Il digiuno nel mese di Ramadan è uno dei cosiddetti cinque pilastri dell’Islam, ovvero i precetti che ogni musulmano deve rispettare per considerarsi tale (gli altri quattro sono: professare l’unicità di Dio e Muhammad come Profeta, pregare 5 volte al giorno, fare l’elemosina rituale, compiere il pellegrinaggio rituale a Mecca, nel periodo dovuto, almeno una volta nella vita).

Istituito nel secondo anno dell’Egira, ovvero nell’anno 624, quando Muhammad, il profeta dell’Islam, fuggì da Mecca per stabilirsi a Medina, il digiuno consiste nell’astenersi da cibi, liquidi, fumo e rapporti sessuali dall’alba al tramonto. Sono tenute al digiuno tutte le persone sane adulte mentre vengono esonerate le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, i malati e i bambini. Il digiuno può essere interrotto per cause di forza maggiore (viaggi, malattie, ciclo mestruale…) ma va recuperato appena possibile.

Considerato come un “tempo forte” dell’intero anno islamico, il digiuno ha forti valenze sociali in quanto per i ragazzi che iniziano a praticarlo rappresenta una sorta di passaggio al mondo degli adulti e per la società un momento di forte coesione sociale. Durante tutto il mese di ramadan nei paesi islamici si respira un clima di festa e le famiglie spendono di più in alimenti e abbigliamento.

Spiritualmente l’atto del digiunare dovrebbe distogliere corpo e mente dalle realtà terrene e permettere di rivolgersi più a Dio e alle esigenze dei fratelli. In effetti durante il mese di ramadan ricorrono molti anniversari che ricordano eventi fondativi dell’Islam:

il 10 anniversario della morte di Khadija, prima moglie del Profeta,
il 19 anniversario della presa di Mecca
e il 27 la cosiddetta “Notte del destino“, anniversario della prima rivelazione del Corano.

Corporalmente invece il digiuno dovrebbe aiutare a temprare la forza di volontà ma va precisato che la “sindrome da stress da digiuno” porta spesso ad un considerevole aumento del numero di incidenti stradali in prossimità delle ore del tramonto e ad un elevato numero di ricoveri in pronto soccorso nei periodi di caldo torrido.

Il periodo del mese di Ramadan non corrisponde mai ad una data fissa del nostro calendario solare. Poiché il calendario islamico è di tipo lunare (ovvero più corto di circa 11 giorni rispetto al nostro) tutte le feste retrocedono di circa 11 giorni rispetto l’anno solare precedente. Nell’anno 2017 il mese di ramadan corrisponde al periodo che va dal 27 maggio al 25 giugno, data questa in cui si terrà la festa di ‘Aid al-Fitr (festa di rottura del digiuno). Le ore di digiuno quotidiane variano a seconda della latitudine: da un minimo di 11 (Argentina, SudAfrica, Australia) ad una media di 13/15 per i paesi della fascia equatoriale, Nord africa, vicino ed estremo Oriente, fino ad un massimo di 19-20 ore per i paesi nordici.

articolo di Ruffino Gobbi docente di storia delle religioni
ricerca iconografica di Aila Santi Branzini archeologa

Bibliografia:

Ramadan” in M. A. AMIR-MOEZZI, Dizionario del Corano, Mondadori 2007,  691-694C. NOYE’, Il grande libro del digiuno, Messaggero, Padova 2009
BRANCA, I musulmani, Mulino 2000

www.sufi.it/Islam/ramadan.htm
www.islamitalia.it/religione/ramadhan.html