Giugno è denominato anche “mese del sole”  o “mese della libertà”, il nome deriva dalla Dea Giunone, moglie di Giove, Giunone è una divinità  della mitologia romana, legata al ciclo lunare dei primitivi popoli italici, era l’antica divinità del matrimonio e del parto, spesso rappresentata nell’atto di allattare.

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Nella mitologia classica il Sole si identificava con Elios ovvero Apollo, questo “dio” , bello e temibile, solcava incessantemente il cielo con il suo carro di fuoco, compiendo, in sei mesi, un arco nel cielo al cui limitare sostava per un attimo e poi, voltato il carro, effettuava instancabilmente un nuovo percorso a ritroso per giungere, dopo altri sei mesi, al capo opposto.

In questo immaginario “tour de force”, gli antichi identificarono due precisi momenti che chiamarono “solis statio”, [dal latino] in sostanza l’attimo della momentanea sosta dei “Dio Sole” sul suo carro dal quale deriva la parola Solstizio, e “tropikos” [dal greco] l’azione cioè del girare il carro per la ripresa del cammino nella volta celeste.
E’ quindi durante il mese di Giugno  che viene festeggiato un momento riconosciuto in tutte le culture, il solstizio d’estate che cade intorno al giorno 21

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Astronomicamente parlando i solstizi sono i due momenti dell’anno nei quali il Sole si spinge fino al punto più settentrionale o meridionale della sua” apparente corsa” nel cielo, rispettivamenete al Tropico del Cancro ed al Tropico del Capricorno.  Etimologicamente abbiamo visto che Solstizio significa “arresto del Sole” [solis statio] perché la sua massima elevazione nella volta del cielo, il punto più alto, lo Zenith, non sembra cambiare da un giorno all’altro.
La nostra collocazione di abitanti nell’emisfero Nord, ci porta a considerare la posizione del sole nel Tropico del Cancro, allo Zenith, cioè nel punto più alto del cielo e quindi di maggiore irraggiamento luminoso, il Solstizio d’Estate è la data del giorno più lungo dell’anno e di conseguenza  della notte più corta.

Questa circostanza fa si che nell’iconografia cristiana, il solstizio d’estate rappresenti “il Cristo” invitto che, nelle sembianze del dio Apollo, coronato da un limbo di luce, ci appare governatore del tempo e si mostra benedicente nei catini absidali delle cattedrali romaniche. Ad una analisi più approfondita, il simbolismo dei solstizi, allargato ad entrambi, quello d’inverno e quello d’estate, ci accorgiamo però che non corrispondono affatto al carattere delle stagioni che aprono.

Il solstizio del 21 Giugno è vero che prelude all’estate, ma apre la fase discendente del ciclo annuale. Viceversa, il sole del 21 dicembre, nonostante preluda all’inverno, apre decisamente la fase ascendente del ciclo annuale.

Questa particolarità, già intuita dal mondo greco e romano, veniva rappresentata dal simbolismo delle cosiddette “porte solstiziali”, rappresentate dalle due facce di “Giano Bifronte” alle quali in età cristiana, dopo l’editto di Teodosio, si sovrapposero le figure  dei due San Giovanni: il Battista per il Solstizio d’Estate e l’Evangelista per il Solstizio  d’Inverno. In sostanza la porta estiva introduce la “fase oscura” mentre la porta invernale introduce la porta luminosa [Dies Natalis Solis Invictus] Ed è per questo che la nascita del Cristo doveva allocarsi necessariamente  nel solstizio d’inverno e quella del Battista nel solstizio d’estate, in quanto è scritto nel Vangelo:
“occorre che egli esce (il Cristo) ed io (Giovanni Battista) decada. (Giovanni, 3, 30).

Con il solstizio di Giugno si chiude la primavera e avremmo tutti bisogno di prenderci una pausa per “resettarci” psicologicamente e fisicamente. Purtroppo non sempre è possibile e la transazione nella stagione calda  finisce per generare stanchezza….eppure intorno a noi la natura è nel pieno rigoglio: le ore di luce continuano a crescere fino al giorno 21 regalandoci giornate lunghissime in cui godere del caldo tepore della tarda primavera.
L’aria è corposa, calda e profuma di fiori, mentre le farfalle variopinte volteggiano tra i petali e così anche i nostri pensieri si fanno leggeri, a tratti mutevoli e fantasiosi, e già volano ai luoghi delle nostre vacanze.
In campagna l’erba nei prati è già alta, i cereali sono vicini alla maturazione mentre i giardini ancora in fiore ci donano frutti pronti per essere raccolti.

Giugno è una fase di cambiamento che precede il passaggio alla  stagione calda, per questo astrologicamente parlando il segno del mese,  “i gemelli “ è un segno duplice e mobile, riflesso di un tempo in cui tutto  è in evoluzione, nella natura come dentro di noi.

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Hermes-Mercurio, il fanciullo  messaggero Dio alato che governa il segno zodiacale, ci invita a muoverci ed a fare nuove conoscenze, a stare all’aperto il più possibile a viaggiare e a dare spazio a quella spensieratezza e spontanea giocosità che possano rendere la vita tanto più piacevole e leggera.

 

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………..l’amor che move il Sole e l’altre stelle.

Dante Alighieri, Paradiso XXXIII, 145

 

Sergio Belli