Dopo il tempo di Pasqua, conclusosi con la Pentecoste, il Tempo Ordinario del calendario della liturgia cattolica riparte con la Solennità della Santissima Trinità, del Sacratissimo Corpo e Sangue del Signore, meglio conosciuta come “Corpus Domini” e, infine, con la Festa del Sacro Cuore di Gesù.

Alla vigilia del Corpus Domini in tutto il mondo si prepara la solenne processione eucaristica, l’unica ad essere d’obbligo, mentre tutte le altre non vengono richieste. In molte località grandi e piccole il passaggio del Santissimo Sacramento viene salutato con un’infiorata lungo le vie, con drappi alle finestre e tante luci accese. La solennità, con la quale viene accolta la presenza reale di Gesù nell’ostensorio portato dal prete, riflette la grande fede della chiesa cattolica nel santissimo sacramento. Specie dopo la riforma protestante, la controriforma diede grande impulso all’adorazione davanti al tabernacolo e alla processione con Gesù eucarestia. Il maestoso baldacchino del Bernini sopra l’altare della basilica di San Pietro richiama alla mente i baldacchini che proteggono l’ostensorio. Le origini della solennità del Corpus Domini risalgono, tuttavia, più indietro nel tempo, cioè al sec. XIII, specie come conseguenza del miracolo di Bolsena e di alcune visione di un monaca in Belgio.

 

Il venerdì successivo al Corpus Domini è il giorno della Festa del Sacro Cuore di Gesù, dovuta alle visioni di una santa Francese, Margherita Maria Alacoque, la quale sondò la profondità dell’amore divino custodito nel cuore del Dio fatto carne nel grembo della Vergine Maria. Il culto al Sacro Cuore si è subito diffuso in tutto il mondo ed è conosciuto da molti, anche attraverso la preghiera imparata da piccoli: “Dolce cuore di Gesù, fa ch’io t’ami sempre più. Dolce cuore di Maria, siate la salvezza dell’anima mia.

Don Andrea Andreozzi