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Questo blog ha l’intento di analizzare i tre livelli del triangolo della salute ossia: strutturale/fisico, biochimico/nutrizionale, mentale/emotivo con una speciale attenzione a quello nutrizionale e prende in considerazione il contesto spazio temporale in cui tutto questo si svolge e di conseguenza lo scorrere del tempo stesso e della ritualità ad esso legata, come al ciclico rinnovarsi  delle stagioni. Che scandiscono la vita che su questo pianeta.

Guardare il calendario e le fasi erano e sono azioni imprescindibili per poter essere e tendere ad un reale equilibrio, renderci conto di questo oggi può risultare difficoltoso, ma possibile. Basta fare attenzione e non farci fuorviare dalla dilagante uniformazione, dall’abitudine di vedere le cose fuori dal loro reale contesto spaziale e soprattutto temporale. Perdendo perciò la cognizione stessa dello scorrere della vita e abituandoci ad un mondo artificiale, credendolo reale, mondo artificiale che tenta di mantenersi cercando di renderci ciechi e nascondendo quello vero.

Prendiamo ora in considerazione questo periodo dell’anno ed i riti ad esso legati che si sovrappongono a precedenti sino a risalire alla matrice stessa, per quanto è possibile.
Ci stiamo avvicinando al Natale e all’solstizio d’Inverso che quest’anno cade il 21 dicembre alle ore 23,03, la data cambia di volta in volta, nel 2013 è stato ancora il 21, ma nel 2016 sarà il 22 dicembre.
Questa è la giornata con il di più breve e la notte più lunga dell’anno, poi le ore di luce aumenteranno, il Sole esce vincente dalla buio, si celebra la sua rinascita.
La notte si abbrevia e si va incontro, alla primavera, in tutte le civiltà antiche questo è un passaggio fondamentale, i riti legati al Sole sono parte integrante del calendario liturgico, come nell’antica Roma dove il  Dies Natalis Solis Invictus seguiva i precedenti e arcaici Saturnali, e lo Yalda il primo giorno d’inverno sul calendario persiano che celebra la nascita di Mithra l’angelo della luce nato alla fine di questa notte dopo aver sconfitto le tenebre. Nel mondo celtico la rinascita della vita era celebrata con la festa di Yule, oggi in Scandinavia la festa di Santa Lucia che cade il 13 dicembre [il solstizio nel calendario giuliano], si sovrappone alle precedenti, come il Natale cristiano modificando la “nascita del sole” con la “nascita di Cristo“, e la “luce solare” con la luce “divina del Figlio di Dio “, il sincretismo si compì lentamente, finché la notte tra il 24 e il 25 dicembre, cioè la “nox postsolstiziale” che coincideva con l’occasione in cui ormai da secoli si festeggiava una luminosa genesi astrale, divenne anche la notte della nascita di Cristo.
Molte altre sono le feste attuali come quella cinese del Dongzhi e antiche ad Alessandria d’Egitto, prima dell’era cristiana, c’era la grande festa del Natale di Horus. Le statue della dea madre Iside, col piccolo in grembo o attaccato al seno [prefigurazione delle statue della Madonna che allatta il sacro Bambino], venivano portate in processione di notte verso i campi al lume delle torce. E la folla rivolgeva all’immagine una serie di  invocazioni, le cosiddette “litanie di Iside” che, nella versione greca, sembrano concordare perfettamente con le successive litanie della Madonna.

per maggiori approfondimenti
http://www.solstiziodinverno.com
http://mariapaolavannucchi.xoom.it/il_solstizio_d’inverno.htm#inizio

La matrice si ripete modificandosi e cambiando nome, e i riti ancestrali fanno parte del nostro tempo, in quanto archetipi, perdere queste tradizioni significa perdere la nostra identità di esseri legati a questo pianeta.  Illudendoci, che possiamo annullare questo legame senza creare un disequilibrio nefasto e soprattutto credendo di non dover pagare un conto, che è elevatissimo, lasciandolo come eredità alle prossime generazioni.

Occorre una particolare intelligenza per scoprire il significato ultimo del tempo.
Noi 
lo viviamo e vi ci identifichiamo tanto da vicino che non riusciamo ad accorgercene.
Il mondo dello spazio, che circonda la nostra esistenza, non è se non una parte del nostro vivere: il resto è tempo.
Le cose sono le sponde, ma il viaggio si svolge nel tempo.
L’esistenza non è mai spiegabile in se stessa, ma solamente attraverso il tempo.
Quando chiudiamo gli occhi nei momenti di concentrazione spirituale noi riusciamo ad avere il tempo senza lo spazio mentre non possiamo mai avere lo spazio senza il tempo.
Per l’occhio spirituale lo spazio non è che tempo congelato, tutte le cose sono eventi pietrificati.
Abraham Joshua Heschel, Il Sabato

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