Quando dobbiamo scegliere “COSA MANGIARE?” i criteri che noi utilizziamo sono due:

logico: quello che penso che mi faccia bene.
emotivo: quello che mi piace.

Se ci fai caso, tutti noi utilizziamo questi due criteri. Ad esempio, utilizziamo il criterio logico quando dico o penso: “Almeno una volta alla settimana ci dev’essere la fettina di carne!”
In casi come questo, ti ritrovi a mangiare la carne non tanto perché ti piace ma perché “la devi mangiare altrimenti ti mancano le proteine.”

Attenzione perché quando parlo di criterio “logico”, non intendo razionale, bensì logico per quella persona. E qui non entriamo neanche nell’ambito del giusto o sbagliato, vero o falso, etc. semplicemente per quella persona mangiare in quel modo è logico:

Devo mangiare la pasta tutti i giorni altrimenti non mi reggo in piedi, mi mancano le energie.“
Ecco un altro criterio logico che utilizzano in molti. I criteri logici sono quelli legati al dovere. Mentre il criterio emotivo è quello legato al piacere.

Se ci fai caso, quando uno va al ristorante e legge il menu, utilizza entrambi i criteri, ovvero cosa mi piace e cosa devo fare affinché non mi faccia troppo male quello che mangio: “Ci sono questi due piatti e mi piacciono tutti e due. Però questo almeno non è fritto…

Insomma, cerchiamo con il criterio logico di aggiustare quello emotivo (che invece è legato al piacere).
Il punto è che se io soddisfo solo il criterio emotivo mi ammalo. Se soddisfo solo il criterio logico divento triste. Quindi è importante comprendere che ci devono essere entrambi i criteri: sia logico sia emotivo.

Gli animali in natura quale criterio utilizzano?
In natura gli animali utilizzano solo quello emotivo. Anche se in realtà quello che noi chiamiamo emotivo, in natura sarebbe più corretto chiamarlo: “istintivo”. Infatti per gli animali che vivono allo stato brado esiste il piacere istintivo, che non è condizionato dalle abitudini.

Perché devi sapere che il nostro criterio emotivo dipende da quello a cui noi siamo stati abituati a mangiare. Ad esempio, se chiedi se è più buona la pizza o la piadina? La risposta varierà in base alla città in cui ti trovi.

Mentre per gli animali funziona diversamente. perché il fabbisogno istintivo soddisfa il fabbisogno cellulare. Mi spiego meglio: quando le cellule hanno bisogno di un certo tipo di nutriente, danno l’informazione al cervello che tenderà a farti mangiare il cibo che lo contiene.

Stiamo parlando solo di alimenti crudi in questo caso, perché in natura funziona così: ogni animale mangia a seconda del proprio fabbisogno cellulare, in quel momento. E questo fabbisogno si esprime sotto forma di desiderio di un certo cibo. Ovviamente vale per gli animali allo stato brado, gli animali domestisci invece sono condizionati esattamente come noi umani.

Negli animali allo stato brado, il cibo istintuale e quello emotivo coincidono. Mentre per noi no, perché dobbiamo re-imparare a conoscere il cibo istintivo.

Come recuperare il nostro rapporto con il “cibo istintivo”?

Tieni presente che il cibo istintivo è il cibo crudo, così come lo offre la natura.

A volte durante i gruppi igienisti, noi diamo a disposizione frutta e insalata mischiata. Ma questo, anche se crudo, non è ancora “cibo istintivo”.

Il cibo istintivo è una sola varietà, gustata. Per poi passare a quella successiva.
In genere, per recuperare il rapporto istintivo col cibo, si fa in questo modo:

mettiamo una tavolata con frutta e verdura cruda pulita. Non mischiata e non condita. All’inizio volendo anche delle noci, però possibilmente col guscio. Come prima cosa si guarda tutto quel ben di Dio e ti chiedi: “Cosa desidero?” –  ovviamente non pensare che la prima volta tu sia già affinato nella scelta. Questo lavoro serve per affinarsi man mano che si va avanti. Dopodiché inizio a mangiare e gustare lentamente il singolo cibo crudo, ricordando che una volta passato al cibo successivo, non posso più tornare indietro.

Cosa succede?

Ad esempio io ho scelto il sedano e lo inizio a masticare. La cosa che troverai interessante è che masticando il sedano da solo, senza nient’altro, inizierai a scoprire che ha un gusto proprio. Se servono i nutrienti del sedano al tuo corpo, ti ritroverai a pensare: “è buono!” e a prenderne un’altro pezzo, fino a che non sentirai più la voglia di mangiare sedano.

Praticamente quando il sistema non ha più bisogno dei nutrienti che si trovano nel sedano, è come se dicesse: “Non mi piace più. Però mi può piacere qualche altra cosa che contiene altri nutrienti che non si trovano nel sedano“. Quando io mangio il sedano da solo, lo gusto, sento un sapore e il cervello associa quel sapore ai nutrienti che contiene.

Ovviamente questo avviene dopo varie volte che mangio ogni singolo frutto o verdura separatamente. Ricordati che, mentre quando mangi normalmente in mezz’ora, solitamente, finisci. Con questo esercizio impiegherai un’ora e mezza. E’ quasi come se fosse un processo di tipo meditativo.

Il sistema si comporta così:

lo assaggio, associo il gusto ai nutrienti, nel futuro ogni volta che ho bisogno del nutriente che si può trovare in quel cibo, mi viene il desiderio di mangiarlo.

Perché finalmente il corpo ha riscoperto “sapore e contenuto”.

In genere faccio fare questo esercizio per recuperare un rapporto migliore con il cibo e ovviamente non c’è una tempistica, più lo fai meglio è. Riscoprirai quasi da subito che il cibo ha tutto un’altro sapore.

Per concludere una persona mi potrebbe dire:

Ma io posso soddisfare tutti e tre i criteri facendo solo crudismo?”

Sì, se la parte emotiva e la parte logica sono d’accordo, non c’è alcun problema.

Il punto è che dobbiamo sempre tener presente che abbiamo una parte emotiva e una parte logica da soddisfare. E se non si soddisfa la parte emotiva lo sai cosa nasce? Il desiderio dello sgarro.

L’autore: Dott. Giuseppe Cocca

 

 

 

Igienista e digiunoterapeuta. Ha ideato l’Eft Evolutivo e predilige un’alimentazione sana, crudista e vegana.

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© 2017 Dott. Giuseppe Cocca