A partire dal giorno 17 dicembre il tempo liturgico dell’Avvento vive una svolta e passa da un genere di attesa del ritorno glorioso del Signore Gesù sulle nubi del cielo alla memoria delle profezie che hanno annunciato la sua nascita nel tempo sotto il segno dell’umiltà della natura umana. Tra queste emerge come la più famosa la parola del capitolo 11 del rotolo di Isaia, il quale annuncia lo spuntare di un virgulto dal tronco di Iesse. La metafora parla della nascita del rampollo della casata reale di Davide. Iesse, infatti, è il padre di Davide e la sua famiglia abita in Betelemme. Il discendente atteso sarà capace di dare un governo di giustizia e di pace al paese e di avere cura dei più poveri. Il rapporto tra tronco e nuovi germogli è suggestivo, parla delle radici e della capacità di rinnovamento, del susseguirsi delle generazioni dentro un comune albero genealogico. In definitiva, rende bene il quadro della grande famiglia umana, vista nella sua memoria e nella sua profezia di futuro e di vita.

A questo punto nasce spontaneo il collegamento tra il dolce tipico del Natale chiamato “tronchetto”, specialità che non potrà mancare nelle pasticcerie in questo periodo di preparazione alla festa, e il t dal quale deriva Gesù. Riscoprire le tradizioni vuol dire anche gustare la Bibbia nei cibi e i cibi nella Bibbia.

Don Andrea Andreozzi