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Dicembre deve il suo nome al fatto che per i romani era il decimo mese del calendario, Decembris.
Inevitabilmente il mese di Dicembre ci fa pensare a Natale  il periodo che la cristianità ha scelto per solennizzare la nascita di Gesù, il figlio di Dio, lo stesso nel quale si festeggiava negli antichi culti della “rinascita” del Sole. A Roma venivano celebrati i Saturnali, festività dedicata al Dio Saturno, divinità irrazionale e umorale.

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La ricorrenza iniziava con libagioni, sacrifici, danze, spettacoli, giochi d’azzardo, orge…si viveva in pace e nell’abbondanza, si creava un’atmosfera di euforia, spensieratezza collettiva e rilassatezza nei costumi, ci si scambiava doni.
I Saturnali così celebravano l’epoca primordiale o età dell’oro nella quale si riteneva che la proprietà della terra e dei beni fosse comune e che non esistevano ne il lavoro ne i conflitti sociali ne la guerra; era persino ribaltato l’ordine sociale, si liberavano temporaneamente gli schiavi ai quali era concessa la libertà di trattare i loro padroni da pari e persino di rinfacciate loro vizi e difetti e di insultarli.
Per i romani appunto Saturno (o Kronos) è il sovrano dell’antica età dell’oro: fu spodestato da Giove e esiliato in Ausonia nel Lazio, accolto amichevolmente dal dio Giano, Saturno è un Dio ambivalente che governa due mondi quello della luce e quello dell’oscurità, tipico appunto di questo periodo astronomico.
Dicembre e’ segnato anche da un altra antica festività: Yule, la festa del Solstizio d’Inverno, presente in tutto il continente Euroasiatico nell’epoca precristiana. Mentre l’anno volge alla fine, le notti si allungano fino al giorno del solstizio invernale, il 21 Dicembre, uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il più carico di valenze simboliche e magiche dominate da miti provenienti dal nostro passato più lontano. Dopo il solstizio (quest’anno cade il 21 Dicembre ore 10,44), le giornate cominciano un po’ alla volta ad allungarsi.

 

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L’etimologia della parola “Solstizio” deriva dal ” Solis Statio“, fermata del Sole. Nel giorno del Solstizio d’inverno, il Sole nel suo apparente moto, raggiunge il punto più basso del percorso sotto l’equatore celeste e delinea così l’inizio della stagione invernale astronomica nell’emisfero Nord (boreale), in questo periodo, per noi il più freddo, paradossalmente il Sole e’ più vicino alla terra, a causa della sua orbita ellittica.
La bassa inclinazione del Sole fa si che il suo percorso diurno nel cielo sia molto breve, questo significa che le giornate sono le più corte possibili e le notti le più lunghe di tutto l’anno inoltre la minore permanenza temporale del Sole nel cielo insieme alla bassa inclinazione  dei suoi raggi provocano le basse temperature tipiche dell’inverno.
Nella romanità,  si celebrava solennemente la rinascita del Sole: Il DIES NATALIS SOLIS INVICTUS, ovvero il giorno della rinascita del Sole invincibile,  dal Natale in poi infatti il Sole inverte Il suo cammino nella Volta Celeste e comincia a ricrescere a rinascere, con il consegue allungamento delle ore di Luce.

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E’ chiaro comprendere che tale rinascita solare rappresenta il simbolo di una rigenerazione cosmica in cui il Sole e la luce sono associati all’idea di “immortalità dell’uomo“.
La mitezza del clima autunnale cede il passo lentamente al grande freddo, all’arrivo della prima neve. Dicembre separa il momento in cui Madre Terra e la maggior parte delle creature viventi entrano in una fase di rallentamento e di risparmio energetico, in questo mese in campagna i lavori agricoli sono fermi e si raccolgono gli ultimi frutti e rimangono solo le ultime colture invernali.

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La natura appunto si riposa per prepararsi a vivere un nuovo ciclo vitale ed anche per noi sarebbe fisicamente opportuna una pausa approfittando magari delle vacanze natalizie per dedicarci di più a noi stessi, a ciò che più ci piace magari sperimentando nuove pratiche di meditazione e rilassamento, dedicandoci alla lettura all’ascolto della musica, alla pratica dell’idromassaggio.

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Oggi tutto congiura contro un salutare riposo, in questo periodo dell’anno si accumulano stress ed ansia, la forzata allegria, il consumismo esagerato sono elementi, abbinati alla minor quantità di ore di luce solare, che colpiscono il nostro organismo nel tessuto nervoso e nel sistema immunitario aumentando la nostra fragilità fisica ed emotiva.

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Il segreto e’ far rimanere accesa dentro di noi la scintilla del nuovo Sole, guardare ogni mattina che sorge (antica usanza celtica) e’ un potente ricostituente per tutto l’organismo, accendiamo in casa candele aromatizzate, addobbiamo l’albero di Natale con piccole raffigurazioni del Sole e rametti di vischio, pianta simbolo della vita.
Come la natura si sta preparando ad accogliere il nuovo “ciclo vitale” testimoniato dal cambio di rotta del Sole nel cielo, così noi consapevoli e consci della nostra forza dobbiamo gioire ed abbandonarci a sentimenti di ottimismo e di speranza per uscire dalle tenebre e dal letargo consapevoli e “rigenerati“:
IL SOLE RITORNA SEMPRE E CON LUI LA VITA

“Soffia sulla brace ed il fuoco rinascerà.”

Sergio Belli