Gennaio e’ il primo mese dell’anno secondo il calendario Gregoriano, deve il suo nome al Dio romano Giano-Ianuarius, divinità con due facce del pantheon latino, era il Dio bifronte del tempo ciclico ed era venerato come protettore delle porte e dei ponti quindi simbolicamente rappresentava ogni forma di passaggio e mutamento, come l’inizio del nuovo anno, come le nascite e le morti.

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Nel calendario romano originale questo mese non esisteva in quanto i romani consideravano l’inverno senza mesi, fu Numa Pompilio ad aggiungerlo (insieme a Febbraio), rendendo l’anno civile uguale a quello solare.

Gennaio e’ un mese pienamente invernale,  nel Nord Europa veniva chiamato ” mese del ghiaccio“.
Il lungo Gennaio include anche i cosiddetti “giorni della merla”  (29, 30 e 31) che sono considerati i giorni più freddi dell’anno.
Il nome deriva dalla leggenda che una merla, in origine bianca, per ripararsi dal freddo intenso di questi giorni si riparò dentro un camino dal quale emerse tutta nera di fuliggine il primo Febbraio.

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La natura in questo mese affronta il periodo più freddo e duro del ciclo annuale, il Sole, con il Solstizio ha segnato il punto di svolta del suo cammino nella volta celeste, ma il tempo della sua massima espressione, forza e calore è ancora lontana.  La terra in Gennaio è spoglia, gli animali sono per lo più in letargo  e la vegetazione è avvolta in un sonno profondo che da l’idea di una grande immobilità.

Il mese di Gennaio nelle nostre comunità era dedicato ai lavori manuali, alla costruzione e preparazione di attrezzature ed utensili necessari per la vita quotidiana  e domestica ed il legno era la materia prima per la maggioranza di questi utensili, in sostanza ciò che la natura offriva in abbondanza ed a buon mercato.
A volte, se il raccolto estivo non era stato proficuo, la quotidianità in questo periodo poteva essere difficile non offrendo la campagna nessun frutto, avendo a disposizione solo quelli raccolti nei mesi precedenti (mele, pere, noci, castagne) e solo poche verdure fresche, a differenza di oggi dove la globalizzazione e la tecnologia ci permette di trovare sui banchi dei mercati, qualsiasi tipo di alimento in ogni periodo a discapito della nostra salute e dell’economia.

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Gennaio sigla un nuovo inizio, trasmette l’idea di un rinnovamento. La nostra personalità percepisce la pausa natalizia come la fine di un periodo e l’inizio di un altro (contrassegnato dal giorno di Capodanno che ha in tutti noi una valenza simbolica profonda) e trasferisce al nostro corpo queste sensazioni ed emozioni che attivano spesso importanti trasformazioni.

Indubbiamente occorre una grande forza per superare la durezza di questo momento ma nell’uomo questo è un periodo dove le energie non sono realmente “addormentate” ma semplicemente rivolte all’interno, ad un’attenzione che e’ l’annuncio di nuovi risultati che si manifesteranno in seguito con il “risveglio”,  in Primavera.

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In questo periodo dunque ci sentiamo come “congelati” nelle emozioni, controllati poco espansivi, in realtà applichiamo la virtù invernale per eccellenza, la pazienza, il saper attendere il giusto tempo per ogni cosa, panificando le attività future dei prossimi mesi. Ricordiamoci inoltre, dell’importanza, nella ripresa delle attività lavorative dopo le vacanze, di dedicare a noi stessi del tempo per svagarci imparando a rilassarci ed essere felici che è parte della nostra essenza e del nostro percorso, cercando di condividere questi momenti con gli altri, come fanno gli animali che si stringono l’un l’altro nella tana per donarsi calore, non dimenticandosi di volgere  lo sguardo all’esterno, cominciando a muovere le energie che ci preparano ad accogliere la Primavera che per gli antichi iniziava già con il giorno di Candelora.

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Sergio Belli