Luglio deriva il suo nome da Giulio Cesare, della Gens Julia, antichissima famiglia romana (Gens  romana), che vantava la sua origine da Julio (Ascanio) figlio di Enea fondatore di Albalonga, l’attuale Albano, fu politico e generale e scrittore latino, promulgò il calendario Giuliano basato sul ciclo delle stagioni e spostò l’inizio dell’anno solare  dal primo Marzo al primo Gennaio. Venne ucciso alle Idi di Marzo del 44 a.c.

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Luglio è il mese della “canicola”, il termine deriva dal latino canicula che significa “cagnolino”, questo era il nome originario della stella Sirio, la più luminosa della costellazionedel Cane Maggiore, che sorge e tramonta con il sole proprio a cavallo tra Luglio ed Agosto.
Sirio era chiamato cosi anche dagli egizi, perché proprio come un fedele cagnolino annunciava l’arrivo delle fertili inondazioni del fiume Nilo.

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A Luglio, che i romani consacravano al Dio Apollo Signore del Sole, la natura è un tripudio di calore, infatti in latino la parola  “aestas” [estate] significa avvampare. Questo mese segna il periodo di maggiore floridezza della natura e da sempre è considerato il mese di massima fioritura e di abbondante raccolta dei frutti della terra, è questo infatti il tempo della mietitura del grano e della maturazione degli ortaggi e dei frutti più ricchi di potassio, fibre, enzimi e vitamine che aiutano il corpo ad affrontare meglio il rialzo termico e l’afa carica di umidità. La stagione dell’abbondanza è al culmine, la vegetazione è lussureggiante, i raggi del sole intensi e l’aria corposa, profumata, aromatica, l’erba nei prati è alta e pronta per essere falciata. Ed anche i cereali sono vicini alla maturazione, e l’energia che si incamera a Luglio è un prezioso ricostituente per affrontare in salute la seconda parte dell’anno.

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Un tempo, quando anche la terra era chiamata Madre, era naturale per gli esseri umani sentire il profondo legame che ad Essa ci univa ed il rapporto con la stessa, Divina era intrisa di gratitudine e rispetto da un lato, e timore dall’altro. Come ogni madre, la terra era parte di nutrimento, vita e piacere, ma era anche spaventosa nella sua ira e nella furia dei suoi elementi. Il processo di “emancipazione” dell’uomo ha spezzato questo legame che mai come adolescenti ribelli abbiamo sempre più rinnegato le nostre radici, ma la nostalgia per ciò che si è perso è un forte richiamo ed i tempi sono maturi per rivisitare il nostro rapporto con la prima parte di vita. Approfittiamo di questo tempo dell’anno, che per molti coincide con le vacanze, per fare un passo avanti nel nostro legame con la madre Terra. A qualsiasi stadio del rapporto con Essa ci troviamo, possiamo decidere di progredire dalla capricciosa dipendenza infantile, verso una matura assunzione di responsabilità fino a scegliere consapevolmente di collaborare con Essa, La Madre Terra, come esseri alla pari, individui finalmente adulti in grado di contribuire al benessere ed alla tutela di noi e del nostro pianeta.

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Il tempo delle vacanze è una condizione ideale anche per entrare in contatto con la propria interiorità, il mondo delle emozioni. E’ proprio in fatti nella momentanea assenza di attività frenetiche che possiamo concederci il piacere di meditare e rielaborare le esperienze delle scorse stagioni per pianificare ed affrontare al meglio prossimi mesi dell’anno.

Sergio Belli