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Il mese di Novembre deve il suo nome al fatto che nella Roma antica era il nono mese dell’anno. E’ il mese della pienezza autunnale, a Novembre i contadini romani pagavano l’affitto al proprietario per poi passare i mesi successivi senza svolgere lavori, in tempi più recenti l’11 Novembre era la data tradizionale nella quale i mezzadri lasciavano la cascina del padrone  ed iniziava la ferma dei lavori agricoli.

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Novembre ha però un evidente carattere oscuro collegato alle ricorrenze di Ognissanti e dei Defunti, celebrate nelle campagne accendendo luci votive con offerte di frutta e di dolci rituali, a confermare il legame tra il mondo dei vivi e l’aldilà.

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La terra a Novembre è avvolta nel silenzio. Osservando la natura circostante, in questo momento vediamo che almeno in apparenza, la sua funzionalità vitale è ridotta ai minimi termini, il freddo, le nebbie, le giornate corte e buie sembrano avere ridotto le energie di tutti gli esseri viventi tranne che nell’uomo; proprio in quest’ultimo mese di Autunno il nostro organismo ha la necessità di ricaricarsi, di riposare…ma in realtà questo deve essere un riposo “attivo”, è questo il momento adatto  per riflettere, contemplare e guardarsi dentro.

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L’oscurità profonda associata al mese di Novembre, rappresenta l’inizio appunto del riposo interiore che coinvolge l’energia della terra e lo spirito degli uomini, e di conseguenza la rigenerazione ciclica, come ciclica è la natura nel susseguirsi delle stagioni, nasce dalla nostra più profonda introspezione, dal raccoglierci in noi stessi, dall’elaborazione delle cose vissute che solo un buio profondo può darci (il buio sta per “scendere in quel particolare stato di riflessione personale abbinato ad un distaccato stato mentale, che prende il nome di meditazione”).

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Il tutto per ricaricare il nostro essere che, come il seme viene custodito e messo a dimora nelle profondità della terra, dovrà essere forte e pronto per trasformarsi, germogliare e rinascere rigoglioso sul finire dell’Inverno insieme al ritorno della Luce e del Sole in un nuovo ciclo vitale.

La Natura che è nostra madre e maestra ci offre in questo periodo prodotti “poco spettacolari” ma molto nutrienti che ci aiutano a superare i malanni di stagione ed a porre le basi per un nuovo avvicendamento vitale.

Sergio Belli

 

Gèmmea l’aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l’odorino amaro
senti nel cuore ….

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno

silenzio, intorno: solo, alle ventate
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cadere fragile.  E’ l’estate
fredda, dei morti.

 

Giovanni Pascoli
Novembre – Myricae 1891