basso, dall’interno all’esterno“ iniziando dai piani più profondi cioè dai piani della sfera psichica, fino alle superfici del corpo: emuntori, cute e mucose.

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Domenico Claps – Segni, sintomi ed emozioni in Omeopatia

© 2010 Edizioni Enea – Milano